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Tutti i contenuti di Alberto Spinazzi

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    Mer, 10/02/2021 - 11:30

    L’importanza di dare nomi a tutto. “Nella quiete del tempo” di Olga TokarczukBene ha fatto l'edizione italiana a introdurre questo bellissimo romanzo di Olga Tokarczuk, Nella quiete del tempo (Bompiani, traduzione di Raffaella Belletti), con un frontespizio in cui a piena pagina è impressa una mappa che sarebbe improprio definire soltanto geografica. Le note editoriali informano che a disegnarla è stato Rocco Lombardi, noto illustratore italiano; rappresenta una sorta di rigogliosa e arcaica stesura boschiva, con al centro le case di Prawiek, villaggio della Polonia, attorniato dai due fiumi Bianca e Nera, e protetto ai quattro angoli dagli arcangeli Michele, Raffaele, Uriele, Gabriele. Ai confini diagonali del foglio i villaggi Taszow e Jeszkotle.

    “Mappa” è parola che si addice alla favola (la mappa del tesoro è la massima raffigurazione). La mappache introduce il romanzo prefigurala scrittura trasfigurata della...

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    Mer, 20/01/2021 - 11:30

    Il cinema, una fuga ben architettataCurioso e brillante divertissement. Saggio o romanzo? Varie potrebbero essere le definizioni di Fuga di Geoff Dyer (Il Saggiatore, traduzione di Katia Bagnoli), considerando però il vincolo che lega il lettore alla passione per il cinema.

    Dyer si concede la libertà di rappresentare il suo interesse per il cinema sotto forma di dissertazione e contraddittoria dissacrazione. Non lesina l'ironia nel parlare di cinema. E qui urge specificare: cinema americano (sebbene non manchino le citazioni di film europei)!

    Se Dyer, scrittore inglese, si affida, divertendosi, al gioco di specchi spesso deformanti nel passare da un registro serio a uno faceto, noi che lo leggiamo possiamo specularmente parlare di americanata a proposito del film su cui basa il racconto: Dove osano le aquile, film del 1968, diretto da Brian G. Hutton, interpretato nei ruoli principali da Richard Burton e Clint Eastwood, sceneggiato da Alistair MacLean, romanziere specialista in avventure spionistiche e...

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    Mar, 15/12/2020 - 11:30

    Una novella siciliana. “Donna Francesca Savasta, intesa Ciccina” di Laura LanzaLa Sicilia probabilmente è la regione italiana che ha maggiormente fornito trame e pretesti letterari. Alcuni nomi: Verga, Pirandello, Sciascia, Brancati, Bufalino, Consolo, Patti, D'Arrigo, Tomasi di Lampedusa, per finire con l'acclamatissimo Camilleri. Recentemente sagre e storie di illustri famiglie siciliane portano la firma di alcune scrittrici. Tra queste, si colloca Laura Lanza che compone un agile libretto di sapore ottocentesco, incentrato su un paesino in cui tra le piccole faide familiari e curiali regna un certo blando regime boccaccesco. Il titolo è Donna Francesca Savasta, intesa Ciccina (Astoria).

    Come si è anticipato si tratta di un lavoro che meglio avrebbe figurato in un'antologia di novelle dell'Ottocento. Il termine “novella” suona conseguente allo sviluppo del testo. Questione non solo di misura, ma di taglio, di respiro,...

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    Lun, 02/11/2020 - 11:30

    L’ultimo romanzo del maestro della spy story. “Il fattore umano” di Graham GreeneUltima opera di Graham Greene del 1978, Il fattore umano (appena pubblicato da Sellerio nella traduzione di Adriana Bottini) riassumele tematiche care all'autore: la moralità, il senso del dovere e dell’appartenenza, il rapporto con la religione.

    L’ambientazione è spartana: un ufficio del Ministero degli esteri, il famigerato MI6, dove due funzionari, Castle e Davis, gestiscono i messaggi cifrati spediti e ricevuti dai paesi africani. Già questo ambiente, sottobosco dello spionaggio inglese in cui si svolgono attività di routine, prelude alle vicende umane che seguiranno. Poca azione e molti tormenti professionali e familiari. Nel bene e nel male. Di male non ce n'è molto, ma quel poco è di un grado talmente sconvolgente da pensare che l'assassinio per le alte sfere dei servizi segreti altro non rappresenti che un semplice e variabile tran-tran consumato in ufficio...

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    Mer, 16/09/2020 - 12:30

    Lo strapotere delle macchine. “La fabbrica dell'assoluto” di Karel ČapekNella sua introduzione Giuseppe Dierna, nel parlare del romanzo La fabbrica dell'assoluto (Voland), dopo aver fatto il nome di Balzac, autore di La ricerca dell'assoluto, offre un ricco spaccato del contesto culturale in cui si inserisce il testo di Karel Čapek. DaLa fine del mondo di Flammarion del 1984 a Gli ultimi giorni dell'umanità di Karl Kraus del 1922: lo stesso anno della pubblicazione di Fabbrica dell'assoluto, dopo essere uscito a puntate su un giornale.

    Dai titoli dei lavori citati da Dierna si evince quali siano i temi trattati: lo strapotere delle macchine, la feticizzazione delle scienze, gli eccessi del potere politico. Altri romanzi dell'epoca hanno per protagonista un gas venefico, o comunque in modi più o meno differenziati capace di distruggere gli equilibri planetari. Quale il “gas” escogitato da Čapek?

    Uno scienziato inventa uno speciale carburatore in grado di sviluppare una quantità pressoché infinita di energia con...

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    Mar, 04/08/2020 - 12:30

    L’ambiguità dell’esistenza umana. “Il giudice e il suo boia” di Friedrich DürrenmattIl giudice e il suo boia di Friedrich Dürrenmatt è stato pubblicato in edizione originale nel 1952 e tradotto in Italia nel 1962 per Feltrinelli. Adelphi, dopo averlo ripreso nel 2015, lo ripropone nel 2020 con la stessa traduzione a opera di Donata Berra.

    Cosa si può dire di nuovo a quasi settant'anni di distanza del breve romanzo di Dürrenmatt?Gli anni che lo separano dalla prima pubblicazione sono importanti, e non solo per le ovvie ragioni che il tempo determina nell'esegesi di un testo letterario. Qui si tratta di storicizzare, aggiornare, o smentire un genere: quel noir opoliziesco o thriller, o comunque si voglia chiamare, di cui la moda attuale fa fin troppa incetta. Per la vigente e copiosa critica militante, l'opera dello scrittore svizzero va sotto l'etichetta di metafisica. Voglio attenermi a questa configurazione generica per tentare non di violarne la pertinenza quanto di integrarla con ulteriori focalizzazioni....

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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