Perché è importante leggere

Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Tutti i contenuti di Paulina Spiechowicz

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    Mar, 24/01/2012 - 09:52

    Le marin de Gibraltar, Il marinaio di Gibilterra, Marguerite Duras,Orson Welles, Jeanne Moreau1. «Aspetto un arrivo, un ritorno, un segno promesso» scriveva Roland Barthes nei suoi Frammenti di un discorso amoroso, «può essere futile oppure patetico: nell’Erwartung (Attesa), una donna aspetta il suo amante, nella notte, in una foresta; io aspetto una telefonata, ma è la stessa angoscia». Dell’attesa, Marguerite Duras ne ha fatto una religione. Ne Le marin de Gibraltar, testo pubblicato nel 1952, una donna aspetta di ritrovare un uomo, un marinaio in fuga dalle autorità per aver ucciso un ricco industriale. Anne, l’americaine, è in attesa di un indizio, una pista che possa condurla al suo uomo, anche solo per un giorno, anche solo per un’ora; la sua attesa non è proporzionata al tempo che vorrebbe trascorrere con l’oggetto del suo desiderio. Il desiderio non ha tempo.

    2. «C’è una scenografia dell’attesa», continua Roland Barthes, «la organizzo, la manipolo, la taglio in piccoli pezzi di tempo dove posso mimare la perdita dell’oggetto amato e provocare gli...

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    Mar, 03/01/2012 - 09:56

    «Se c’è una ragione per la quale scrivo,
    è perché qualcuno mi salvi da me stessa»
    (Alejandra Pizarnik, 30 luglio 1962)

    Diario letterarioScrivere per se stessi oppure scrivere per il prossimo? Intimismo esasperato o intimismo “funzionale”? Il diario rappresenta da sempre un genere letterario sui generis.

    A partire, difatti, dalle indicazioni sulla poetica lasciateci da Aristotele, la letteratura è stata sempre considerata, in quanto arte, atta ad imitare la realtà. Senza addentrarci oltremisura nel dibattito, tuttora irrisolto, sul concetto di mimesis, sia qui sufficiente chiarire che l’imitazione, intesa in senso aristotelico, non prevede la presa immediata e priva di filtri sulla realtà, ma piuttosto il suo aspetto «verosimile». Quando si tratta di una tragedia, bisogna allora amplificare le azioni degli uomini, se, invece, si tratta di una commedia, ridicolizzarle. Il concetto di verosimile ha da sempre implicato l’imitazione della realtà non come essa è, ma come essa potrebbe essere.

    Il genere del diario mette profondamente in crisi questi assunti. Finzione o auto-finzione, racconto di se stessi oppure...

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    Mar, 29/11/2011 - 11:53

    «Ma penso che la mia solitudine
    dovrebbe avere delle ali».

    Alejandra PizarnikQuando l’insonnia acquista una dimensione letteraria e invade la sfera poetica, la parola sembra trasfigurarsi in pura astrazione. L’immagine lirica, del resto, non ha bisogno di dispiegarsi nello spazio della narrazione; al contrario, la sua forza sta nella capacità di suscitare un’emozione immediata, di evocare un oltre, un altrove, un aldilà che oltrepassa la parola stessa. Nel vigore carismatico e a tratti tragico del linguaggio si celano la grandezza e la beltà della poesia di Alejandra Pizarnik. La sua lirica danza nei meandri del silenzio, è una messa in scena della notte, delle ombre e delle assenze del quotidiano. 

    Nata a Buenos Aires il 29 aprile 1936 e morta suicida per un‘overdose di Seconal il 25 settembre 1972, Pizarnik ha messo alla prova la vita, usando come strumento la parola. Nel periodo di più grande affermazione dello strutturalismo, Alejandra ne esplora il manifesto, benché con evidente distacco e con grande originalità espressiva. La realtà ruota attorno al linguaggio, il respiro è parola, la verità è nel testo. «Cosa significa...

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    Mer, 19/10/2011 - 10:05

    Roberto Ferrucci, Sentimenti sovversiviSentimenti sovversivi, il nuovo libro di Roberto Ferrucci, traccia l’itinerario di una narrazione che – prese le debite distanze dall’Italia, Paese di origine dell’autore – manifesta un senso di rivolta. La storia dell’edizione n’è testimone. Questa, difatti, è stata inizialmente pensata per la casa editrice francese Meet, di proprietà della Maison des écrivains étrangers et des traducteurs de Saint-Nazaire, residenza dove l’autore è stato più volte ospitato. La decisione, oltre che di natura pratica, sottintendeva un gesto di ribellione, implicito nel titolo del testo. La situazione italiana di questi ultimi anni si trova ad essere al centro delle riflessioni aspre, pungenti e dirette dell’autore.
    La scrittura diventa così strumento d’accusa, arma che vorrebbe tagliare e squarciare – con violenza – una mentalità che si perde con estrema facilità nel disinteresse politico, nell’indifferenza sociale, seguendo il modello oggi imposto dai media e dallo stesso governo. La narrazione è allora bisturi che viviseziona con precisione chirurgica i meandri di una società che sembra in caduta libera. «Oggi non posso che...

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    Gio, 06/10/2011 - 10:50

    The summer without men Siri HustvedtThe summer without men recita il titolo del nuovo romanzo di Siri Hustvedt, pubblicato lo scorso aprile dalla Picador. Si tratta di un titolo che immediatamente sottintende una mancanza, una lacuna emozionale e sottolinea il tema di un’assenza. D’altronde, l’autrice non tarda a esplicitare i temi chiave attorno a cui ruota l’intreccio del romanzo. Sono difatti dirette, fulminee ed istantanee le righe introduttive del primo capitolo, che debuttano in medias res, evidenziando il carattere intimistico, personale della scrittura dell’autrice: «Sometime after he said the word pause – recitano le parole della prima pagina – I went mad and landed in a hospital. He did not say I don’t ever want to see you again or it’s over, but after thirty years of marriage pause was enough to turn me into a lunatic whose thoughts burst, ricocheted, and careened into one another like popcorn kernels in a microwave bag». (Qualche tempo dopo che aveva detto la parola pausa, sono impazzita e sono finita all’ospedale. Non ha detto Non voglio mai più vederti oppure è finita, ma dopo trent’anni di...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.