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Tutti i contenuti di Andrea Rényi

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    Lun, 11/02/2019 - 09:30

    Sopravvivere a orrori e privazioni. “Una storia ungherese” di Margherita LoyCome tutti gli espatriati, anch'io aguzzo la vista quando da qualche parte vedo scritta la parola che definisce le mie origini, quindi nella fattispecie “ungherese”; figurarsi se è addirittura stampata nel titolo sulla copertina di un libro. Una storia ungherese è un titolo dall'indubbio fascino, anche se la curiosità è immancabilmente accompagnata da perplessità: quanto sarà credibile, autentica, veramente ungherese, questa storia? Dopo poche righe arrivano già due sorprese molto gradite: Kinga, la ventenne protagonista, scrive il suo diario che è la costola del romanzo, in via Attila, ai piedi del quartiere della Fortezza che l'autrice, Margherita Loy, lascia in originale, ossia Vár, e il periodo descritto è l'assedio cinto dall'Armata Rossa intorno alla Budapest occupata dai tedeschi, cioè l'inizio del 1945, e i mesi successivi alla liberazione prima della capitale, poi di tutta l'...

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    Ven, 18/01/2019 - 11:30

    Finalmente in italiano un’opera di Melchior LengyelIl 12 gennaio è una data fortunata per la drammaturgia ungherese e non solo: in questo giorno, nel 1878, vide la luce Ferenc Neumann, dalla maggiore età Ferenc Molnár (1878-1952), probabilmente il letterato ungherese più famoso grazie al suo intramontabile romanzo I ragazzi di via Pál, ma soprattutto alle sue pièce teatrali come Liliom, in cartellone da decenni in molti teatri in tutto il mondo. Due anni dopo, sempre il 12 gennaio, nacque Menyhért Lebovics (1880-1974), divenuto celebre con il nome Melchior Lengyel, autore di prosa ma anche drammaturgo e sceneggiatore, cui dobbiamo la paternità del Mandarino meraviglioso, uno dei caposaldi del balletto moderno con la musica di Béla Bartók, e di alcuni capolavori cinematografici di Hollywood fra le due guerre, tra cui Ninotchka, realizzati con i registi e gli autori più in voga come Otto Preminger, Ernst Lubitsch, Gregory Peck, Greta Garbo, Marlene Dietrich, solo per citarne alcuni.

    Pur avendo vissuto a Roma per oltre...

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    Lun, 26/11/2018 - 11:30

    Parola ai traduttori. Roberta Gado ci racconta “Piano D” di Simon UrbanTraduttrice dal tedesco di venticinque titoli e innumerevoli estratti per Keller, Voland, Viceversa Letteratura, BCD, Meridiano Zero, Ponte alle Grazie e Casagrande, insignita del Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria, Roberta Gado è un’autentica mediatrice linguistica e culturale. Collabora con le principali fondazioni svizzere e il Babel Festival, co-dirige il Centro per la traduzione della prestigiosa Fiera del Libro di Lipsia, città in cui vive da alcuni anni con la famiglia, senza perdere di vista la letteratura italiana che patrocina presentando autori italiani in Germania in italiano e in tedesco. Laureata in Filosofia, Roberta Gado ha imparato il mestiere di traduttrice da autodidatta, diventando anche docente di corsi universitari di traduzione dal tedesco.

    «Altro che Riunificazione! La DDR ha tentato la Rianimazione e ce l’ha fatta. Come, lo racconta il pubblicitario Simon Urban in un giallo geniale per inventiva e profondità d’analisi. Una traduzione difficile e...

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    Mer, 31/10/2018 - 11:30

    Diario di un esule per “scelta”. “Volevo tacere” di Sándor Márai«Negli ultimi tempi i morti scrivono molto e tutte cose buone» disse Márai una volta a proposito delle pubblicazioni postume dei grandi scrittori ungheresi che lo avevano preceduto: Dezső Kosztolányi e Gyula Krúdy. Potremmo dire altrettanto di lui, perché da anni escono, uno dopo l'altro, i suoi bei libri in Italia, e prima ancora in Ungheria, dove dal 1948 in poi, data della sua emigrazione, vietò sia l'esecuzione teatrale sia la pubblicazione delle sue opere.

    Márai, che alla nascita si chiamava márai Grosschmid Sándor Károly Henrik, ovvero qualcosa come Sándor Károly Henrik Grosschmid de Mára in italiano, si tolse la vita a San Diego in California il 22 febbraio 1989, all'età di 89 anni. Uno dei più tradotti scrittori ungheresi in italiano, era testimone di tutti i grandi eventi storici del Novecento ma non visse abbastanza per poter vedere la caduta del Muro di Berlino, e la fallace speranza che ne scaturì, dell'avvento di una società democratica nell'Ungheria. Dopo il regime autoritario di...

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    Mer, 26/09/2018 - 12:30

    I comunisti innamorati nel racconto di Luciana Castellina«C'è qualcuno che sa tutto delle piante

    qualcuno tutto del pesce.

    Io so tutto delle separazioni.»

     

    Questi versi del poeta turco Nâzım Hikmet mettono in risalto l'elemento forse più determinante della vita privata di chi abbracciava il comunismo, anche laddove era vincente: saper rinunciare agli affetti, separarsi dalle persone care, a volte da tutte, salvo che nei casi più fortunati in cui la lotta, la resistenza erano condivise da qualcuno amato. Le tre storie raccontate da Luciana Castellina nel bel libro Amori comunisti (nottetempo) ne sono la testimonianza, ma prima di parlarne desidero muovere l'unica critica a quest'opera meritevole e molto interessante: il primo capitolo sul grande poeta turco è ricco di citazioni di sue poesie, i brani sono stati scelti con cura e illustrano bene il personaggio e la trama, ma non c'è mai il nome del traduttore. A pagina 152 e 153, Luciana Castellina stende una sorta di bibliografia e riassume le alterne e...

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    Mar, 21/08/2018 - 12:30

    La storia del 1947 in un libro straordinario«Sto cercando di raccogliere l'anno 1947 in un tutt'uno frantumato. È una follia, ma il tempo non mi dà pace.»

     

    È la chiusa dell'intenso e struggente capitolo centrale di quest'opera singolare con cui la giornalista svedese Elisabeth Åsbrink ricostruisce parte della storia di un anno cruciale dell'immediato dopoguerra. Un documentario articolato in capitoli corrispondenti a mesi, a loro volta suddivisi in eventi determinanti per il futuro dell'umanità; una lettura che riserva sorprese anche agli amanti della Storia. Sottofondo, con un certo pudore ma con forte coinvolgimento, scorre il filo conduttore, il motivo che probabilmente ha determinato la scelta dell'anno da ripercorrere: la storia del padre dell'autrice, che nel 1947 è un bambino ebreo-ungherese di dieci anni patrocinato da un'organizzazione ebraica internazionale di sostegno all'emigrazione dei sopravvissuti all'Olocausto, in particolare degli orfani degli ebrei periti nel più grande genocidio della Storia. György Fenyő – è il nome del padre...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.