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11 consigli di scrittura da George R.R. Martin, l’autore di “Game of Thrones”

11 consigli di scrittura da George R.R. Martin, l’autore di “Game of Thrones”Possiamo dire di tutto su George R.R. Martin e sul suo “Game of Thrones”, ma di certo non possiamo negare che sappia davvero scrivere. Per cui chi meglio di lui, l’autore di uno dei maggiori successi degli ultimi tempi, può dare qualche indicazione a chi si appresta a scrivere e vuole farne la sua professione.

Grazie a Bustle.com, vi riportiamo qui di seguito 11 consigli di scrittura di George R.R. Martin.

 

1. Tutto ha delle conseguenze

Nella scrittura di Martin, ogni azione ha delle conseguenze. A volte sono anche fatali. Le azioni “buone” non necessariamente comportano dei premi per chi le compie, e le cattive non sempre vengono giustamente punite, ma ogni scelta che un personaggio compie ha enormi ramificazioni. Dany che prova a liberare gli schiavi manda a pezzi l’economia globale. La cotta di Sansa per Joffrey porta alla decapitazione di suo padre. Sono poche le cose che restano impunite.

Come lo stesso Martin dice:

«Avrei potuto scrivere una storia su una famiglia modello. Ned Stark avrebbe potuto farsi carico dei loro problemi e risolverli. Ma tutto questo sarebbe stato davvero così interessante?».

 

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2. Scrivi all’interno del tuo universo

Se sei un suo fan già lo saprai: tutto in George Martin è funzionale alla costruzione di un mondo. E infatti il Nostro crede che ogni scrittore dovrebbe costruire il suo mondo fittizio per affinare le proprie abilità, piuttosto che prendere in prestito il mondo di qualcun altro.

«Scrivi ogni giorno, anche se solo una o due pagine. Più scrivi, più riuscirai bene. Ma non scrivere nel mio universo, o in quello di Tolkien, o della Marvel o di Star Trek, o in qualsiasi altro mondo preso a prestito. Ogni scrittore deve imparare a costruire i suoi personaggi, i suoi mondi e le sue ambientazioni. Usare il mondo di qualcun altro significa essere dei pigri alla ricerca della soluzione più facile. Se non eserciti questi “muscoli letterari”, non li svilupperai mai».

 

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3. Scrivi da un luogo di verità

Questo non significa che puoi scrivere solo di cose che ti sono realmente accadute. Ma dovresti scrivere da un luogo di verità emotiva, non importa quanti dragoni ci sono tra i tuoi personaggi.

Martin chiarisce:

«Nei corsi di scrittura creativa al college, i professori ti diranno: “Scrivi di ciò che conosci”. E questo viene spesso interpretato male come l’invito a scrivere una velata autobiografia. Per cui uno studente di Letteratura inglese dovrebbe scrivere una storia in cui l’eroe è uno studente di Letteratura inglese… Ma penso che la frase “Scrivi di ciò che conosci” andrebbe interpretata in un senso molto più ampio. Si parla di una verità emotiva qui. Parliamo della capacità di entrare dentro i tuoi personaggi per renderli reali. Se vuoi scrivere di un personaggio che assiste alla morte della persona amata, devi entrare dentro di te e dire: “Ti ricordi di aver mai perso una persona amata?”. Anche se è solo un cane quello che hai amato come un bambino o qualcosa di simile. Tocca quella vena di energia emotiva. In qualche modo, non è molto diverso dai metodi che seguono gli attori… Noi osserviamo gli altri dall’esterno. L’unica persona che davvero conosciamo dall’interno siamo noi stessi, e dobbiamo raggiungere la nostra interiorità per rendere reale il nostro mondo fittizio».

 

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4. Accetta i giorni buoni, ma anche quelli negativi

Scrivere qualcosa ogni giorno è un obiettivo ambizioso. Ma se non riesci a costringerti ad essere produttivo ogni giorno, non demoralizzarti troppo. C’è sempre domani.

