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Come leggere un libro

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 17/01/2011 - 10:41

    Eufonìa n.f. [pl. -e] buon suono; in partic., effetto gradevole prodotto dall’incontro di certi suoni nel corpo di una parola o in parole consecutive

    Dal gr. euphonía, comp. di êu ‘bene’ e un deriv. di phoné ‘voce’.

    (ringraziamo Francesco Cecchini, se anche voi volete proporre una parola desueta ai nostri lettori, scrivete a sulromanzo@libero.it, con Oggetto: parola del giorno)

  • Autore: Giovanni Turi
    Lun, 17/01/2011 - 10:36

    Ernest HemingwayL’essere e l’apparire nel “Deserto dei Tartari” e nel “Vecchio e il mare”

     

    Narratore italiano spesso trascurato nelle antologie, Dino Buzzati (1906-1972) è autore di uno dei non tantissimi capolavori letterari del nostro ‘900, Il deserto dei Tartari (1940). Estremamente lineare la trama: Giovanni Drogo consuma l’esistenza nella fantomatica Fortezza Bastiani, ai margini del deserto e di un imprecisato impero, nell’attesa di uno scontro decisivo contro i Tartari; il nemico però giungerà solo quando il tenente Drogo sarà ormai troppo anziano per combattere. Un fallito, secondo i moderni parametri di valutazione, ma già il suo desiderio di un evento decisivo, che dia senso all’esistenza, e la sua capacità di attenderlo, collocano il protagonista al di fuori della realtà contingente.

     

    Del resto è frequente nei personaggi di Buzzati l’attesa di un episodio risolutivo che o non accade o comunque si presenta diversamente dal previsto; è così ad esempio anche in Barnabo delle montagne: quando il guardaboschi avrà sottotiro i briganti, comprenderà che ha già perso in passato la sua occasione e non ha più senso...

  • “Precious” di Sapphire“Precious” di Sapphire (Fandango libri, traduzione di Massimo Bocchiola)

     

    Lo dicono i più.

    Gli scrittori del passato erano molto meglio degli scrittori di oggi, un tempo con la scrittura nascevano stili e si creavano movimenti letterari; era un mondo in fermento.

    La scrittura di fine Ottocento era davvero reale, si usavano le parole per descrivere il vero e la realtà e siccome la povertà era molto diffusa, era la protagonista più veritiera.

    Nei libri la realtà di ieri era più dura, ma molto meglio di quella d’adesso.

    Si dice anche questo.

     

    Come sarebbe stata la letteratura realista se fosse nata nell’Italia di oggi?

    Padron ‘Ntoni sicuramente non sarebbe mai esistito e forse per trovare successo e diventare scrittore nel duemila Verga avrebbe deciso di migrare. Non fosse altro che con il suo stile avrebbe dovuto raccontare di veline o di tronisti, ma anche loro scrivono e la concorrenza si sa, quella del tubo catodico, è davvero fastidiosa.

     

    New...

  • Autore: Davide Ecatti
    Ven, 14/01/2011 - 11:03

    Qualche tempo fa Morgan Palmas riportava su Facebook un breve stralcio di una conversazione avuta con un amico.

    L’amico chiedeva a Morgan: “Ma tu leggi tutti i giorni?”

    E Morgan rispondeva con un’altra domanda, più esauriente e significativa di qualsiasi altra possibile risposta: “Tu forse non mangi tutti i giorni?”.

    Queste parole mi sono rimaste in mente, le ho lasciate decantare nel mio animo come un succo ricco di sostanze che si cerca di ricavare da frutti la cui bellezza esteriore lascia solo presagire l’importanza dei segreti racchiusi nella polpa, un complesso barocco e ricco di idee ma forse scomodo da riportare alla luce della nostra coscienza. E infatti la mia coscienza si fermò, stanca di pensare. Si accontentò di avere ben presente solo una conclusione come questa: leggere serve, serve tantissimo per comprendere noi stessi, il mondo che ci circonda e il modo di pensare di noi stessi e delle persone che incontriamo nella nostra vita. Ma il modo con cui ciò potesse avvenire non mi era chiaro. Lo sentivo scomodo da indagare, pericoloso da capire.

    Poi mi ritornò in mente Martin Eden. La storia è ben nota. Martin è un ragazzo volenteroso. Ha lavorato sui bastimenti in giro per i mari di tutto il mondo....

  • Autore: Anna Costalonga
    Ven, 14/01/2011 - 10:41

    Da “Anna Karenina” di Lev Tolstoj

    Vronskij si fermò, lo guardò fisso, lo riconobbe e, fatti alcuni passi incontro a Sergej Ivanovic, gli strinse forte la mano.

    — Forse voi non desiderate neppure di vedermi — disse Sergej Ivanovic; — ma non posso esservi utile?

    — Non c’è nessuno che io possa vedere meno spiacevolmente di voi — disse Vronskij. — Perdonatemi. Cose piacevoli per me nella vita non esistono.

    — Capisco, volevo offrirvi i miei servigi — disse Sergej Ivanovic, esaminando il viso, evidentemente sofferente, di Vronskij.

    — Non avete bisogno d’una lettera per Ristic, per Milan?

    — Oh, no! — disse Vronskij, quasi stentando a capire. —

    Se per voi è indifferente, camminiamo. Nelle vetture c’è una afa tale. Una lettera? No, vi ringrazio; per morire non c’è bisogno di raccomandazioni. Se non ai turchi... — diss’egli, sorridendo solo con la bocca. Gli occhi continuavano ad avere una espressione di sofferenza esasperata.

    — Sì, ma forse vi sarebbe più facile entrare in relazioni, che tuttavia sono indispensabili, con una persona preparata. Ma come volete! Sono stato molto contento sentendo della vostra decisione. Anche così, ci sono giàtanti attacchi contro i volontari, che un uomo come voi li solleva nell’opinione pubblica.

    ...
  • Autore: Daniela Nardi
    Ven, 14/01/2011 - 10:19

    EditoriaPochi lettori e tanta noia, ma il mercato regge.

    Ventimilionitrecentomila. Sono gli italiani che non leggono neanche un libro all’anno, secondo i dati Censis/Ucsi; non c’è da stare allegri considerando che una buona fetta di mancati lettori adduce, come motivazione al suo disinteresse per i libri,  la noia. Evidentemente sono molto più interessanti le video-risse tra politici e più morbosamente stimolante la quotidiana cannibalizzazione di tragedie familiari, anche se simili conclusioni rischiano di scivolare nella demagogia, liquidando così troppo con facilità la questione.

    Le motivazioni della disaffezione verso le pagine scritte sono – invece – svariate e vanno dall’esigua presenza di produzioni innovative, alla dubbia qualità di alcune proposte dei “soliti noti”, dalla scarsa propensione delle case editrici di rischiare – preferendo seguire micidiali ma infallibili logiche di mercato – al costo di copertina che troppo spesso non giustifica il rapporto qualità/prezzo.

    Restano comunque tre milioni di lettori “incalliti”, che leggono almeno un libro al mese e quelli “compulsivi”, che di libri ne leggono non meno di tre e che costituiscono lo zoccolo duro delle medie e piccole case editrici...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.