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Riflessioni d’autori: l’abito della nostra personalità

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Di Rudi Perpignano

Isabel Allende e la scrittura

Disquisire di letteratura o scrittura spesso si avvicina al filosofeggiare. Perché si tratta di questioni intime, di argomenti che toccano l’anima, di temi (come per ogni altra forma d’arte) che procedono fra la magia e la realtà, tra corpo e spirito, che sono pregni di riflessioni sul senso di molte cose, addirittura delle eterne domande: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo? ecc.

Per questo mi fa piacere condividere con voi, nel tempo, alcune riflessioni che autori affermati hanno fatto nel corso della storia. Tutto ciò per capire se ci possa essere qualcosa di affine, qualcosa che possa stimolarci o darci anche delle risposte sul nostro personale e soggettivo senso della scrittura, della letteratura, del bisogno intrinseco di riempire spazi bianchi di sillabe, parole, frasi, racconti, storie che prendono vita alimentando la nostra esistenza, nella speranza che siano lette dal maggior numero possibile di persone.

Partiamo da un paio di riflessioni dell’autrice Isabel Allende, scrittrice che personalmente stimo molto e che ha rilasciato queste dichiarazioni:

“Scrivere mi consente di rimanere integra e di non perdere pezzi lungo il cammino.”

E ancora:

“La scrittura per me è un tentativo disperato di preservare la memoria. I ricordi, nel tempo, strappano dentro di noi l’abito della nostra personalità, e rischiamo di rimanere laceri, scoperti.”

Mi colpisce molto l’idea del “rimanere integra” come se la scrittura fosse un modo per riuscire a mettere in comunicazione i vari meandri, cunicoli, particelle di un essere umano, per mantenerli uniti, per comprenderli e farli vibrare nel giusto verso come in un percorso curativo che permetta di avvicinare il più possibile un senso di serenità.
Il termine “integro” mi interessa anche dandogli un’accezione legata ai propri valori, nel senso che lo scrivere permette di ripetere, rispolverare, rafforzare, giorno per giorno, parola per parola, quelli che sono i propri ideali, la propria visuale del mondo e ciò permette di mantenere una linea etica che poi si rispecchia anche negli scritti.

E il tutto è molto legato alla seconda dichiarazione e all’eterna rincorsa alla memoria da parte di tutti gli scrittori. Come se ogni pagina, ogni parola fosse sempre una seduta da uno psicoterapeuta in cui si cerca di far riaffiorare ricordi, passati o recenti, in maniera da dipanare le cose più inconsce, in modo da non perdere nulla di quello che è la nostra esistenza o di tutto quello che ci circonda. Proprio per non “rimanere laceri, scoperti”. Per fare in modo che non si strappi dentro di noi “l’abito della nostra personalità”. Rendere consapevole l’inconsapevole e valorizzare ogni senso si sia vissuto, anche quelli apparentemente insignificanti.

Forse l’abito della nostra personalità è ciò che crea uno stile individuale, una forma di scrittura unica, un carattere anche a ciò che ciascuno di noi mette in parole scritte.
E quindi il “tentativo disperato di preservare la memoria” in fondo è un percorso salvifico e di crescita riconoscendo il giusto valore di equilibrio al passato nella nostra vita quotidiana.
E di conseguenza (e nel caso dell’Allende calza a pennello) può essere una memoria individuale che sfocia in una memoria collettiva che da una forza più generale alla scrittura stessa. E purtroppo, al giorno d’oggi, la memoria collettiva sembra sempre più dimenticata, cancellata, deturpata, come se fosse possibile un’arrogante e misera propulsione esclusivamente ad un futuro che per realizzarsi non ha bisogno di basi salde e coltivate.

Spero invece che ogni singolo abito della nostra personalità possa essere salvaguardato e valorizzato in modo da recuperare, a livello singolo o di massa, quella necessaria integrità che mi auguro si possa manifestare anche attraverso le parole e la scrittura.

Buona memoria a tutti.

Opere di Isabel Allende:
• 1983 - La casa degli spiriti (La casa de los espíritus), Feltrinelli (ISBN 880781000X)
• 1984 - D'amore e ombra (De amor y de sombra), Feltrinelli (ISBN 8807810212)
• 1987 - Eva Luna, Feltrinelli (ISBN 8807013576)
• 1990 - Eva Luna racconta (Cuentos de Eva Luna), Feltrinelli (ISBN 8807812061)
• 1992 - Il piano infinito (El plan infinto), Feltrinelli (ISBN 8807813319)
• 1995 - Paula, Feltrinelli (ISBN 8807814323)
• 1998 - Afrodita, Feltrinelli (ISBN 8807815915)
• 1999 - La figlia della fortuna (Hija de la fortuna), Feltrinelli (ISBN 8807015625)
• 2001 - Ritratto in seppia (Retrato en sepia), Feltrinelli (ISBN 8807817462)
• 2002 - La città delle bestie (La ciudad de las bestias), Feltrinelli (ISBN 8807818957)
• 2003 - Il mio paese inventato (Mi paìs inventado), Feltrinelli (ISBN 880781806X)
• 2003 - Il regno del drago d'oro (El reino del dragón de oro), Feltrinelli (ISBN 8807818965)
• 2004 - La foresta dei pigmei (El Bosque de los Pigmeos), Feltrinelli (ISBN 8807818973)
• 2005 - Zorro. L'inizio della leggenda (El zorro), Feltrinelli (ISBN 8807421119)
• 2006 - Inés dell'anima mia (Inés del alma mia), Feltrinelli (ISBN 8807017113)
• 2008 - La somma dei giorni (La suma de los dìas), Feltrinelli (ISBN 9788807017421)
• 2009 - L'isola sotto il mare (La isla bajo el mar), Feltrinelli (ISBN 8807017954, ISBN 9788807017957)

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