Come leggere un libro

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Perché è importante leggere

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  • Colette, ingenua (?) e libertina  Colette, La ChatteOgni tanto bisogna – se ne sente le necessità – tornare ai fondamentali. I fondamentali per me sono, ovviamente, francesi, e tra i pilastri, tra le colonne portanti della mia cultura letteraria c’è Colette.

    Ah! Colette. Meravigliosa donna, femminista suo malgrado, e libertina – perché assetata di libertà - anzi tempo, scrittrice, giornalista, danzatrice senza veli per diletto, amante appassionata degli uomini ma che provocatoriamente e palesemente non disdegnava le donne nella Francia di fine ‘800 e della prima metà del ‘900.

    Leggere o rileggere Colette è per me una boccata d’ossigeno. L’espressione prende un suo secondo significato (che dovrebbe essere il primo?) nelle definizioni naturalistiche dell’autrice che fa scoprire a me, cittadina per la quale un albero è un albero, che un albero non è mai solo un albero ma un salice, un olmo, un cipresso, e quante altre specie di cui non avevo mai sentito il nome prima.

    La sua scrittura liscia, precisa, melodiosa, scorre e nelle sue descrizioni non descrittive – Colette non è Zola – sono immagini quelle che ci arrivano. Credo non sia un caso se la trasposizione televisiva dei suoi quattro romanzi incentrati su Claudine, che...

  • Le giostre sono per gli scemi di Barbara Di GregorioHo aspettato tutte le 279 pagine del romanzo d'esordio di Barbara Di Gregorio sperando di appassionarmi più o meno, in qualche modo, anche nel modo più approssimativo possibile, ma nulla da fare, non è accaduto. Nemmeno l'aspetto simbolico surreale mi ha scomposto, non mi sono sentita sollevata all'idea che a un bel momento si potesse volare o sorvolare o super volare né tanto meno dall'eventualità che potessero spuntare un giorno due ali anche sulla mia schiena. Ho riposto tutte le mie aspettative nel capitolo finale, L'ottovolante, certa che mi potesse spiegare perché la Rizzoli avesse investito tanto nel libro di questa giovane scrittrice. Mi sarei accontentata anche di un finale ad effetto, ho sperato perfino nell'incrocio di destini all'ultimo minuto, la mia parte superficiale e romantica ne sarebbe stata in qualche modo appagata. Ma niente, nessuno stupore fino all'ultima riga.

    Non vorrei venire fraintesa e cioè la mia non è ironia, non lo è affatto, ma ho invece trovato molto bella la pagina dei ringraziamenti, mi ha emozionato, si tratta delle uniche parole scritte da Barbara Di Gregorio che ho sentito completamente verosimili. Ho...

  • Autore: Anna Costalonga
    Lun, 07/03/2011 - 09:34

    Tratto da "Centuria, cento romanzi fiume" di Giorgio Manganelli

    Musiche di:
    György Kurtág, da "Kafka Fragmente"
    Charles Ives, "The Unanswered Question"



    See video
  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 07/03/2011 - 09:22

    Lorena SpampinatoBuongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinata alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

     

    Ho iniziato da piccola, e non ho più smesso. Quando ti accorgi che il mondo ha tante facce quanti sono gli occhi che le guardano è impossibile rimanere in silenzio.

     

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

     

    Esattamente a metà. Istinto e razionalità devono sapersi amalgamare per bene, devono bilanciarsi. Nella scrittura, come nella vita. Più che estremi di uno stesso continuum li definirei complementari. In fondo, il più delle volte è la razionalità che ci spinge a seguire l’istinto, o viceversa. 

     

    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’ispirazione? Ce ne parli.

     

    ...
  • Autore: Mirko Tondi
    Lun, 07/03/2011 - 08:00

    Daphne du Maurier e Alfred Hitchcock: un connubio perfettoDaphne du Maurier non è un nome che di solito viene annoverato tra quelli delle autrici più talentuose del '900. Erroneamente, direi.

    Dopo aver rivisto per l’ennesima volta Gli uccelli, capolavoro indiscusso del genio Alfred Hitchcock (senza peraltro riuscire a cambiare canale nemmeno durante l’interruzione pubblicitaria, per paura di perderne qualche secondo), mi ero finalmente deciso a leggere il racconto che aveva ispirato il film, scritto appunto dalla du Maurier. A dire il vero, altre due pellicole di Hitchcock erano state tratte in precedenza da opere della stessa autrice, ovvero La taverna della Giamaica e Rebecca, la prima moglie. Quest’ultima aveva anche fruttato al grande regista inglese il suo unico Oscar, nel 1941, ma la potenza visiva del film Gli uccelli è superiore, bisogna ammetterlo.

    Nonostante fosse soltanto il 1963, Hitchcock si avvalse di notevoli effetti speciali per l’epoca. Uccelli ammaestrati, un’atmosfera di profonda inquietudine e attenzione maniacale per i dettagli (per esempio le 32 singole inquadrature della scena finale) contribuivano poi a fare del film un...

  • Autore: Elena Romanello
    Sab, 05/03/2011 - 17:55

    Lezioni di volo per principiantiCrescere, forse la cosa più difficile al mondo, ha ispirato e continua ad ispirare romanzi e film, e pur essendo un tema interessante e fondamentale nella vita di ciascuno di noi, può essere difficile a volte trattarlo con la giusta profondità ma senza diventare noiosi e retorici, senza scrivere banalità ma toccando i temi cruciali connessi.

    Ci riesce ottimamente Beth Hoffman, in Lezioni di volo per principianti, traduzione italiana di Maria Bastanzetti, edito da Piemme, anche se il titolo italiano, come a volte succede è ben diverso da quello originale, Saving Ceecee Honeycutt, e anche meno incisivo, perché di un vero e proprio salvataggio si tratta, verso la protagonista, ragazzina anni Sessanta con una difficile situazione familiare e in cerca di nuove occasioni.

    Cecelia Rose Honeycutt detta Ceecee, preadolescente nel profondo Sud degli Stati Uniti, è sola, con l'unico conforto dell'anziana vicina di casa, la signora Odell, e dei libri che divora, a fronteggiare una situazione familiare fatta di un padre commesso viaggiatore sempre assente che ha delegato a lei la gestione della madre, ex reginetta di bellezza caduta nella depressione e...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.