Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

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In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 30/06/2009 - 08:42

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Il mio approccio alla letteratura è stato del tutto casuale, affatto precoce. Nonostante avessi la casa piena di libri ho passato infanzia e adolescenza senza praticamente leggere nulla, se non i testi scolastici e i pochissimi romanzi indicati dalle professoresse d’italiano. Ho iniziato a leggere di più all’università, nei primi mesi soprattutto, perché da fuorisede appena proiettato in una realtà nuova e un po’ chiusa come Siena trascorrevo molto più tempo da solo. La lettura è così, se si inizia non se ne riesce più a fare a meno, anche se ancora non avrei mai immaginato che avrei provato a fare lo scrittore. Poi, banalmente, in seguito a una delusione amorosa, è arrivata una forte esigenza d’introspezione, che poi si è trasformata in un bisogno ancora più grande e irrinunciabile, quello cioè di ergersi a demiurgo della realtà. Seppur illusoriamente, infatti, la scrittura è l’unico strumento a disposizione dell’uomo che consente di riordinare il caos.

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Credo che queste due grandezze non siano realmente separate tra loro. Esistono l’una grazie all’altra. In un romanzo devono coesistere questi due diversi momenti e integrarsi tra loro. Pagine in cui la storia che si è...





  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 30/06/2009 - 08:36
    S’è già parlato dell’analessi (o detto all’inglese, flashback), un’altra tecnica interessante è l’utilizzo della prolessi, che ne è l’esatto contrario.
    Lo scrittore decide di fare un salto in avanti nella narrazione e di rivelare – con precisione di solito – eventi futuri.
    Tali accadimenti saranno poi ripresi in un secondo momento con più calma e delineati arricchendo il contesto, oppure finiranno per essere dei paesaggi inesplorati (ricordate?), poiché non fondamentali ai fini della narrazione.

    La prolessi contempla vari scopi.

    1- Avete deciso di condurre in maniera palese il lettore verso una certa direzione e così gli rivelate quanto basta per incuriosirlo (anche qui, sta a voi poi decidere se soddisfarlo o meno, potrebbe essere una tecnica per depistare o per confondere chi legge).
    2- Volete rendere l’intreccio ancora più ricco dal punto di vista temporale.
    3- Alternate analessi e prolessi per produrre un effetto di velocità interiore. Mi spiego. Immaginate di pensare a un ricordo di quando eravate adolescenti, ora...







  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 29/06/2009 - 16:12

    “Quando sei stato un pezzo in mezzo alle idee, ti prude tutto quanto il corpo e non hai pace se non ti gratti a sangue!”, scrive Musil (L’uomo senza qualità). Stimolato dal post di Giuseppe Genna, mi sovvengono alcune considerazioni.
    Benché consapevoli che la società sia strutturata in maniera differenziata molto più d’un tempo – si pensi alla Vienna di Musil -, non è impresa facile abbandonare categorie che fanno parte dell’immaginario collettivo, quasi filosofico si potrebbe sostenere. Che cosa è la borghesia oggi? E la borghesia intellettuale?
    Usi e costumi propri dei borghesi di decenni addietro si sono diffusi fra le masse, si pensi, soltanto per fare qualche esempio, ai bagni termali o agli abbonamenti al teatro, al possesso di un’auto e alla possibilità di fare studiare i figli all’università. Le distinzioni fra la borghesia – se si decide che tale categoria esista ancora e, quindi, la si utilizza per costruire il discorso - e la...

  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 29/06/2009 - 16:10
  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 29/06/2009 - 09:41

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinata alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Ho iniziato a scrivere racconti furiosamente nell'estate dei miei quattordici anni. Non è stato un caso: volevo farlo dai miei sei anni, però dicevo in giro, perché mi sembrava socialmente più accettabile, che da grande avrei fatto la giornalista... In una famiglia piuttosto concreta in merito alle aspirazioni dire di voler essere un'artista aveva dei rischi e lo percepivo assai bene, anche se ero così piccola. Ho protetto le mie fantasie strenuamente e poi ho lottato per avverarle. Dunque, niente di casuale (al caso non credo) e tutto lavorato e calcolato, certo sempre con il dubbio di stare vivendo di illusioni. A otto anni mi fu chiesto di scrivere una poesia sulla primavera. Non ne avevo mai scritte: disegnavo le storie o me le immaginavo, ma la poesia era altra cosa, chissà se sapevo scriverne... Profittai di un sussidiario non mio - mia madre lavorava nella scuola - e rubai il primo verso di una poesia stampata, partendo da lì per versificare. Funzionò. Ebbi un ottimo. E ignoravo del tutto di aver fatto un esercizio di scrittura creativa (cut up), in anticipo sul mio destino di insegnante di scrittura... Però il vero rapporto con la narrazione è iniziato da adolescente, quando le letture fittissime hanno proiettato la loro ombra su di me. Spesso racconto dell'impressione che mi fece il racconto “Un paio di occhiali nuovi” di...

  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 29/06/2009 - 09:14
    La lezione di oggi la concepii non pochi anni fa, precisamente nel 1999. La scrissi una notte in preda all’insonnia, di solito rivedo e sistemo gli appunti che ho raccolto negli anni, in questo caso la lascio uguale all’originale. Per darvi il sapore del sonno che non giungeva, per tentare, nonostante l’aspetto freddo e formale con cui in genere si pensa una lezione di chiunque, di lasciarvi anche sensazioni. Perdonate il linguaggio, perdonate altre cose. Spero che vi divertiate.

    13 novembre 1999 ore 4.12
    Il mondo tace, dorme. Mi piacerebbe pensare che sono sveglio per seguire l’esempio di Karl Kraus quando scriveva “la stupidità dorme, io vado al lavoro”, manco quello. Non dormo perché non ho sonno, tanto per cambiare. E cerco simili sventurati per illuminarmi o deprimermi oltre ogni mio limite pensabile. Prima rileggevo alcune vicende di Gregorio Samsa, ti entrano nelle viscere, però almeno lui s’era svegliato da sogni...


Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.