Come leggere un libro

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Tutti i contenuti di Francesco Borrasso

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    Mar, 14/01/2020 - 09:30

    Il mondo visto con gli occhi di un ragazzo. “Baco” di Giacomo SartoriPuntata n. 101 della rubrica La bellezza nascosta

     

    «Oggi sono stato a trovarti, e t’ho vista proprio bene, lì nel bianco del silenzio. Quello che tutti chiamano silenzio per me non è vero silenzio, è anzi un frastuono che cova nel mio corpo, o per meglio dire un’apoteosi di colori, ma tu lo adori. Non hai mai sopportato la confusione, e hai il pallino del bianco. Non a caso nelle fotografie dell’India nuoti in tuniche immacolate: sembri una fata. E pure per accudire le arnie ti travesti da cigno arcigno, nascondendo i tuoi capelli che ricordano i riflessi del sole sul petrolio. Secondo te anche le api adorano il bianco, è un colore che le pacifica».

     

    Alcune vite hanno coordinate differenti, percepiscono la realtà da un’altra angolazione. Alcuni osservano gli oggetti come se fosse sempre la prima volta, posseggono movimenti diversi, sensazioni...

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    Gio, 02/01/2020 - 11:52

    Come nasce un’amicizia. “Scavare” di Giovanni BitettoPuntata n. 100 della rubrica La bellezza nascosta

     

    «Tu avevi trovato la salvezza nei libri, nelle vite dei grandi filosofi; io invece mi affannavo a perpetuare le pratiche di provincia, solo in un contesto più grande, forse più feroce. Una ferocia che ti era estranea, quando la mattina ti svegliavi di buonora e andavi a lezione, e poi in biblioteca per tornare a sera inoltrata. Una ferocia che vituperavi quando mi trovavi stravaccato sul letto dopo una giornata d’inoperosità, pochi libri e lezioni sulle spalle, molta noia e voglia di qualche sostanza. Almeno stanotte riesci ad ammettere quante e quali differenze ci separavano nonostante un destino simile?»

     

    Capita, talvolta, di trovare delle persone che ci sono vicine per affinità, per movimenti, per gusti; persone che diventano amici per una decisione forzata che ci impone la vita. Ci si ritrova così a vagare per le stesse strade, con la...

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    Mar, 17/12/2019 - 09:30

    Un romanzo potente. “Requiem per un sogno” di Hubert Selby Jr.Puntata n. 99 della rubrica La bellezza nascosta

     

    «Quasi scoppiò a ridere quando all’improvviso le tornò in mente il verso: Servono il Signore anche coloro che siedono e aspettano. Aspettare! Dio Onnipotente le sembrava di aver passato tutta la vita ad aspettare. Aspettare cosa??? Aspettare di vivere. Sì, era proprio quello il punto, aspettare di vivere. Le sembrava di averlo capito durante la terapia, a un certo punto, da qualche parte. Aspettare di vivere. Pensare a tutto questo come a una prova per la vita vera. Un esercizio. Le sapeva queste cose. Non c’era niente di nuovo. Se ricordava bene – se ancora faceva qualcosa bene – lo strizzacervelli da cui andava all’epoca in cui aveva capito questa cosa l’aveva trovata un’osservazione alquanto astuta…»

     

    Alcuni destini nascono infelici e non c’è nulla che si possa fare per cambiare le cose. Alcune vite sono in...

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    Mar, 10/12/2019 - 09:30

    La morte del padre. “La foresta d’acqua” di Kenzaburo OePuntata n. 98 della rubrica La bellezza nascosta

     

    «Mi si annebbiò la vista, sentii le forze venir meno e mi resi conto che stavo per svenire. Poi, all’ultimo momento,percepii l’abbraccio solido eppure soffice e flessuoso di qualcuno che mi sorresse da dietro. Due braccia forti mi si avvilupparono intorno e mi tennero stretto, e mi ritrovai semidisteso e con il sedere poggiato su quella che di primo acchito mi parve una sorta di pedana fusiforme. Ma in breve mi accorsi che la pedana, o qualunque cosa fosse, era calda e viva, e allora dedussi che doveva trattarsi di una gamba umana. Al contempo mi resi conto che la mia schiena era adagiata contro i morbidi seni di una donna. Non so nemmeno io come riuscii a rimettermi in piedi e ad appoggiarmi col braccio al lampione contro cui avevo sbattuto poco prima. Mi sforzai di riprendere a respirare con regolarità, cercando di restare calmo, e intanto emettevo dalla bocca una specie di rantolo cavernoso».

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    Mar, 26/11/2019 - 11:10

    “I libri e la vita” secondo Tzvetan TodorovPuntata n. 97 della rubrica La bellezza nascosta

     

    «L’uomo che abbandona la sua famiglia per essere felice altrove (decisione che non ha più nulla a che vedere con la decisione suprema o con la felicità dell’umanità) accompagnato dal canto del figlio che grida «Voglio il mio papà!» non sta infliggendo alcuna tortura fisica né trae piacere da questa sofferenza; tuttavia non è nemmeno per rendere autonomo il figlio di due anni che egli prende la porta di casa e se ne va, anche se, magari, per consolarsi, si racconta che in quel modo anche il bambino starà meglio. Ci si potrebbe chiedere se in questo caso la felicità ricercata non possa giustificare questa sofferenza. Ma il problema non si riduce ad una pura questione aritmetica. Esistono sicuramente casi in cui è necessario rendere infelici dieci persone perché altre due siano felici.»

     

    Un viaggio che vale una vita non può essere racchiuso dentro una memoria, ci vogliono altri...

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    Mar, 19/11/2019 - 09:30

    Il viaggio come antidepressivo naturale. “L’iguana era a pezzi” di Giulio PedaniPuntata n. 96 della rubrica La bellezza nascosta

     

    «Sul piccolo treno sferragliante e instabile che mi porta verso il confine francese c’è Giorgio, uno di quei matti inoffensivi dall’energia debordante. Fa domande a getto continuo a chiunque passi. Lo sorveglia una donnina appassita, deviata lei stessa dal peso di un essere alienato e incontenibile. Giorgio blocca i passeggeri e chiede cose. Perché il finestrino è chiuso? Perché è così freddo? Perché il sedile è sporco? Perché hai tre borse? Giorgio ferma il controllore e gli inservienti simulando i gesti di un orango, usando le spalliere dei sedili, le maniglie mobili delle porte, gli abiti appesi come fossero la più riuscita approssimazione dei rami di una qualunque foresta di Sumatra. Ripete tutto quello che sente dire dal controllore, dagli inservienti, dai messaggi robotici degli altoparlanti.»

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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