I 20 consigli di scrittura di Stephen King

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"Il maestro delle ombre", l'inquietante Roma al buio di Donato Carrisi

Come migliorare la tua scrittura – 7 consigli utili

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 10/06/2009 - 09:58

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Mi sono avvicinato alla scrittura per una strana situazione. Fino all’età di diciassette anni non avevo letto un libro, pur provenendo da una famiglia che coltivava da sempre il gusto per la lettura e possedeva più di cinquemila volumi in casa. Anzi, più i miei genitori mi invitavano a leggere, più reagivo con un no, per ripicca o per insofferenza. Sarei voluto diventare tipografo. È stato il terremoto del 1980 in Lucania e in Irpinia che ha cambiato la mia vita. Frequentavo l’ultimo anno del liceo, conducevo una vita tipica per un ragazzo che abitava sull’Appennino meridionale (amici, motorini, cinema…), ma il sisma ha modificato la rete dei rapporti. Le scuole furono chiuse per mesi, la gente partì, non sapevamo dove fossero parenti e conoscenti. Sarà stata la solitudine di quell’inverno, che fu particolarmente severo, sarà stata la paura di morire o lo scrupolo di essere scampato alla morta, ma io in quell’inverno di solitudine ho cominciato a capire che i libri potevano essere la mia compagnia, potevano riempire il vuoto che sentivo intorno a me. Il primo romanzo che ho letto fino in fondo e poi ho letto e riletto è stato Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi. Il romanzo di un forestiero che aveva compreso l’anima della mia terra meglio di chiunque altro.

    Se consideriamo come estremi l´istinto creativo e la razionalità...



  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 10/06/2009 - 09:48
    Esiste un nesso peculiare fra scelte stilistiche dell’autore e sviluppo delle unità narrative, se ci si pone l’obiettivo di fissare l’attenzione sui flussi vicendevolmente scambiati fra i due, che concerne, da un lato, una gestione attenta del ritmo – già avevo anticipato l’argomento qualche lezione fa -, e, dall’altro lato, un tentativo, seppure grossolano, di prevedere le reazioni del lettore. Uno scrittore che vigila su entrambi si dota di un’arma letteraria che potrebbe determinare la qualità d’insieme d’un romanzo.
    Come si impara ad armonizzarle? Cercherò in questi prossimi giorni di presentarvi alcuni spunti di riflessione che mi auguro possano tornarvi utili durante la scrittura.

    Intravista nel chiarore livido delle cinque e mezzo del mattino, Donnafugata...
  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 09/06/2009 - 08:48
    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.


    Alla scrittura professionale mi sono dedicato a partire dall'inizio degli
    anni 90, e la fortuna c'è entrata come c'entra sempre nelle cose umane. La
    fortuna c'entra non tanto nello scrivere, quando nel pubblicare. Io
    praticamente ho avuto una committenza editoriale fin dal primo libro, che
    era una specie di instant book. Poi il sogno è diventato in discesa.










    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?


    Non mi ricordo chi diceva che la scrittura è al dieci per cento ispirazione
    e al novanta per cento traspirazione. Cioè sudore, fatica, travaglio.
    Sottoscrivo in pieno.






    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’ispirazione? Ce ne parli.


    Scrivo anche io al mattino molto presto. Sono le ore più fertili, per me.
    Poi è un lento declino, e alla sera sono intellettualmente inservibile.
    Scrivo direttamente al pc, senza prendere appunti. E poi correggo un milione
    di volte.
    ...




  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 09/06/2009 - 08:30
    Buttarsi sull’ipotassi o sulla paratassi? In altre parole, l’equilibrio fra subordinazione e coordinazione delle frasi. La lezione di oggi verte su tale argomento che, in apparenza, appare banale, ma non lo è affatto.

    Un esempio di paratassi.

    “E lo berciava di aver sete, e le sue guance si incavavano con vigore sopra la cannuccia, e la macchina era una fornace”.
    [“Lolita” di Vladimir Nabokov]

    Uno di ipotassi.

    “La guardavo, dapprima con quello sguardo che non è che la voce degli occhi, ma alla finestra del quale s’affacciano tutti i sensi, ansiosi e stupefatti, lo sguardo che vorrebbe toccare, catturare…”.
    [“La strada di Swann” di Marcel Proust]

    Le conversazioni nelle quali siamo immersi ogni giorno spesso ci portano a coordinare le frasi,...
  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 08/06/2009 - 10:39

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Appartengo al partito di quelli che non credono al caso. Scrivo perché scrivere ha una funzione e io sono chiamato a questa funzione – come altri sono chiamati ad altre funzioni. Comprendere il come e il perché di questa funzione, ovviamente, è uno dei nodi più difficili della faccenda. Ho iniziato il primo romanzo a sette anni, lo lasciai incompiuto, prima o poi lo riprenderò. Riguardava un principe innamorato di una sirena impossibile, e amato a sua volta da un’altra ragazza. A sette anni mi interessavano gli amori impossibili e i triangoli. Il primo testo compiuto venne molto dopo, un racconto che scrissi a diciotto anni e che adesso non ho idea di che fine abbia fatto.

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    In scrittura, istinto e progetto sono la stessa cosa. Se non sono la stessa cosa, ho l’impressione voglia dire che non si è ancora scrittori veri.

    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’ispirazione? Ce ne parli.

    C’è un modello ideale di giornata che ha ritmi monacali, ci si sveglia all’alba e si va a correre al parco nella prima luce del giorno, si...









  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 08/06/2009 - 10:05
    La complessità d’un personaggio può essere rivelata grazie a un flusso di coscienza, il quale, se ne parlava sabato scorso, si distingue dal monologo interiore.
    Gli aspetti inconsci emergono nel flusso di coscienza privi di logicità, in maniera del tutto casuale, quasi a simbolizzare e a palesare la vera anima di un personaggio, i suoi lati più nascosti, i suoi drammi e le sue gioie.
    Ognuno possiede fantasmi interiori, il non rivelato o talvolta donato al mondo attraverso filtri, siano essi di natura razionale o modulati per abitudine istintiva.

    La consapevolezza nell’esprimere ciò che genera la propria mente può essere a tratti vigile o assente, un pulsare fra monologo interiore e flusso di coscienza, fra un tentativo di argomentare con concentrazione e un abbandonarsi al flusso, senza freni, senza logica.
    Se desiderate rappresentare il mondo interiore d’un personaggio attraverso i suoi pensieri non dimenticate di utilizzare le due tecniche in modo consapevole. Perché?
    Perché Michele, una persona con qualche problema di...





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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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