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In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

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  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 02/07/2009 - 08:53

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinata alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Laura: Non credo ci si possa accostare alla scrittura in modo fortuito. Io ho cominciato a scrivere a 8 anni perché mi ci ha condotto per mano la passione smodata per la lettura.

    Loredana: In realtà è stata la scrittura ad avvicinarsi a me, avevo dodici anni e la mia professoressa di italiano mi obbligò a partecipare ad un concorso letterario riservato alle scuole medie italiane. Mi piazzai al sesto posto.

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Laura: Direi che sono moooolto più vicina all’istinto creativo che alla razionalità consapevole. Aggiungo che ritengo la razionalità decisamente poco consona alla creazione, sia essa parola scritta, musica, immagini o altro.

    Loredana: Penso che istinto creativo e razionalità consapevole debbano compenetrarsi quindi li colloco nel medesimo punto, quello della creazione.

    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’ispirazione? Ce ne parli.

    Laura: Io, cascasse il mondo, scrivo quando ne ho voglia. Il che avviene spesso ma non ha cadenze regolari. Però riesco ad essere produttiva ed organizzata...













  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 02/07/2009 - 08:24
    Dire, fare, andare. Tre verbi che si usano di continuo. Fare questo e fare quell’altro, dire a Tizio e a Caio, andare di matto o andare via. Nella prosa bisognerebbe non abusarne, per non creare ripetizioni, per non essere troppo prevedibili.
    Provate a rileggere le cartelle finora scritte, siete stati bravi o avete fatto questo errore?
    In particolare nei dialoghi si tende ad utilizzare il verbo “dire”, provate a cercare espressioni diverse: replicare, sussurrare, ribattere, gridare, aggiungere, soggiungere, spiegare, descrivere, illustrare, sentenziare, ribadire, pronunciare, affermare, concludere, chiarire, dichiarare, ecc.
    Per quanto concerne il verbo “fare”, si riscontrano di solito in eccesso far fare, far dire, fare morire, fare diventare, fare parlare, saper fare.
    Le bollette vanno pagate, a me andrebbe bene, lui va dritto allo scopo, sono andati fino in fondo, in queste settimane non c’è nulla che va, ecc.

    Il senso di questa lezione è di tentare una semplice riflessione su alcuni verbi che si adoperano con troppa...





  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 01/07/2009 - 09:44

    Emile Zola scriveva: “Poiché non abbiamo lo stesso potere di questo scienziato e siamo degli sperimentatori che non operano praticamente, dobbiamo accontentarci di individuare il determinismo dei fenomeni sociali, lasciando ai legislatori la cura di intervenire, presto o tardi, a dirigere questi fenomeni, in modo da aumentare il numero dei buoni e ridurre quello dei malvagi, in vista dell’utile dell’umanità”.
    Individuare il determinismo dei fenomeni sociali, ecco la funzione del romanzo sperimentale secondo Zola. Sembrano davvero tempi lontani. Poi, vi furono le rivoluzioni della fisica che portarono in un secondo momento una rivoluzione nel pensare la società, il determinismo venne recluso nei libri di storia, tanto che Mark Buchanan, fisico teorico, ha scritto un libro a riguardo: “L’atomo sociale”.

    E allora, se fosse vivo oggi Zola e osservasse il mondo, che cosa penserebbe del naturalismo, del suo modo di vedere la letteratura e il romanzo?.
    Gli sperimentatori contemporanei che operano con la scrittura forse individuano il NON determinismo dei...



  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 01/07/2009 - 09:41
  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 01/07/2009 - 08:29

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Il mio avvicinamento alla scrittura è in due fasi. Il primo momento è all’età di 13–14 anni quando, stimolato dalla lettura dei gialli per ragazzi della Mondadori (I tre investigatori e gli Hardy Boys) scrissi a mia volta alcuni racconti gialli. Poi la mia vena di scrittore sembrò scomparire, sommersa dalle tante altre cose che via via hanno attirato la mia attenzione e le mie energie nell’adolescenza prima, nell’età giovanile ed adulta poi. In realtà la vena non era scomparsa ma solo sopita per riemergere poi quasi trent’anni. Ed il merito di questa “riemersione” è di mia moglie che un paio di anni fa, dopo essere rimasta affascinata da alcuni miei articoli e scritti professionali, mi stimolò a scrivere qualcosa di più creativo, un racconto ed un romanzo. E così, dopo poco tempo, è nata Penelope.

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Sono sicuramente e decisamente spostato verso l’istinto creativo. I personaggi e le storie con le quali creo i miei romanzi mi vengono alla mente da sole senza un’elaborazione razionale. La razionalità interviene solo nella successiva fase di limatura ma senza incidere mai profondamente sulla struttura del romanzo.

    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere...







  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 01/07/2009 - 08:20
    Uno degli errori più frequenti di uno scrittore alle prime armi è la disarmonia dei tempi verbali.
    Si inizia ad esempio ambientando le scene al presente (“Mario prende il treno tutte le mattine”) per finire, dopo poche pagine, al passato (“Mario vedeva dal finestrino sempre la stessa signora con la gonna blu”).

    Ora, vi possono essere delle ragioni che impongono una scelta temporale piuttosto che un’altra, una questione di stile e di prospettiva, accertatevi di avere controllato con cura le disarmonie presenti nel vostro testo.

    È meno banale di quanto potrebbe sembrare: per necessità ognuno di noi vive il momento presente un attimo dopo l’altro, rapportandosi al passato e al futuro sempre da un punto di vista preciso, quello presente appunto; in un testo narrativo i piani temporali devono essere plasmati con attenzione, non ci sono delle rotelle imposte (leggetevi il frammento Tre di ieri).

    Provate a rileggere quanto avete prodotto finora: è stata consapevole la scelta temporale dei verbi? La lingua italiana, in tale senso...






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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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