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“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick compie 50 anni

“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick compie 50 anniLa trama del film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick è totalmente avulsa dal presente, ma a dispetto del futuro, eletto ad architrave narrativa, le radici della sua vis valoriale affondano nell’antichità. Basti pensare al fatto che affronta tematiche ancestrali incastonandole in un impianto scenografico aerospaziale e ipertecnologico: liaison che gli conferisce una potenza espressiva e una contemporaneità concettuale che ancora oggi spiazza e annichilisce.

Stiamo parlando di una delle poche opere del grande schermo che è lecito definire monumentale, ma solo a patto che si sia disposti ad assumere su di sé il rischio che tale giudizio appaia eufemistico o riduttivo. Non solo e non tanto perché 2001: Odissea nello spazio è universalmente considerato uno dei più fulgidi capolavori della storia del cinema e l’archetipo assoluto della filmografia moderna, ma soprattutto perché rappresenta l’esempio paradigmatico per eccellenza di quanto la scrittura possa innervare l’intreccio fattuale di una pellicola e viceversa di quali vette stilistiche possa raggiungere il linguaggio di un ispirato cineasta (in questo caso il più grande di tutti i tempi) quando riesce a dare forma visiva a suggestioni romanzate.

 

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“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick compie 50 anni

Il film di fantascienza diretto da Stanley Kubrick (sceneggiatore statunitense candidato per tredici volte al premio Oscar e insignito nel 1997 del Leone d’oro alla carriera al Festival del cinema di Venezia), arrivato nelle sale americane il 3 aprile 1968 e in Italia il 12 dicembre dello stesso anno, si rifà (solo parzialmente) al racconto La sentinella (la cui prima edizione è datata 1948) di Arthur Charles Clarke. Ovverosia il più grande scrittore che la fantascienza tecnologica annoveri e al contempo un geniale scienziato: non solo fu autore di oltre cinquanta libri tradotti in trenta lingue e venduti in decine di milioni di copie, ma teorizzò ad esempio gli ascensori orbitali e il cavo cristallino monomolecolare. La sentinella, dicevamo, costituì per Kubrick solo – per così dire – l’ispirazione embrionale: i due lavorarono infatti alla sceneggiatura a quattro mani, come peraltro al libro, firmato dal solo Clarke e commercializzato anch’esso nel 1968.

“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick compie 50 anni

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La trama di questo visionario film si snoda in 149 minuti di durata complessiva (ben 88 dei quali privi di dialoghi) attraverso quattro parti distinte; nella prima è protagonista un gruppo di ominidi che 4 milioni di anni fa in Africa grazie a un misterioso monolito nero riesce a sterminare i nemici e a divenire un team di abili cacciatori. Una missione su una base lunare nell’anno 1999 agita invece la seconda parte: è stato rinvenuto l’ennesimo monolito e, per la prima volta dopo migliaia di secoli passati al buio, viene colpito dai raggi di sole dell’alba lunare. Nella terza, un’astronave è in volo verso Giove; siamo nel 2001 e a differenza degli astronauti (tre ibernati e due svegli) solo il supercomputer HAL 9000 è a conoscenza dei reali fini della missione (indagare su fenomeni extraterrestri), ma essendo stato programmato per collaborare con loro, finisce, per non tradire se stesso, con l’ucciderli tutti, tranne uno. L’ultimo segmento filmico vede l’unico esploratore superstite avvicinarsi a un nuovo monolito che pare inghiottirlo e scaraventarlo in una nuova realtà atemporale e priva di spazio. Qui sopravvive e in solitudine diventa un essere superiore.

“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick compie 50 anni

Pur essendo arduo individuare una chiave di lettura inequivocabile (a conferma della poliedricità fascinatoria del film) appare comunque agevole enucleare dal coacervo concettuale insito in esso una nitida gamma di tematiche salienti: il germe devastante della violenza e dell’autodistruzione intrinseco nel nostro agire; gli incredibili traguardi alla portata dello scibile umano in termini di progresso tecnologico, colonizzazione spaziale e intelligenza artificiale; il conflitto “esistenziale” tra società e macchine; e la ricerca (a tratti disperata) di Dio, nello spasmodico – e illusorio – tentativo di definirlo scientificamente.

“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick compie 50 anni

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Tra le intenzioni di Stanley Kubrick inoltre si staglia quella di regalare al pubblico un’incredibile esperienza sensoriale grazie a un turbinio fantasmagorico di effetti speciali. «Siete liberi di speculare sul significato filosofico e allegorico di 2001: Odissea nello spazio. Io ho cercato – ebbe a dire– di rappresentare un’esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell’inconscio».

 

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“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick compie 50 anni

In occasione del cinquantenario del film (al quale fu assegnato nel 1969 il premio Oscar per i migliori effetti speciali, che registrò alla sua uscita un incasso di 205 milioni di dollari e che mezzo secolo fa mostrò anticipatamente al grande pubblico dispositivi che avrebbero fatto la loro reale comparsa solo dopo decenni come i tablet, le stazioni spaziali, gli assistenti digitali e le cabine di pilotaggio) la Warner Bros. ha diffuso sul suo canale il trailer originale e il 12 maggio scorso è stato presentato al Festival di Cannes in anteprima mondiale la versione originale in 70 mm della pellicola 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, la cui uscita nei cinema statunitensi è avvenuta sei giorni dopo,  mentre quella italiana sarà nelle sale oggi.

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