«Mi alzo ogni giorno per lavorare di mattina. Prendo un caffè e inizio a lavorare. Nelle giornate buone mi alzo e mi accorgo che fuori è buio e l’intero giorno è trascorso e io non so dove sia andato. Ma ci sono anche le giornate negative. Dove combatto e sudo e dopo mezzora ho scritto solo tre parole. E dopo mezza giornata ho scritto una frase e mezza e quindi mi dimetto da scrittore per quel giorno e mi metto a giocare al pc. Sai, a volte sei tu a mangiare l’orso e a volte è lui a mangiare te».

 

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5. Evita i cliché di genere come la peste

George R.R. Martin ha costruito un mondo pieno di dragoni e zombie di ghiaccio e cavalieri con la spada, ma in realtà sovverte molti dei soliti tropi del mondo fantasy. Cerca di evitare le battaglie ultra-semplificate tra il bene e il male, e di mostrare il costo in termini di risorse umane di tutte le guerre, anche delle più nobili.

«Nel fantasy semplicistico, le guerre sono sempre pienamente giustificate, con le forze della luce che combattono quelle del male che vogliono conquistare la terra. Ma la realtà è più complessa. C’è una bellissima scena nell’Enrico V di William Shakespeare, quando egli cammina in incognito tra i suoi uomini alla vigilia della battaglia di Agincourt e alcuni di loro stanno discutendo se la causa del re sia giusta oppure no e si lamentano di tutti i morti che si avranno per supportare la chiamata alle armi. Questa è una questione valida. Poi c’è la Guerra dei cent’anni che di base è una faida familiare che causò la morte di intere generazioni. Così provo a mostrarlo con la mia scrittura».

 

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6. …ma puoi comunque amare il genere in cui scrivi

Martin è molto critico verso quel fantasy che propugna una morale in bianco e nero, ma ciò non significa che non gli piaccia il fantasy. C’è sempre un equilibrio tra l’aggiungere verità emotiva e individuare i difetti nei generi che amate, e celebrare ciò che rende quei generi così amabili. La letteratura può essere complessa e di evasione allo stesso tempo.

«Il fantasy sa di peperoncini piccanti e di miele, di cannella e chiodi di garofano, carni rosse e vini dolci come l’estate. La realtà è fagioli e tofu, e cenere alla fine. La realtà sono i centri commerciali di Burbank, le ciminiere di Cleveland, un garage di Newark. Il fantasy è le torri di Minas Tirith, le antiche pietre di Gormenghast, le sale di Camelot. Il fantasy vola sulle ali di Icaro, la realtà su Southwest Airlines. Perché i nostri sogni diventano molto più piccoli quando diventano reali? Leggiamo il fantasy per trovare di nuovo i colori, credo. Per assaggiare le spezie saporite e ascoltare i canti delle sirene. C’è qualcosa di vecchio e di vero nel fantasy che parla a qualcosa di profondo dentro di noi, al bambino che sognava che un giorno sarebbe andato a caccia nelle foreste di notte e avrebbe trovato un amore che sarebbe durato per sempre da qualche parte a sud di Oz e a nord di Shangri-La».

11 consigli di scrittura da George R.R. Martin, l’autore di “Game of Thrones”

7. Trova l’umanità in ogni personaggio

Martin ha creato molti personaggi nei suoi libri. E molti di questi sembrano essere orientati al male. Ma, che lui scriva di un bambino innocente o di Ramsay Bolton, cerca sempre di trovare almeno un pizzico di umanità in ogni singolo personaggio.

«Al fine di penetrare oltre la loro pelle, devo identificarmi con loro. Questo processo riguarda anche quelli che sono dei completi bastardi, brutti, cattivi e con profondi problemi psicologici. Anche loro, sì. Quando penetro dentro di loro e guardo attraverso i loro occhi, devo sentire una certa… no, non dico simpatia, ma almeno empatia. Devo provare a percepire il mondo come loro, e questo crea una certa relazione di affetto».

