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8 marzo e letteratura al femminile, sì, no o forse?

Uomo e DonnaOggi è l’8 marzo, e mi è tornato in mente che c’è un aforisma dello scrittore austriaco Karl Kraus che, tra le sue molte massime, amo particolarmente, e dice: «Chi ha il cuore vuoto, ha la bocca che trabocca».

 

Sentiamo tanto parlare di equità, diritti civili, egualitarismo, parità tra i sessi. Si sventolano ipotesi di leggi ad hoc contro il “femminicidio”, salvo poi riabilitare, anzi sostenere, e giustificare, modelli di incrollabile fede sessista.

 

E in letteratura cosa succede? La stessa cosa.

 

Vi sono modelli sessisti che resistono senza temere minime erosioni, e che ognuno di noi può subito mandare a mente pensando a quei percorsi che vanno, per le donne, dall’erotico spinto alla storia d’amore in costume e ritorno.

 

Dunque, parliamo di uguaglianza a cui tendere, o di diversità naturale? Oppure parliamo di diversità da valorizzare? Non siamo poi molto lontani dal concetto di "biodiversità". Siamo invece lontanissimi dal Genesi 2:18-25.

 

Che sia “gioco delle parti”, “ordine delle cose”, “dialettica”, tuttavia esistono settori, target di vendita, segmentazioni a cui obbedire. Perciò, prima di lamentare modelli imposti dall’alto, non dovremmo forse chiederci se una “ecologia dei modelli” non possa produrre qualcosa di differente?

 

Per tornare alla domanda di cui sopra: non è forse aberrante l’espressione “letteratura al femminile”? E non dovrebbe forse essere una donna, che tale è perché tale è nata, a rilevare per prima questa terribile stortura?

 

C’è una letteratura, la letteratura, ed è stata ed è maschio e femmina, uomo e donna, bianco e nero. Ed è anche tutto quello che sta tra gli estremi e contro gli estremi.

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Commenti

Non sottovaluterei l'idea che esista, almeno, una scrittura maschile e una scrittura femminile. Penso a Natalia Ginzburg, per dire.

Non è idea da sottovalutare, infatti. Ma non è forse un po' come dire che c'è una scrittura "americana" e una "europea"?

Ciao il tema è molto complesso ma anche molto equivocato. La letteratura è specchio di immaginari, i quali sono frutti di modelli culturali. Ora sarai d'accordo con me che nella storia della letteratura fa pensare che molti siano i nomi riconosciuti di autori e pochi se non nulli quelli di autrici...eppure ce ne sono state, ma poco riconosciute e poste ai margini della letteratura riconosciuta. Perchè? Perchè la letteratura specchia null'altro che un modello culturale che ha riconosciuto solo all'uomo intelligenza, raziocinio, arte e logica. La donna è sempre stata ritenuta più un corpo che non un cervello, adatta a riprodurre la specie, ricettacolo di passioni e irrazionalismi. Ecco perchè poche sono le produzioni delle donne in letteratura, e quelle poche non sono neanche state considerate. Le donne scrivono in modo diverse dagli uomini? Altra domanda interessante: alcune si, molte altre no. Quelle che hanno avuto l'autonomia e il coraggio di non adeguarsi ai modelli culturali imposti, di studiare e scrivere piuttosto che fare figli e accudire mariti, quelle che creano davvero beh dobbiamo riconoscere che le loro scritture rivelano aspetti innovativi nel panorama standardizzato della letteratura che si afferma nelle varie epoche storiche. La terza domanda è: in cosa si differenzia la scrittura femminile? é una questione di contenuti o una questione di stile, ritmo, prosodie ecc? Beh i contenuti fanno la loro parte, ma sicuramente non fanno la scrittura... Quanto alla stile, ritmo, prosodie ecc, invece secondo me si potrebbero scoprire cose interessanti con ricerche serie... studiando le letterature di donne. A me piace pensare più ad aspetti femminili della scrittura ( che risentono di modi di percepire la realtà, se stessi e il rapporto stesso con "la penna" e l'attività di immaginare) che non scritture femminili. Beh questi aspetti femminili della scrittura ad uno studio attento emergono però entrambe i sessi, e dipendono da modalità di percepire il mondo e di rapportarvicisi. Il tutto insomma rimanda ad una domanda: maschile e femminile è un aspetto che dipende dalla cultura o dalla natura? Io credo da tutte e due le cose e quindi in questa nostra cultura, in questo nostro mondo è necessario considerare " le scritture femminili" almeno fino a quando non ci sarà davvero l'apertura e il piacere di godere delle differenze e dunque della molteplice varietà di individui che non sono solo mai completamente maschili e femminili.
Il problema della scrittura americana o europea...forse dipende molto dalla lingua, dalla cultura, dalla storia che si è stratificata in esperienza e si traduce in letteratura... Le diversità culturali sono spesso massificate, non riconosciute, e questo è un problema storico, in qualche modo si vincono le guerre, si conquistano imperi distruggendo culture e imponendo la propria.

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