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Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

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Tutti i contenuti di Giovanni Turi

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    Lun, 06/01/2014 - 12:30

    Horacio QuirogaI racconti sudamericani di Horacio Quiroga

    Prima ancora che nei Racconti d’amore di follia e di morte (Editori Internazionali Riuniti), mi sono imbattuto nello splendido Decalogo del perfetto scrittore di racconti di Horacio Quiroga, che riconosce tra i suoi maestri Edgar Allan Poe e osserva: «Un racconto è un romanzo depurato di pleonasmi. Abbi questa verità per assoluta, quantunque non lo sia».

    A caratterizzare la sua scrittura, insieme a qualche nota umoristica o romantica, sono le atmosfere torbide, la fascinazione per gli aspetti macabri del reale, ma più dell’influenza letteraria di Poe pesano senz’altro le sue vicende biografiche: nato in Uruguay alla fine del 1878, dopo pochi mesi perde il padre, colpito accidentalmente da un colpo del suo stesso fucile, e nel 1902 lo stesso Quiroga uccide il suo migliore amico pulendo un’...

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    Gio, 28/11/2013 - 12:30

    Marcela Serrano, Adorata nemica miaMarcela Serrano racconta le donne

    È la sofferenza della condizione femminile il minimo comun denominatore dei racconti di Marcela Serrano raccolti in Adorata nemica mia (tradotti da Michele Finassi Parolo e Tiziana Gibilisco per Feltrinelli); dunque, appare quasi una dichiarazione d’intenti la considerazione che si legge nel brano da cui è tratto il titolo del libro: «Io sono lei e non un’altra, eppur son te e son tutte voi». La scrittrice cilena vuole proseguire la disamina dell’universo femminile intrapresa in Dieci donne ed è lecito pensare che Adorata nemica mia nasca, più che da un’urgenza letteraria, dal desiderio di sfruttare il successo commerciale della precedente raccolta. Eppure la Serrano è innanzitutto una scrittrice di romanzi (ne ha scritti ben otto, che le sono valsi diversi premi e riconoscimenti) e questa sua attitudine – insieme a un eccessivo...

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    Ven, 25/10/2013 - 11:30

    Antonio Debenedetti, Amarsi maleAmarsi male, ovvero i volti della solitudine

     

    Quella di Antonio Debenedetti è una voce autorevole in ambito letterario: collabora da tempo con le pagine culturali del «Corriere della sera» e ha preso parte alla redazione di diversi programmi radiofonici e culturali dedicati ai libri. Come sempre, questo pone di fronte all’imbarazzo di scindere l’autorevolezza in ambito critico con il talento creativo, o la sua assenza. Ebbene, presi singolarmente i racconti dallo stile piano e raffinato raccolti in Amarsi male di Debenedetti paiono privi di particolari guizzi narrativi, ma nel suo complesso l’opera è capace di trasmettere una penetrante sensazione di solitudine, di angosciata resa all’epilogo della vita. Sullo sfondo si staglia Roma, luminosa e cinica, e resta sottesa la tradizione letteraria italiana del Novecento, a partire da Alberto Moravia che, in «Diario europeo...

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    Sab, 21/09/2013 - 11:30

    L'esteta radicaleI racconti di Laroui sul Marocco e i suoi espatriati

     

    Chi si accostasse alla scrittura del marocchino Fouad Laroui sulla scorta del suo più noto connazionale, Tahar Ben Jelloun, resterebbe probabilmente interdetto: tanto il primo si avvale una scrittura semplice e si sofferma sulla quotidianità, quanto il secondo sperimenta e narra storie di una terra ancora esotica; ad accomunarli, forse, è solo una certa garbata ironia.

    I racconti di Laroui raccolti sotto il titolo L’esteta radicale, tradotti da Cristina Vezzano e pubblicati da Del Vecchio Editore, nascono spesso da piccoli paradossi o da eventi grotteschi ma non del tutto inverosimili: nella Strana vicenda del quaderno bounni, per esempio, una circolare ministeriale stabilisce il colore delle copertine dei quaderni con cui i ragazzini devono recarsi a scuola, ma nessuno sa definire con certezza che gradazione di marrone o di giallo o di arancione sia il bounni; invece negli Accattoni vinti dalla tecnica si disserta sul tentativo continuo di istituire gerarchie e sull’...

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    Ven, 23/08/2013 - 11:30

    E per dolce mangia un cuoreUna “svogliata” recensione di E per dolce mangia un cuore

    Può capitare, e capita, che un testo che hai tra le mani da qualche mese e che devi recensire lo finisci per leggere nel momento meno opportuno. Può capitare, e capita, che il primo racconto del volumetto (trattandosi di una raccolta) ti infastidisca al punto che chiudi il libro e rimandi ancora la lettura per un tempo indefinito. Può capitare, e capita, che tu abbia però conosciuto personalmente le editrici (due sorelle) e che ti siano sembrate persone competenti e cordiali e, magari, che l’opera abbia pure una veste grafica accattivante, una carta paglierina porosa e vien quasi di dire fragrante. E allora, la lasci lì, in attesa sulla scrivania – anziché nasconderla dietro le pile di volumi che ti assediano e che nei mesi caldi ti fanno ombra, in quelli freddi ti riparano dagli spifferi.

    Prima o poi, la riprendi e ricominci dal secondo racconto. Magari non ti entusiasma nemmeno quello, ma va già meglio, ti pare che lo stile continui sì a essere un po’ lezioso, ma trovi qualche immagine efficace,...

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    Mar, 30/07/2013 - 11:30

    L'uomo che amava DickensL’humour inglese dei racconti di Evelyn Waugh

     

    Mario Fortunato ha tradotto e raccolto per Bompiani, sotto il titolo L’uomo che amava Dickens, i racconti di Evelyn Waugh. Chi dello scrittore inglese abbia letto i romanzi satirici Declino e caduta o Il caro estinto non resterà certo sorpreso dal suo stile ironico e icastico, che tanto fa pensare a William Somerset Maugham.

    C’è anche qui una critica irriverente della realtà politica (Benvenuti nell’Europa moderna) e dell’alta società – ad esempio nel racconto una Nobile dimora, in cui un giovane rampollo disadattato mostra più raziocinio dei suoi parenti; ma a uscire particolarmente malconcia è l’istituzione del matrimonio: Esercizio tattico è incentrato sin dall’incipit sulla difficile convivenza tra due giovani coniugi: «John Verney sposò Elizabeth nel 1938, ma fu nell’intervallo del 1945 che giunse a odiarla con costanza e tenacia»; mentre Basil Seal di nuovo in sella o Il regresso del libertino ripropone il protagonista di due...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.