Tutti i contenuti di Giovanni Ragonesi
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Tipo: BlogMar, 25/10/2011 - 09:42
Sottoposto allo stress costante delle scivolate di senso, l’animo saturnino si riduce ad un primordiale cogito ergo sum di cartesiana memoria. Il suo paesaggio è preso a prestito dalle tele di Friederich; la sua temperatura cromatica registra variazioni misurate col senso della vertigine; il silenzio della sua ambizione metafisica potrebbe ricordare il sonno di Dio ad Auschwitz[1].È assai difficile penetrare il senso quotidiano di quell’animo così poco à la page ai giorni nostri che è per l’appunto l’animo saturnino[2]. Eppure si conservano dei vezzi, delle abitudini, dei piccoli – personalissimi – riti attraverso i quali il segno di Saturno dà manifestazione di sé nel dispiegarsi, ticchettio dopo ticchettio, del tempo in questa dimensione a tre coordinate[3], e cerca, tentativo dopo tentativo, conscio che bisogna fare il possibile pur sapendo che è assolutamente inutile, di costruire un senso – quantomeno – estetico al proprio rivoltarsi.
Le riproduzioni di Schiele appese in bagno, dentro a semplici cornici...
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Tipo: BlogMer, 21/09/2011 - 10:40
“La letteratura non è mai innocente, né colpevole, del resto”. A scriverlo è Edith de la Héronnière nelle prime pagine del suo “Dal vulcano al caos” (Ippocampo edizioni). In questo diario l’autrice affronta un viaggio fisico per le polverose contrade siciliane e in contemporanea un doloroso e intimo viaggio interiore che parte dall’input indotto dalla morte dell’amico Arturo Patten, celebre fotografo innamorato dell’isola.E se la letteratura non è mai innocente, è ad essa che affido un percorso, strano, impietoso e implacabile, ma nascosto, lungo le trame e i paesaggi di quell’isola che da qualche parte sta nel DNA, che si ramifica nei ricordi, che condiziona, senza che me ne renda conto, alcuni gesti come l’aggrottamento della fronte che accompagna una ristretta gamma di espressioni, o alcune abitudini, come il caffé nero a colazione, che scivola nello stomaco digiuno e viene accompagnato da una sigaretta… così come faceva anche Goliarda Sapienza al mattino, sulla terrazza della sua casa romana, per poi sprofondare nei ricordi afosi dei cieli piatti, indifferenti e azzurrissimi sotto ai quali si muovevano poi le pagine dense, ricche, orgogliose e...
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Tipo: BlogMar, 19/07/2011 - 14:17
Ariete: il buon Marcel prima di andare a dormire poteva permettersi di bere un quarto di bicchiere di acqua di Vichy. Una quantità anche leggermente maggiore gli avrebbe rallentato la digestione, appesantito lo stomaco, scombussolato la circolazione delle gambe e distrutto definitivamente il sonno. Forse anche, tu caro Ariete, devi trovare la quantità giusta (o la tua lavanderia di fiducia: Marcel mandava il suo bucato esclusivamente da blanchisserie Lavigne, dove utilizzavano l’unico sapone che non gli procurava delle reazioni cutanee), quella che può consentirti di continuare a vivere in maniera ipocondriaca le tue relazioni e nel contempo darti modo di gioire di quella quantità centellinata d’acqua accuratamente scelta. Potrai essere una sorta di Valentina Cortese – molto simile a zia Léonie – che pur non avendone clinicamente bisogno andava in giro seduta su una comoda sedia a rotelle: dopotutto per te l’amore deve essere fondamentalmente comodo.Toro: la tua luna, come nelle pagine della Recherche, fa la sua comparsa nel cielo nel tardo pomeriggio e si comporta come un’attrice salita...
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Tipo: BlogLun, 20/06/2011 - 11:51
ARIETE: personaggio dell'Ariete, in questo periodo ti senti in presa diretta con le pagine di D.H. Lawrence, ma attenzione all'accumulo di lussuria che potrebbe esaurire le tue scorte psicofisiche e farti precipitare in un pozzo senza pendolo proprio nel momento in cui l'acclimatarsi della stagione ti richiederà di più, e proprio in concomitanza con il primo rimborso del 730.Parola d'ordine: continenza: prova a dedicarti all'allevamento di cincillà in soffitta, ma per l'esclusivo piacere di vederli crescere.
TORO: personaggio del Toro, la Luna è sempre con te, almeno Lei... Questo fattore facilita la percezione borderline che hai di te: un giorno ti senti uscito dalle pagine di Emily Brontë e il giorno seguente – ahi noi – protagonista di uno dei frammenti postumi di Nietzsche.
Parola d'ordine: equilibrio: per la prossima stagione coltiva peonie in terrazzo e leggi loro solo testi del catalogo Iperborea.
GEMELLI: personaggio dei Gemelli, ti senti come il Danubio in piena, più che doppio sei multiplo, avresti potuto essere una intera folla di comparse ai tempi d'oro...
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Tipo: BlogGio, 28/04/2011 - 09:41
Hai mai spiato il sole cha va a dormire dalle alture marmoree del cimitero di Staglieno, a Genova?Hai mai baciato qualcuno in prossimità del giaciglio pietroso di Abelardo ed Eloisa al Père-Lachaise, a Parigi?
Hai mai seguito un'ossessione fino a trascorrere la notte nascosto tra le architetture egizie di Highgate Cemetry, a Londra?
Nel tuo cuore si è mai formato un embolo di ansia quasi lussurioso d'innanzi ai vecchi forni crematori del Cimitero Monumentale, a Milano?
I cimiteri non sono solo luoghi in prossimità dei quali le mani eseguono vecchie scaramantiche coreografie. I cimiteri sono anche monumenti assai spesso trascurati, ma soprattutto sono – o possono essere – geografie di spazi emozionali e dimensioni estetiche e – non in ultimo – costellazioni di un immaginario romantico esponenzialmente espresso.
Sul finire degli anni '70 la musica goth (qui da noi conosciuta come dark) ha sdoganato una certa estetica cimiteriale. Tutto è iniziato con quella splendida cover dei Joy Division del...
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Tipo: BlogLun, 14/03/2011 - 11:13
1. In principio fu Roland Barthes.A pagina 38 del suo Barthes di Roland Barthes (Einaudi, Torino, 1980) l’autore rintraccia nella magrezza una componente essenziale dell’immaginario dell’intellettuale.
Qualche decennio prima, si era sul finire degli anni ’50, il nostro Barthes, tra il serissimo e il faceto, aveva scritto di moda sostenendo – a ben vedere – che la moda è linguaggio, e il linguaggio dice sempre qualcosa, afferma, contraddice, postula o semplicemente rappresenta.
2. Abbiamo dunque la moda come linguaggio e l’immaginario dell’intellettuale.
3. L’immaginario dell’intellettuale ha attraversato un mutamento antropologico ed estetico sfaccettandosi nelle sue componenti di appartenenza sociale e teatralizzazione della propria weltanschauung.
Da un canto possiamo ammirare Balzac che indossa sgargiante i suoi camicioni di mussola di seta bianca (oggi un fashion stylist lo vestirebbe Roberto Cavalli): pregno di snobismo, altero nella postura, aristocratico nello spirito, artista nell’essenza, pertanto quintessenzialmente distinto da chiunque altro.
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