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Perché è importante leggere

Tutti i contenuti di Adriana Pedicini

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    Lun, 13/06/2011 - 09:12

    I sentimenti alla sbarra: Ippolito di Euripide e Fedra di SenecaIl confronto tra il teatro greco e il latino acquista un particolare significato attraverso l’esame delle due tragedie, l’Ippolito di Euripide e la Fedra di Seneca, che, pur partendo dalla stessa trama ispirata allo stesso mito, presentano tuttavia caratteristiche profondamente diverse dovute al mutamento di gusto, di sensibilità, oltre che di concezione di vita.

    In Seneca il conflitto dei sentimenti, e inoltre il conflitto tra ratio e passione si interiorizza a tal punto da divenire in Fedra la lacerazione della voluntas. Su questo estremo conflitto poggia la doppia tragedia di Fedra: la voluntas della passione che la precipita verso il crimen della confessione d’amore a Ippolito, e la voluntas della ratio che la riscatterà fino alla confessione a Teseo della propria colpa e dell’innocenza del giovane.

    Ed è sdoppiamento del personaggio: la passione amorosa si trasforma in odio verso l’uomo che non ha compassione per i suoi tormenti e col suo atteggiamento la ferisce profondamente (Euripide), mentre amore e morte è connubio inevitabile per chi serba la perseveranza del suo amore e della sua coscienza (Seneca...

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    Ven, 20/05/2011 - 10:10

    La tragedia di Euripide per dire no alla guerraL’umanità da sempre tende verso un continuo e costante processo di incivilimento. Ma viene da chiedersi: che rapporto c’è tra il conflitto armato e tale processo?

    È ancora necessario alle nazioni che si considerano civili risolvere i contrasti con lo strumento della

    guerra? Forse la politica parla un linguaggio che non è quello degli uomini, ma pure sono uomini coloro che si rendono responsabili di scelte ed azioni terribili. Non balza ai loro occhi lo scenario di degradazione e brutalità che ogni guerra comporta? Morte, saccheggi, violenza carnale sono azioni incontrollabili perché in guerra non c’è tempo e spazio per pensare. Si possono invocare le “giuste” cause e altre mille giustificazioni, ma il volto della ferocia e dell’abbrutimento è il medesimo di sempre.

    Nel 415 a.c., mentre infuriava in Grecia la guerra del Peloponneso, con lo spirito turbato per la ferocia dimostrata dai contendenti, Euripide presentava al pubblico ateniese la tragedia “Le Troiane”. Probabilmente il Poeta, impressionato dalle stragi compiute dai suoi concittadini...

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    Mar, 05/04/2011 - 10:49

    Medea di Euripide eroina borgheseLa tragedia di Medea, che ha avuto imitatori in ogni tempo, è basata fondamentalmente sulla figura della protagonista violenta e selvaggia nella passione, logica e spietata nella vendetta, fino al punto di uccidere i figli.

    Nel mito Euripide riversa un nuovo senso della realtà, infondendo nelle figure del mondo mitico i propri sentimenti e la propria esperienza di vita. Questi contenuti portano alla trasformazione della materia mitologica che cessa di essere il mondo ideale e lo sfondo estetico-convenzionale così come fissato nella tradizione.

    Nelle sue tragedie il poeta propone al pubblico una nuova dimensione dell’uomo, conformato alle categorie della comune realtà, alle prese con i problemi concreti della vita quotidiana.

    Il matrimonio, il rapporto contrastato tra i sessi, gli assetti e i vincoli sociali, la libertà personale, sono alcuni dei temi approfonditi drammaturgicamente da Euripide. Pertanto nella poesia euripidea si può cogliere una sorta di profanazione della tradizione. Non a caso i suoi contemporanei lo criticarono aspramente, mentre gli studiosi moderni definiscono le sue opere come una sorta di borghesizzazione del mito....

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    Mer, 09/03/2011 - 09:45

    Dignità umana e responsabilità individuale nelle Trachinie di SofocleDeianira, come altre eroine del teatro sofocleo, condensa nella sua esperienza di vita tutto il dramma dell’umana esistenza.

    Ella si trova con i suoi figli a Trachis, ospite del re Ceice. È in ansia per il marito lontano che da quindici mesi non dà notizie di sé. Decide così di mandare il figlio Illo in cerca del padre, mentre intanto Lica, l’araldo di Eracle, giunge accompagnato da un corteo di schiave, bottino della recente vittoria dell’eroe.

    La regina promette di trattare tutte benevolmente e intanto chiede notizie di una schiava che l’ha particolarmente colpita per il portamento nobile e triste: é Iole, figlia dello sconfitto re Eurito. Saputo dell’amore di Eracle per la giovane, Deianira è sconvolta e, per riconquistare l’amore dello sposo, decide di ricorrere ad un filtro magico, il sangue del centauro Nesso offertole da costui prima di morire colpito a morte da una freccia scoccata da Eracle per aver tentato di usare violenza alla stessa Deianira.

    Pertanto invia all’eroe una tunica impregnata di tale sangue che invece si rivelerà un potente veleno....

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    Gio, 20/01/2011 - 10:42

    La musica nell’antica GreciaLa musica, il canto e la danza facevano parte integrante della vita del popolo ellenico.

    Orfeo, Museo, Lino sono le più antiche figure del mito come poeti e musici, mentre finanche in Omero l’eroe Achille, nell’Iliade, accompagnandosi con la cetra canta le gesta dei valorosi guerrieri.

    Vari erano gli strumenti utilizzati e venivano distinti in strumenti a corde, a fiato, a percussione.

    Gli strumenti a corde formavano tre famiglie: a corde uguali nella lunghezza disposte  parallelamente, a corde disuguali e il gruppo dei liuti.

    La lira fu il vero strumento nazionale dei Greci. L’inventore sarebbe stato Ermes bambino, che su un guscio di tartaruga avrebbe prima disteso un pezzo di pelle di bue, poi connesse ai lati due braccia fermate in alto da un giogo, e tra giogo e cassa di risonanza avrebbe teso sette budella di pecora. Duplice era il modo di toccare le corde. O venivano pizzicate con le dita o fatte vibrare per mezzo del plettro.

    Altri strumenti a corde erano la cetra e l’arpa.

    Gli strumenti a fiato vanno classificati in due famiglie: ad ancia e a bocca. Il più comune...

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    Ven, 17/12/2010 - 11:47

    insegnante allieviDopo la prima e la seconda parte, concludo cercando di stimolare ulteriormente la vostra lettura.

    Dimostrata la necessità e l’utilità sia di una esatta conoscenza del linguaggio poetico che della consapevolezza della libertà di cui fanno uso i poeti nell’indicare cose diverse con le medesime parole, Plutarco torna sul concetto di imitazione col quale dimostra che, essendo la poesia imitazione del reale, di necessità consegue che nei personaggi da essa creati il buono e il turpe siano mescolati insieme, come appunto accade nella realtà della vita.

    La poesia, pertanto, non rappresenta sempre puri eroi di virtù, né in essi tutto è irreprensibile. Proprio per questo non a tutto ciò che il poeta dice o fa dire si può plaudire, né il giovane accetti tutto dai poeti senza rendersene ragione. E inoltre non si accosti alla lettura dei poeti con falsi preconcetti che potrebbero deformare il suo giudizio.

     

    Non bisogna timidamente, come i superstiziosi nei templi,...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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