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Tutti i contenuti di Irina Turcanu

  • Tipo: Blog
    Ven, 06/04/2012 - 11:36

    “La sessantenne e il giovane”«Non mi piacciono i capelli tagliati, non mi piacciono le ascelle rasate, non mi piace l’erba falciata; credo di portare in me un istinto che non si lascia civilizzare. Forse per questo anche oggi ho paura dei telefoni pubblici, degli ascensori, dei computer per non dire altro. La donna si mette le gambe sotto di lei, tira l’angolo della gonna sulle caviglie e fa gli occhi piccoli e obliqui da mucca. L’uomo è seduto sullo sgabellino basso di fronte a lei in una posizione scomoda; per colpa delle gambe lunghe deve alzare le ginocchia fino quasi al mento, porta una camicia bianca di lino ordinaria con le maniche alzate fin sopra i gomiti. Ha le braccia abbronzate, muscolose e i capelli tagliati molto corti, la guancia è coperta da un inizio di barba rossiccia. È, o meglio pare, non rasato, come si direbbe, il prototipo dell’uomo bravo a letto. Mostra almeno venticinque anni meno di lei. La donna ha superato per bene i sessanta.» Inizia così la narrazione, Nora Iuga, nel suo romanzo “Sexagenara şi tânărul”, apparso per la prima volta nel 2000 e sconvolgendo non poco il pubblico. Nel 2012, la casa editrice Polirom fa uscire una nuova edizione del romanzo dell’autrice ultraottantenne, una figura...

  • Tipo: Blog
    Mer, 22/02/2012 - 13:04

    “Sono una vecchia comunista” di Dan LunguPaul Sweeny diceva che ti accorgi di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico. Lo ammetto, non mi capita spesso di percepire questa sensazione. Sono una lettrice compulsiva e non do molto tempo ai personaggi di sedimentarsi. Tuttavia, qualcuno resta, come i rimasugli di caffè alla romena (per chi non lo sapesse: una sorta di infuso, nel quale i granelli di caffè tardano a depositarsi sul fondo del pentolino e vanno a finire nella tazza. Utili per chi desidera conoscere il futuro). Mi accorgo di chi mi resta in mente perché fatico a parlar di loro appena conclusa la lettura. Forse perché devo ancora metabolizzare la loro perdita. E loro dispettosi mi gironzolano intorno per la casa, come degli spiriti che faticano a staccarsi dal mondo dei vivi. A questo punto, non mi resta altro che parlargli affinché ognuno di noi possa proseguire per la sua strada, serbando solo un ricordo.

    Emilia Apostoae, Mica per i famigliari, una vecchia comunista per Alice, la figlia divenuta donna… È lei l’ultimo spirito dei libri che mi si aggira attorno e dal quale, in un certo senso, non voglio separarmi. Vuoi perché pure lei...

  • Tipo: Blog
    Sab, 21/01/2012 - 14:22

    Marta Petreu: la narrazione come chirurgia dell'animaC’era una volta Moromete, uomo con tanti figli e una moglie sottomessa che viveva nella pianura del Baragan. Odiava tutti, specie la famiglia. A raccontarcelo era Marin Preda, verso gli inizi del ‘900. In pochi, forse nessuno, dopo di lui nella letteratura romena ha più vivisezionato l’anima di un essere umano mostrando il suo lato più oscuro in modo così profondo. Fino a Marta Petreu con “Acasa, pe Campia Armaghedonului” (A casa, nella pianura dell’Armaghedon), edito da Polirom (2011).

    Un funerale, quello della madre, Mica, tutto il parentado e Tabita, la figlia ritornata a casa dopo anni di assenza. Da bambina Tabita aveva messo una scadenza alla vita della madre, è questo il suo primo ricordo mentre getta qualche filo di terra sulla bara di Mica. Ottantaquattro anni, avrebbe vissuto fino a quell’età, le aveva detto un giorno, come una certa vicina, e la madre esaudì quel desiderio, nel ’74, in un giorno piovigginoso, segno che al defunto spiace essersene andato via dal mondo dei vivi. Nel giorno del funerale, invece, «il cielo ricevette il colore di un enorme livido», segno che la defunta si era rassegnata, dicono le superstizioni popolari...

