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Di Anna Fioravanti

Un mese di ottobre ricco in Gran Bretagna

Ottobre è stato un mese ricco di eventi per l’editoria britannica: dalla fiera del Libro di Francoforte, che gli addetti ai lavori preparano con attenzione, all’assegnazione dell’ambito Man Booker Prize (12 Ottobre). Quest’anno i sei finalisti erano: Peter Carey, Emma Donoghue, Damon Galgut, Howard Jacobson, Andrea Levy e Tom McCarthy, autori che in Italia sono meno conosciuti di quello che dovrebbero. Il vincitore 2010, Howard Jacobson, ha guadagnato £50.000, una ristampa molto corposa del suo romanzo… e tanta gloria.

Se per questo autore il mese è stato particolarmente positivo, per un altro la situazione è decisamente diversa. Continua infatti la polemica, iniziata da Rohinton Mistry ed ora appoggiata dalla casa editrice Faber, contro l’università Indiana di Mumbai che ha deciso di far scomparire Such a Long Journey (Un così lungo viaggio) dal suo piano di studi. Il romanzo, pubblicato da Faber nel 1990, un best-seller come tutti quelli dell’autore, è entrato nella lista nera dell’Università dopo le proteste di un gruppo di studenti politicizzati [ometto di citare il partito perché credo questa scelta sia assolutamente scorretta, e lo sarebbe anche se a supportarla fosse chiunque altro] per le allusioni (indicazione di eventi e persone, sentimenti ecc.) presenti nel romanzo.

Non voglio fare, con voi, discorsi “politici”, ma, da lettrice ed amante di questo meraviglioso scrittore, credo sia importante ora più che mai leggerlo, acquistarlo, ristamparlo, regalarlo.

Altra notizia che ha suscitato l’interesse britannico è la scelta del Parlamento francese di ridurre l’IVA sugli e-book. Una decisione attuata attraverso emendamento al Bilancio Preventivo. La tassa, che era del 19.6% è ora del 5.5%: una scelta importante e coraggiosa che mi auguro venga ripetuta anche in Italia.

Ma questa non è l’unica notizia interessante che riguarda il mondo degli e-books. Infatti, Steve Leveen, cofondatore di una società che si occupa di lettori forti (per esempio, vende prodotti legati agli e-book) ha recentemente scritto un articolo nel quale parla di e-book e sfodera la sua ars poetica facendo spesso riferimento ad un libro scritto cinque anni fa, The Little Guide to your well-read life (una breve guida per una vita “ben-letta” [well-read è un gioco di parole: letta bene ma anche piena di buone letture]), un’opera che, sono sicura, potrebbe suscitare un grandissimo interesse nei possessori di e-reader, se solo esistesse in formato e-book!

Spero inoltre di farvi sorridere parlandovi di una lettera arrivata, in rigoroso formato cartaceo, all’agente letterario che rappresenta J.K. Rowling, autrice di Harry Potter. A scriverla è stato un certo Christopher E. Meadows, del blog TeleRead.org (che si occupa di e-book) ed il motivo è semplice: è stufo di aspettare che la Rowling autorizzi la pubblicazione della saga del famoso maghetto in formato elettronico [per chi non lo sapesse, l’autrice si è fino ad ora rifiutata di firmare il contratto per evitare eventuali problemi di copyright].
Insomma: “Caro vecchio formato cartaceo!”, è quello che sembra dire la nota catena di negozi WH Smith, ottimista riguardo alle vendite natalizie poiché il bilancio di settembre si è chiuso in positivo, molto meglio di quello dell’anno scorso, guidato dai libri di Tony Blair, Stephen Fry e Nigella Lawson (una versione femminile di Gordon Ramsey, per quelli fra voi che seguono Hell’s Kitchen su Cielo).

Le ultime due notizie delle quali voglio parlarvi non riguarda strettamente il mondo dell’editoria digitale, ma quello dei classici. La casa editrice Random House ha commissionato a Caroline Alexander una nuova traduzione dell’Iliade di Omero che dovrebbe essere pubblicata nel 2014 mentre lo scrittore australiano David Malouf ha vinto il Criticos Prize (per Ransom), premio assegnato ad opere scritte in lingua inglese ma che trattino di mondo o/e cultura greca.

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Commenti

ciao anna, bel blog! Finalmente ti vedo su internet!

Matteo Girardi

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