 

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8. Devi ridurre il grasso in eccesso

Sì, che tu ci creda o no, Martin taglia molto dai suoi libri. La sua lezione è di tagliare tutto quello che appare estraneo al suo mondo.

«Odio perdere del buon materiale – scene, dialoghi, azioni – così passerei in rassegna le bozze accorciando e riducendo riga per riga e parola per parola, tagliando il grasso in eccesso e lasciando solo i muscoli. Ho scoperto che si tratta di un processo così prezioso che ho fatto la stessa cosa con tutti i miei libri. È l’ultima fase del processo. Finisci il libro, e poi attui questa fase, tagliando, tagliando, tagliando. Produce un testo più snello e compatto, credo».

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9. Scrivi da specifici punti di vista

Anche se vuoi scrivere un’epopea con centinaia di personaggi e ambientazioni, assicurati di basare la tua storia su pochi specifici personaggi con chiari punti di vista. Noi seguiremo una trama complicata solo se possiamo seguire le vite individuali delle persone coinvolte nella storia.

«Credo fermamente nel fatto di raccontare storie attraverso un punto di vista in terza persona limitato ma calzante. Ho usato altre tecniche nella mia carriera, come la prima persona e il punto di vista onnisciente, ma odio questo punto di vista. Nessuno di noi ha un punto di vista onnisciente; noi siamo soli nell’universo. Ascoltiamo quello che possiamo ascoltare… siamo limitati. Se un areo crolla dietro di te, io lo vedrei ma tu non potresti. Ecco come percepiamo il mondo e voglio mettere i miei lettori nella testa dei miei personaggi».

 

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10. Scrivi schemi generali solo se pensi che ti siano di aiuto

Secondo Martin, non esiste un modo sbagliato di scrivere. Puoi essere uno scrittore che ha bisogno di schemi generali, o puoi essere uno scrittore a cui piace iniziare e vedere cosa emerge dal caos. Individua quali sono i tuoi punti di forza e assicurati di usarli come tua abituale pratica di scrittura.

«Penso che ci siano due tipi di scrittori: gli architetti e i giardinieri. Gli architetti pianificano tutto in anticipo, come un architetto che costruisce una casa. Sanno quante stanze ci saranno nella casa, che tipo di tetto avrà, dove ci saranno i fili dei vari impianti e di che tipo sarà l’impianto idraulico. Hanno tutto disegnato e progettato prima di piantare il primo chiodo. I giardinieri fanno un buco, ci buttano dentro un seme e innaffiano. Si preoccupano di sapere di che tipo di seme si tratti, sanno se hanno piantato un seme fantasy, un mistery o qualsiasi altra cosa. Ma man mano che la pianta cresce e la innaffiano, non sanno quanti rami avrà, lo scopriranno durante la crescita. Io sono più un giardiniere che un architetto».

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11. Impara da tutto ciò che leggi

E infine, anche se è la cosa più importante, leggi. Leggi tutti i generi, non importa cosa vuoi scrivere.

«La cosa più importante per qualsiasi aspirante scrittore è leggere. E non solo il tipo di cose che stai tentando di scrivere, che si tratti di fantasy, fantascienza, fumetti, o altro. Devi leggere di tutto. Leggi narrativa, saggistica, riviste, quotidiani. Leggi saggi di storia, romanzi storici, biografie. Leggi romanzi gialli, fantasy, opere di fantascienza, horror, classici, romanzi erotici, di avventura o satirici. Tutti gli scrittori hanno qualcosa da insegnarti, nel bene o nel male. E sì, puoi imparare anche dai libri brutti, non solo da quelli buoni».

***

Allora, proverete a seguire questi consigli di scrittura di George R.R. Martin?

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