Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

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  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 06/12/2010 - 16:05

    Pier Paolo Pasolini intervista lo scrittore Moravia, cos'è lo scandalo?

    Le ultime dal blog...
  • Autore: Stefano Verziaggi
    Lun, 06/12/2010 - 15:36

    bambini che leggonoQuando è nata l'idea della casa editrice?

    Dei libri, fin da bambino mi piacciono i dettagli: il tipo di carta, l’anno e il luogo di edizione, le relazioni intra e intertestuali. Quando nel 1999 ho iniziato ad insegnare mi sono trovato a dover scegliere i libri da adottare per i miei alunni, e non c’era niente di buono fra ciò che avevano portato i rappresentanti. Ho pensato: “Io posso fare di meglio!”, così mi sono comprato un computer e ho iniziato a scrivere testi scolastici; contemporaneamente ho alzato la cornetta del telefono e ho contattato alcuni editori del settore. Mi sono ritrovato a lavorare con loro. Questo tipo di attività è stata bruscamente interrotta dalla Legge Gelmini, che – tra l’altro – ha bloccato i testi scolastici adottati nel 2009 per cinque anni. Che fare fino al 2014? Avevo maturato idee, storie da raccontare, competenze. Così, nel 2010, è nata la casa editrice Valdentro (www.valdentro.it), specializzata in libri per bambini e ragazzi.

     
    In questa nuova esperienza rimane qualcosa della vecchia? Intendo: credi che un libro per...

  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 06/12/2010 - 15:07

    Erigeròne s. m. Che invecchia presto (dal greco "eri", presto" e "gèrõn", vecchio).

    (ringrazio Massimo Cassani; se anche voi volete proporre una parola desueta ai nostri lettori, scrivete a sulromanzo@libero.it, con Oggetto: parola del giorno).

  • Autore: Debora Vagnoni
    Lun, 06/12/2010 - 14:41

    Umberto Eco

    Non lessi Il nome della rosa quando uscì, negli anni ’80. Diventò ben presto un best-seller, passando in breve all’edizione tascabile e a numerose ristampe, e io ancora mi rifiutavo di leggerlo. Per scelta, per partito preso, per diffidenza. Non avevo ancora vent’anni e le mie letture di allora riguardavano, tra un esame e l’altro, Shakespeare e Ibsen, Mann e Dostoevskij.

    Poi qualcuno mi regalò una copia del Nome della rosa, con le postille alla fine, scritte sempre da Umberto Eco. Finalmente lo lessi, ma restai diffidente. Non ci fu delusione perché dal romanzo mi aspettavo l’esercitazione di un erudito, e tale lo trovai. Alla letteratura chiedevo e pretendevo spazi sconfinati e desiderio di infinito, la notte di Novalis e l’energia totalizzante dei romanzi russi. Il nome della rosa mi sembrò un esercizio intellettualistico genialmente riuscito, la scommessa di uno studioso concepita a tavolino, scommessa pienamente vinta a fronte delle sue conoscenze immense, della sua innegabile abilità. Ma non mi sembrava il romanzo di uno scrittore.

    Anche oggi, a distanza di tante e diverse letture, la letteratura italiana non riesce a piacermi. O meglio, qualche romanzo riesce a...

  • Autore: Anna Costalonga
    Lun, 06/12/2010 - 12:23

    Da "Les rêveries du promeneur solitaire" di J.J. Rousseau

    Eccomi dunque solo sulla terra, senza più fratelli, prossimi, amici, società, se non me stesso.

    (..)

    Tutto ciò che mi è esterno, mi è straniero ormai. Non ho più in questo mondo, né vicini, né simili, né fratelli. Sono sulla terra come se fossi caduto in un pianeta straniero, da quello in cui abitavo. Se pure riconosco qualcosa attorno a me, non sono che oggetti di afflizione e strazio per il mio cuore, e io non posso gettare lo sguardo su quello che mi tocca e che mi circonda, senza trovarvi sempre qualche soggetto di sdegno che mi indigna, o di dolore che mi affligge. Allontaniamo dunque dal mio spirito tutti quei penosi oggetti, di cui mi occuperei con tanta sofferenza e invano.[..] Consacro i miei ultimi giorni a studiare me stesso e a preparare in anticipo il conto che non tarderò a rendere di me stesso. Abbandoniamoci completamente alla dolcezza di conversare con la mia anima, dal momento che è la sola che gli uomini non possono osteggiarmi. Se a forza di riflettere sulle mie disposizioni interiori, giungo a farne un ordine migliore, e a correggere il male che possa ancora trovarvi, le mie meditazioni non saranno del tutto inutili, e benché non sia io più buono a niente sulla terra, non avrò...

  • Autore: Carlotta Susca
    Lun, 06/12/2010 - 12:08

    Meno letteratura, per favore

    La critica letteraria di Filippo La Porta: mah.

     

    Per non innescare un loop di rimandi testuali che allontanino l’attenzione dalla ricerca del (di uno dei) sensi della letteratura, eviterò di recensire un libro di critica letteraria. Ciò che interessa sono i Libri, fondamenta del tempio della letteratura – e delle sue dépendance. La critica letteraria rinsalda, aggiunge puntelli, mette in luce i sottani o eleva al rango di saloni le stanzette inutili, gli errori di progettazione. Oppure battezza per canonica una planimetria, scartando le altre.

    La critica della critica sarebbe una spruzzata di dorato sui pomelli delle porte.

    Ecco perché, anche se ho avuto fra le mani Meno letteratura, per favore! di Filippo La Porta (Bollati Boringhieri), anche se l’ho letto per intero – pratica, questa, che, garantisce l’autore, è in disuso e comunque inutile: basta un assaggio dei testi per capirne la bontà (bah) – comunque non lo recensirò.

    Anche perché ne direi solo che non mi ha saziata, che mi ha fatto venir voglia di chiedere maggiori spiegazioni, ...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.