In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 15/07/2009 - 19:27

    Ho inserito - ci lavoravo da qualche tempo - una prima lista di case editrici che potrebbe essere utile.
    Nella sezione Speciali sulla colonna di destra.

  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 15/07/2009 - 10:45
    Sostiene benissimo R.M.Rilke, nel suo Diario Fiorentino, discorrendo sul rapporto fra creatività e vita quotidiana: “Fate sì che l’arte nulla sappia dei conflitti del giorno; perché la sua patria è al di là del tempo”, ciononostante per uno scrittore esordiente i pensieri sottili sul senso della scrittura giacciono su un lido nutrito da prospettive di diversa foggia.
    Vivere per l’arte non è il vostro caso, almeno per ora, voi dovreste trovare la concentrazione e il tempo per procedere con la vostra sfida, ahimè...
  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 14/07/2009 - 07:55
  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 13/07/2009 - 09:28
    Scrivere un romanzo è un conflitto con se stessi: l’osservazione dei timori, la ricerca della disciplina e della concentrazione, la capacità di isolarsi dal mondo. Grazie al conflitto vi è con il tempo la comprensione. Conoscere le proprie abilità e i propri limiti.
    Quando l’occasione di confronto con se stessi si presenta, la porta delle domande e dei dubbi dovrebbe essere aperta, non chiusa. E per aprire la porta è necessario il distacco, il distacco da ciò che state creando. Non è la prima volta che ve ne parlo, ricordate per esempio la lezione in cui vi consigliavo di stampare le vostre cartelle e di leggerle con calma in un posto che amate?.

    Vi suggerisco un altro tipo di distacco, utile e rigenerante. Fatelo, non consideratelo inutile. Ora dovete pensare a uno degli scrittori che prediligete, bene, procuratevi un suo romanzo, non importa che lo abbiate già letto o meno. Oggi non si scrive, ma si legge.
    Trovate almeno trenta minuti per leggere senza che nessuno vi disturbi. Non vi devono essere bambini o schiamazzi, musica...



  • Autore: Morgan Palmas
    Sab, 11/07/2009 - 11:01
    Bella da morire, fare il fenomeno, né carne né pesce, rotto della cuffia, conoscere i miei polli, faccia di bronzo, ecc. Che cosa sono? Bravi, cliché.
    Li si utilizza di continuo nel linguaggio quotidiano, ecco, ciò non significa che vadano bene per la prosa, o meglio, la loro quantità è direttamente proporzionale alla mancanza di originalità. Leggere un testo colmo di cliché è noioso per un lettore, trova grande similarità con il proprio linguaggio e ciò lo induce a pensare che sia poco interessante (almeno dal punto di vista linguistico).

    Badate bene, questo è uno degli errori più frequenti e difficili da scovare, non ci si accorge con facilità di quanto i cliché facciano parte del mondo della comunicazione e che, irresponsabilmente, si palesano anche nella parola scritta.

    Rileggete le cartelle che avete finora plasmato, puntate l’attenzione sulle modalità con cui vi siete espressi, ne troverete molti cliché. Cambiateli, cercate un altro modo di esprimere il medesimo concetto.

    Se considererete il tentativo di pubblicare...






  • Autore: Morgan Palmas
    Ven, 10/07/2009 - 10:49
    Sciorinare in maniera petulante, quasi fosse una sedizione, un’austera sfilata di termini desueti è pernicioso per la prosa. Financo gli intellettuali li temono, avversati da un certo laconico imbarbarimento dei lemmi, attempati nei modi prima di deliri senili. La piaggeria di taluni verso la lingua arcaica è pari al dandy trionfante fra semplici defessi contadini che lo scrutano con sguardo bieco.

    Avete intuito il tema di oggi; la lingua italiana è meravigliosa, così ricca di parole, molte oramai scomparse dall’uso comune. Chi decidesse di possedere un approccio estetico alla lingua deve fare attenzione a non abusarne.
    Il romanzo è anche comunicazione, se costringete il vostro lettore a prendere il dizionario ogni due parole, lo stancherete, lascerà il libro a metà (se ci arriva a metà). Il lettore medio non è un intellettuale di vecchio stampo, ma una persona che utilizza la lingua italiana contemporanea.
    Certo il fascino, certo la magia di alcune parole in disuso, però non scordate che qualcuno vi leggerà e dovrà comprendere.
    ...




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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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