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Tutti i contenuti di Michele Larotonda

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    Lun, 08/04/2019 - 10:30

    Un difficile percorso di redenzione. “Zucchero e catrame” di Giacomo CardaciCi sono autori che, nel passaggio da emeriti sconosciuti a scrittori con un certo seguito, decidono comunque, senza mai abbandonare la loro passione per la scrittura, di svolgere degli studi completamente diversi e alla fine di praticare professioni che, come si dice in Italia, ti diano lo stipendio a fine mese. Anche in un articolo comparso su questo blog, si affrontava l’argomento di cosa facevano gli autori prima di diventare tali e scopriamo che George Orwell era un ufficiale di polizia, Carver il fattorino e DeLillo il parcheggiatore. Ci sono anche casi che, personalmente, mi hanno fatto sorridere, come ad esempio Stephen King che sbarcava il lunario come bidello di liceo o J.D. Salinger che lavorava su navi di lusso come responsabile dell’intrattenimento degli ospiti.

     

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    Ven, 08/03/2019 - 11:30

    I nativi americani e la distruzione della loro cultura. “Non qui, non altrove” di Tommy OrangeL’America, o meglio gli Stati Uniti, è da sempre terra piena di fascino e di attrattiva per il mondo intero.

    Tutti noi, in maniera più o meno velata, abbiamo guardato quel luogo come una terra dove realizzarsi, dove la parola “sogno” significa successo certo, dove l’ottimismo è la chiave che apre tutte le porte. Gli americani lo sanno e ci hanno giocato per anni sulla loro immagine, alzandosi a paladini della giustizia, a portatori di libertà e democrazia e noi italiani, negli anni Ottanta, ci riconoscevamo nel celebre verso di Toto Cutugno nella canzone L’Italiano: «con troppa America sui manifesti».

    Noi italiani, per anni abbiamo rivendicato di essere stati i discendenti dello scopritore dell’America, abbiamo rivendicato la scoperta dei jeans, eppure nonostante tutto quella terra era sempre più avanti, sempre migliore, l’America era sempre l’America.

     

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    Mar, 12/02/2019 - 09:30

    Il ciclismo è solo uno sport? “In fuga” di Davide De Zan«Gli appassionati di uno sport sostengono che quello sport è intrinsecamentemigliore di un altro. Per me tutti gli sport sono l’occasione in cui altri esseri umani ci spingono a eccellere». Qualcuno di voi ricorderà questa battuta pronunciata dl compianto Robin Williams nella sua interpretazione del professor Keating ne L’attimo fuggente di Peter Weir.

    Lo sport è un mondo che ha sempre appassionato l’essere umano, basti pensare che già ai tempi degli antichi greci si svolgevano le Olimpiadi. Poi ogni nazione ha trovato uno sport, dove identificarsi meglio: l’Italia con il calcio, la Gran Bretagna con il cricket o il polo, gli Stati Uniti con il football o il baseball. Eppure c’è uno sport meno famoso che, nonostante il suo essere poco “popolare”, ha una grande schiera di appassionati che non perde una gara in televisione: il ciclismo. Che forse negli ultimi anni ha avuto una sorta di rinascita sotto molti punti di vista.

     

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  • Tipo: Blog
    Ven, 01/02/2019 - 11:30

    Rialzarsi dopo la caduta. “Nei miei panni” di Steve FortunatoSono trascorsi quasi novant’anni da quell’evento del 1929 che sconvolse gli Stati Uniti e di conseguenza l’intero pianeta. Sto parlando della grande depressione che portò al crollo della borsa di Wall Street e che degenerò in una crisi economica che sconvolse l’intera economia mondiale e che si protrarrà per circa una decina di anni.

    Gli anni che sono venuti dopo sono stati caratterizzati dalla guerra, dalla ricostruzione, dal terrorismo fino ad arrivare gli anni Ottanta dove l’ottimismo dilagava in ogni ambito. Anni in cui sembrava che tutto fosse possibile, anni in cui chi aveva uno straccio d’idea poteva realizzarla e magari anche guadagnarci qualcosa, anni in cui feste, eventi erano all’ordine del giorno e tutti sembravano felici e appagati. Le crisi del passato erano lontane e si era certi che non potessero più tornare.

     

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    Mer, 05/12/2018 - 11:30

    Nestor Burma e il mostro di Léo MaletI bambini hanno paura dei mostri. Nelle loro menti ingenue prendono forma figure, immagini, visioni che noi adulti diamo per scontate, ma per un bambino queste immagini li turbano e non li fanno vivere serenamente. Poi si cresce e le paure svaniscono o per lo meno mutano.

    Eppure il mostro, la figura del mostro è sempre presente nel nostro vissuto, nel nostro immaginario collettivo. Se un bambino fa i capricci, lo “minacciamo” che chiameremo il mostro. Se qualcuno si macchia di un delitto efferato, al telegiornale sarà presentato come il mostro e per tutti sarà solo questo.

    Infine ci sono anche casi in cui il mostro può diventare il protagonista di canzoni in cui è presentato non più come un soggetto negativo, ma come qualcuno che soffre per colpa della sua figura, della sua immagine, un mostro buono insomma. Sto pensando a Il Mostro di Samuele Bersani.

    I romanzi noir, thriller e i polizieschison pieni di mostri e anche un autore come Leo Malet non è rimasto indifferente a questa figura tanto da intitolare un suo romanzo Nestor Burma e...

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    Lun, 19/11/2018 - 11:30

    Una scrittura che penetra nel profondo. “L’uomo che trema” di Andrea PomellaDa sempre, da quando l’uomo è comparso sulla terra ha provato emozioni potentissime e contrastanti: l’amore, la fiducia, la depressione, la paura di ammalarsi, di non farcela, la voglia di competizione, di vincere, di averla vinta su tutto e potremmo andare all’infinito.

    Ci sono libri di grandi autori del passato che parlano di tutte queste emozioni, vale la pena citare Italo Svevo che con La coscienza di Zeno trattava il tema dell’ossessione per il fumo. D’Annunzio che in ogni opera, magari non tutte ma la maggior parte, inseriva elementi che trattavano il mondo della sessualità, dell’ossessione per il sesso. In tempi più recenti Patrick Süskind (autore de Il profumo) aveva pubblicato una piccola raccolta di racconti intitolato Ossessioni e vale la pena...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.