Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

“Ma quale amore” di Valeria Parrella

Sul+Romanzo_%E2%80%9CMa+quale+amore%E2%8

Di Chiara Dell'Acqua

“Ma quale amore” di Valeria Parrella (Rizzoli)

«È stato un errore, una pazzia, scegliere di scrivere un libro per amore, e adesso mi tocca mettercelo tutto questo amore dentro. Così quello che state per leggere, miei veri compagni di avventura, è un libro di viaggio e di amore. E perdonatemi se sembrano la stessa cosa».
Inizia così il nuovo romanzo di Valeria Parrella, Ma quale amore (Rizzoli, pagg. 122), con un volo intercontinentale Napoli-Buenos Aires, perché la protagonista, una scrittrice, è riuscita a farsi finanziare dall’Editore il viaggio su cui scriverà un romanzo. La verità, però, è l’urgenza di partire accompagnata dall’uomo che ama, Michele, per provare a recuperare, al di là dell’Oceano, una storia ormai al capolinea, un amore iniziato esattamente a dieci anni dalla morte di Annamaria Ortese, che si trascina provocando una terribile solitudine, che in coppia fa ancora più male. Una sofferenza che il Lettore avverte subito, una sympatheia che lo rende partecipe: «Perché dall’esterno è facile, lo so, Lettore. Ma tu fammi compagnia ancora dentro il viaggio, non farti analista come Gatto, stai con me dentro questo dolore spacca-petto mentre lo chiamiamo».
Doppio è il filo temporaneo e spaziale di queste pagine: i giorni a Buenos Aires fanno da contraltare al ritorno a Napoli, alla consapevolezza che il viaggio non ha prodotto nulla di salvifico.

La scrittrice, sola in una stanza da letto bianca – unici compagni il Gatto e il pc – prova a scrivere in fretta, dietro le pressioni dell’Editore, il resoconto della trasferta argentina. Una scrittura che provoca dolore – maledette pagine – come le fotografie, «l’ossario di quei giorni», strappate come se si potesse cancellare il ricordo, ma che raccontano una città meravigliosa.

Buenos Aires è prima di ogni cosa Borges. Il viaggio parte proprio da Palermo vecchia – che ha il fascino di certi quartieri di Napoli – dove Borges è nato e ha vissuto fino a nove anni in via Serrano 2135, tra l’ombra dei patii, che lo scrittore tanto amava. E ancora l’elegante quartiere della Recoleta, L’Ateneo, una libreria unica al mondo perché ha la forma di un teatro ma, invece delle poltrone, contiene libri; Puerto Madero, con la pampa e l’estuario del Rio de la Plata; San Telmo, i bar del tango e ballerini che danzano «in uno spazio ridottissimo, scansando tavoli scrostati, camerieri e turisti, e sempre sulle stesse cinque o sei mattonelle, disegnano l’amore, la guerra, il sesso»; infine La Boca, il primo quartiere portuale, dove arrivarono i genovesi, con lo stadio della Bombonera e la statua di Maradona, moderno dio.
Senza dimenticare i sapori: «Questo posto è proprio il paradiso del palato». E così jamón crudo, carne tenera come burro, «un bifo alto come il Meridiano Mondadori di Borges», l’ebbrezza del mate, che «sa di liquirizia e fa l’effetto di un caffè».

Ma la scrittura è catarsi, e solo dopo aver strappato l’ultima fotografia e scritto delle ultime ore a Buenos Aires, – memorabile la scena della processione delle madres il giovedì alle tre a Plaza de Mayo – la nostra protagonista troverà la forza di affrontare l’uomo che tanto ha amato: «guardarlo non mi faceva niente, si erano alzate trecento notti come trecento pareti tra di noi, e adesso dal mare, con un’ennesima magia, doveva parlarmi». Sono i versi straordinari di Congedo di Borges che, come ali, vengono in aiuto.
Perché «il viaggio non ha nulla a che fare con la geografia» e il Lettore immagina che, probabilmente, con la stilografica color salvia, oggetto magico che compare nelle ultime pagine, nuovi mondi si scopriranno.
Nessun voto finora

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.