  • Tipo: Blog
    Mar, 13/12/2011 - 11:38

    Piccoli giornalisti si diventa..."L'Eco della Montagna"Mettere in piedi un giornalino in dieci giorni. Missione impossibile?

    Insegnare, nello stesso arco di tempo, a degli adolescenti le basi del giornalismo. Follia?

    Rendere gli studenti delle scuole medie dei piccoli reporter, nella stessa settimana. Un’aberrazione? E se si aggiungesse che la coltre culturale è per lo più sottile, frivola, circoscritta a una piccola realtà, tagliata fuori dal resto del mondo, non ancora abituata a chiedersi, a giocare con la fantasia, a non accontentarsi? Semplicemente impossibile, n’est pas?

    Eppure…Dieci giorni, nemmeno tutti. L’entusiasmo è risultato l’ingrediente fondamentale grazie al quale si può diventare (piccoli) giornalisti.

    Il risultato? Giudicate voi, sfogliando:

    “L’Eco della Montagna”. Il giornale di Bradet

    E se vi par poco, allora vi svelo che si è svolto tutto in un’area della Romania dove, da troppo e...

  • Tipo: Blog
    Mar, 29/11/2011 - 10:26

    Storie romene, dette in italiano. Intervista a Ileana M. PopDa buona figliuola bilingue, mi sono spesso soffermata su alcune espressioni tipiche del mio paese, ma di difficile traduzione in italiano. Per non parlare delle tante volte in cui mi sono ritrovata a riprodurre barzellette romene a un auditorio italiano, con risultati davvero pessimi. Che manchi io d’umorismo? Impossibile, io ridevo. Ancora da buona figliuola, mi sono chiesta: come agisce un traduttore, alle prese con la mia lingua natia (stupirò pochi dicendo di essere affascinata e convinta che certe emozioni posso esprimerle solo in madrelingua) e un pubblico italiano? Ileana M. Pop mi ha spiegato qualche retroscena di questo laborioso processo, che è la traduzione.

     

    Perché e quando hai scelto di dedicarti alla traduzione? 

    In realtà io ho sempre avuto l'impressione che sia stata la traduzione a scegliere me e non viceversa. Prima ancora di finire le elementari facevo da ponte tra la mia famiglia e le istituzioni o gli amici. Mia madre ha sempre insistito tantissimo perché non dimenticassi la lingua delle mie origini, non ha desistito dal parlarmi...

  • Tipo: Blog
    Sab, 19/11/2011 - 10:14

    Incontri con la cultura dell’Est e con Maria StefanacheEsiste una città in Romania dove le foglie sugli alberi o morte alle sue radici, il tiglio nel grande parco, le acque inquiete nel laghetto, raccontano storie, versi, nostalgie, amori passati, un bacio rubato, una lacrima asciugata in fretta, di nascosto.

    Esiste una città in Romania dove il gesto stesso di nascervi è già contrassegnato da una linfa diversa, nutrita dagli avi che in quel borgo hanno lasciato ai posteri i pensieri più puri, più intensi, più autentici. Negruzzi, Kogalniceanu, Creanga, Sadoveanu, Toparceanu, Alecsandri, sono solo alcuni dei grandi nomi che hanno visto la luce in questa città o nei suoi pressi.

    Esiste una città in Romania, in cui la cultura, da sempre, è sbocciata con continuità e in modo rilevante. E non parlo della capitale, benché, per definizione, ospiti tanti nuclei culturali. Parlo di una città nordica, a nord-est, dove spesso tanti giovani romeni chiedono di essere adottati in quanto studenti. Parlo di Iasi.

    Ed è in questa città, dove l’accento moldovenesc (la cadenza con la quale gli abitanti si esprimono e quindi i regionalismi contenuti nel...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è di portarla nel tempo in formato cartaceo.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.