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“Un'inquietante simmetria” di Audrey Niffenegger

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Di Elena Romanello

Un'inquietante simmetria, Audrey Niffenegger, Mondadori, traduzione di Delfina Vezzoli

Dopo aver raccontato un amore oltre il tempo e lo spazio ne La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, Audrey Niffenegger presenta nella sua nuova fatica, Un'inquietante simmetria (il cui titolo è preso da un verso di William Blake, poeta preromantico inglese molto interessato all'occulto e riscoperto negli ultimi decenni) una nuova storia tra paranormale e sentimenti, esaminando le sfumature dell'animo umano e tutti i tipi di rapporti, da quello d'amore a quello tra genitori e figli a quello tra fratelli e sorelle, soprattutto tra gemelli.

Dopo la morte prematura della zia londinese Elsbeth, sorella gemella della mamma e da loro mai conosciuta, le due sorelle gemelle Julia e Valentina, due adolescenti inattive e asociali cresciute a Chicago, si trasferiscono nella casa a due passi dal vittoriano cimitero di Highgate che la zia ha lasciato loro in eredità con una serie di clausole. Qui conosceranno Robert, il giovane amante della zia che ancora la sente e la cerca e che si occupa di fare lavori di studio sul cimitero, e Martin, vicino di casa sociofobico che per le sue manìe ha perso l'adorata moglie olandese Marjike, e verranno avvolte sempre più da un'atmosfera inquietante, sulla quale continua a vegliare Elsbeth, che ha portato con sé nella tomba alcuni segreti non di poco peso ma che è rimasta attaccata al mondo reale, nel quale vorrebbe in qualche modo poter tornare.

Un'inquietante simmetria parte molto bene, presentando una galleria di personaggi che si fanno amare e apprezzare nel corso della storia, leggermente folli ma mai fastidiosi e mai macchiette: poi forse si perde un po' per strada tra misteri svelati, scambi di personalità e apparizioni spettrali, ma resta comunque un romanzo interessante sotto diversi punti di vista, se non altro per il suo indagare sui rapporti umani e sulla loro immanenza dopo la morte, e sul dare una lettura tra il vittoriano e il moderno delle storie di fantasmi, senza mai cadere nello splatter ma mantenendo un'ottima suspense, citando a tratti Dickens ed Edith Wharton senza plagiare e sapendo costruire una storia antica di fantasmi ma con atmosfere contemporanee.

La storia comunque avvince, fino ad un finale inquietante ma liberatorio allo stesso tempo, e ha un grosso protagonista oltre ad Elsbeth e ai suoi misteri, a Julia e Valentina e alle loro fobìe, a Robert e a Martin con le loro vite sospese: il cimitero vittoriano di Highgate, recentemente ristrutturato, che ospita personaggi illustri come la musa dei preraffaelliti Elizabeth Siddal e Carlo Marx, un tempo meta di satanisti e di sbandati, teatro di inquietanti storie di apparizioni spettrali e oggi molto amato dai visitatori di Londra in cerca di un angolo di storia diverso dalle solite mete turistiche ma nel quale si riflette comunque un'epoca e tante storie di vita e di morte.
Highgate, oggetto degli studi di Robert e interlocutore fuori dalle finestre della casa di Elsbeth, è il vero protagonista di una vicenda neogotica ed intrigante, non rivolta (finalmente) solo ad un pubblico di adolescenti, ma piacevole da leggere ad ogni età, per riflettere sulla vita, la morte e i suoi misteri. Il margine tra la vita e la morte diventa sottile vicino al cimitero di Highgate, tra presenze dell'aldilà e vivi, ma alla fine ci sarà chi saprà scegliere comunque la vita, pur sapendo che la morte è ineluttabile.
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