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Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 23/06/2009 - 10:25
    Una breve riflessione sull’originalità, indispensabile se volete colpire chi vi legge e soprattutto chi giudicherà il vostro romanzo, nel caso vi sia il desiderio di tentare una pubblicazione.
    Perdonate se oggi sembrerò un pochino metafisico o balzano nelle mie parole, mi auguro però di riuscire a trasmettervi il mio pensiero. Non posso esserne convinto interamente, ma ho il sospetto che sia così come andrò a dirvi.
    Possedere un’originalità nella scrittura concerne la vostra mente, in particolare, un approccio mentale. Un esempio concreto.
    Di fronte a una scelta difficile che vi coinvolge, qual è il vostro atteggiamento? Vi affidate al vostro istinto? Ne parlate con qualche persona cara prima di fare qualsiasi cosa? Fate una scelta davvero vostra o per diversi motivi accontentate sempre gli altri?.

    È un nodo nevralgico: vivere fra timori di deludere gli altri e costrizioni sedimentate nel tempo non aiuta l’originalità. E ciò si riversa con forza nella scrittura.
    Qualcuno potrebbe obiettare che proprio perché costretto in certe...





  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 22/06/2009 - 10:58
    Ieri ho partecipato all’ultimo evento del Piccolo Festival della Letteratura di Bassano del Grappa. Il tempo era minaccioso, ma per fortuna, grazie alla concessione delle fosche nuvole, abbiamo avuto il piacere di ascoltare Giorgio Vasta, autore de “Il tempo materiale”, edito da Minimum Fax.
    Desidero soffermarmi su alcuni punti, senza per questo pretendere di riportare con precisione il pensiero di Vasta, soltanto mie semplici interpretazioni ricordando le sue parole.

    Si è parlato del senso della complessità. Vasta sosteneva che per diversi motivi, oggi, molti vorrebbero essere fruitori di letteratura senza fatica, lontani dalle asperità, assorbendo con facili movimenti mentali, quasi immobili, anche a livello linguistico. Buffo...


  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 22/06/2009 - 09:24
  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 22/06/2009 - 09:03

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Ho iniziato da piccolo, ma non ricordo l’età esatta. All’inizio scrivevo trasposizioni, su carta, dei telefilm gialli che vedevo, poi con l’avanzare degli anni ho iniziato a usare la mia fantasia, e non quella di uno sceneggiatore televisivo.

    Se consideriamo come estremi l´istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Penso che la mia scrittura si ponga giusto al centro. Dopo che ho avuto l’ispirazione mi faccio trascinare dall’istinto creativo, se sia o meno un vero istinto creativo è un altro discorso, poi dopo aver completato la parte istintiva, limo e rivedo tutto in funzione della razionalità, in modo da rendere più fluido ed interessante il mio pensiero.

    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un´ispirazione? Ce ne parli.

    Io scrivo quando posso, non si tratta semplicemente di possibilità in termini di tempo, bisogna anche avere la testa e la concentrazione giusta, altrimenti ciò che scrivi difetta di passione e d'interesse. L’ispirazione mi può venire anche durante un corso universitario, ma quando scrivo, ho bisogno di stare nel più assoluto silenzio, altrimenti non riesco a scrivere più di...









  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 22/06/2009 - 08:47
    Una lezione che a molti apparirà banale, ahimè non lo è di sicuro per altri: la scelta dei tempi verbali.
    Questo è uno dei casi in cui conoscere i propri mezzi, e quindi i propri limiti, è indispensabile. È verosimile pensare che talune espressioni siano desuete, ciò non elude la questione: utilizzare un semplice imperfetto dell’indicativo non equivale, sempre dell’indicativo, a un trapassato remoto.

    Non è soltanto una questione grammaticale, anche di stile.

    Primo esempio:
    “Se lo amavo, forse oggi stavo meglio”.

    Secondo esempio:
    “Se lo avessi amato, forse oggi starei meglio”.

    C’è musica, c’è significato fra tempi diversi, c’è maggior precisione di ciò che si vuole dire. A proposito di precisione, sia per chi già conosce il testo sia per coloro che lo sentono per la prima volta, (ri)leggete le parole di Calvino sull’esattezza nelle sue celebri “Lezioni americane”: illuminante.

    So che siamo tutti più o meno abituati oramai alla lingua che si predilige nella televisione, lo sforzo è di pulirci...












  • Autore: Morgan Palmas
    Sab, 20/06/2009 - 11:30
    Il giudizio del narratore, altra questione importante. Accadono gli eventi e l’animo umano è spinto a giudicare.
    È necessario che vi sia anche nel vostro romanzo? Dipende, o meglio, dovreste deciderlo. Se lo fate consegnate al lettore una certa prospettiva, se non lo fate lasciate maggiore possibilità d’interpretazione a chi legge.
    Sono, com’è ovvio, stili assai differenti.
    Il consiglio che mi sento di darvi è di scegliere o una tipologia o l’altra. Se le usate entrambe dovreste esserne consapevoli, qual è il motivo di utilizzarle insieme?
    Il punto di vista del narratore ha un significato particolare? Volete orientare il giudizio del lettore?

    La neutralità del narratore è, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un obiettivo più difficile da ottenere. Rifletteteci con calma.

    Parte della lezione più complessa (per i più preparati): potreste avere scelto più narratori, ecco, potrebbero avere ruoli del tutto diversi. Supponete che una parte del romanzo è rivelata con un narratore onnisciente e l’altra parte con un...







Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.