In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 29/06/2009 - 09:14
    La lezione di oggi la concepii non pochi anni fa, precisamente nel 1999. La scrissi una notte in preda all’insonnia, di solito rivedo e sistemo gli appunti che ho raccolto negli anni, in questo caso la lascio uguale all’originale. Per darvi il sapore del sonno che non giungeva, per tentare, nonostante l’aspetto freddo e formale con cui in genere si pensa una lezione di chiunque, di lasciarvi anche sensazioni. Perdonate il linguaggio, perdonate altre cose. Spero che vi divertiate.

    13 novembre 1999 ore 4.12
    Il mondo tace, dorme. Mi piacerebbe pensare che sono sveglio per seguire l’esempio di Karl Kraus quando scriveva “la stupidità dorme, io vado al lavoro”, manco quello. Non dormo perché non ho sonno, tanto per cambiare. E cerco simili sventurati per illuminarmi o deprimermi oltre ogni mio limite pensabile. Prima rileggevo alcune vicende di Gregorio Samsa, ti entrano nelle viscere, però almeno lui s’era svegliato da sogni...


  • Autore: Morgan Palmas
    Sab, 27/06/2009 - 18:09

    Se peregrino per la storia dall’antichità, consapevole che l’impresa sia, da un lato, grossolana, dall’altro, mai un percorso compiuto, ma perfettibile, affronto con drammatica disillusione il continuo palese scoramento di chi desidera una società più giusta. Qualora volessi invece credere che il sopraccitato scoramento rappresenti una modalità del coraggio civile, come taluni amano pontificare nelle più diverse occasioni, né un impeto di rabbia né una logica stringente mi permettono di accettare in maniera esaustiva che il nocciolo della matassa sia, per così dire, definito. Forse perché della debole natura umana bisognerebbe parlare, forse perché l’età non occlude l’ultimo filo di lucidità che mi rimane (maledetta età che vieta ciò che si discosta dalla gerontofilia italica), affermo in ogni caso con forza che lo scollamento fra la letteratura italiana con impegno civico e i comportamenti dell’italiano medio sia incolmabile.
    Gomorra, il celebre libro di Saviano, vende milioni di copie, è presente in tantissime case italiane e le coscienze, si potrebbe sostenere, sono state...

  • Autore: Morgan Palmas
    Sab, 27/06/2009 - 14:02
    La griglia che avete plasmato all’inizio non è un trucco da prestigiatori che poi esaurisce la sua magia, bensì un “luogo” nel quale tornare di continuo.
    Una delle ragioni che dovrebbero spingervi a consultarla mentre scrivete è rappresentato dalla coerenza di cui capirete giorno dopo giorno l’importanza.
    La coerenza riguarda i rapporti fra le diverse parti del romanzo.

    Se un ragazzo aveva perso un occhio in un incidente non potrà ovviamente vedere il mondo allo stesso modo e la griglia vi servirà per legare tale evento al resto della storia. Questo è un fatto evidente; vi sono altre condizioni che sfidano la coerenza e uno scrittore alle prime armi potrebbe cadere con facilità in errore.
    Immaginate che a pagina 20 fate dire a Luigi di odiare gli animali, è chiaro che a pagina 97 appare quanto meno assurdo che lui possa decidere di ospitare con tranquillità un piccolo gatto in casa perché la figlia lo trova abbandonato in un vicolo. La coerenza va a braccetto con la chiarezza: lo scrittore non deve perdere i particolari, potrebbero...




  • Autore: Morgan Palmas
    Ven, 26/06/2009 - 15:05

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinata alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Ricordo esattamente di aver provato grande piacere a scrivere il tema della licenza media, a tredici anni. Ma poi, con lo stesso piacere, ho scritto solo diari e lettere (molte) o poesie adolescenziali. Per una ventina d’anni ho abbandonato del tutto la scrittura a favore della musica che richiede un impegno notevolissimo (sono violinista), ma non ho mai smesso di leggere e questo è fondamentale. Ho ripreso la penna in mano a quaranta anni per farmi finalmente un regalo e scrivere qualcosa che non fosse autobiografico. Un aneddoto? A Venticinque anni circa dissi: ‘Se pubblicassi un romanzo potrei anche morire il giorno dopo’. Ovviamente non sono più della stessa opinione!

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Di certo assai vicino a un istinto, la fase razionale interviene quasi esclusivamente in fase di rilettura ed editing. Però sono fortunata perché il mio scrivere d’istinto ha una sua logica interna, segue coerentemente una storia e i personaggi. Insomma nulla che assomigli a un informe magma d’idee, il libro si scrive in buona parte da solo.

    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende...







  • Autore: Morgan Palmas
    Ven, 26/06/2009 - 15:00
  • Autore: Morgan Palmas
    Ven, 26/06/2009 - 14:46
    “Alessia ed io eravamo al mare, volevamo chiacchierare, non soltanto fare un’uscita fra amiche; mi dice: «Amo il canto, lo sai?». E io: «Non ci sono mai riuscita, antiche paure famigliari». Era bello parlare con lei, le altre erano dure con me”.

    Che cosa c’è che non funziona? Sì, le continue omofonie (mare/chiacchierare/fare/parlare, eravamo/volevamo, soltanto/canto, amiche/antiche, paure/dure). Sono orribili da leggere. Siate vigili, rendono un testo pesante, impresentabile se avete il desiderio di tentare una pubblicazione.
    Altra cosa può essere il linguaggio d’un personaggio, caratteristico in tal senso, magari perché si diverte a farlo, vituperando chi ha di fronte o per un’esigenza grossolana poetica (in rima) che lo coinvolge da sempre.

    Al medesimo modo attenti alle ripetizioni. Il vocabolario che abbiamo a disposizione nella lingua parlata di tutti i giorni, di gran lunga inferiore alla vastità dei lemmi italiani, è uno specchio che si riflette di continuo: c’è l’abitudine a ripetere taluni termini.
    Pensate a una...





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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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