In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

14 scrittori famosi e le loro ultime parole

Intervista a Francesca Barra

Sul+Romanzo_Francesca+Barra.jpg

Di Morgan Palmas

Un incontro con Francesca Barra

Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinata alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

Scrivere non è mai un caso fortuito. È allenamento, è cura della parola. Scrivo da quando ho 5 anni racconti. Sognavo di diventare come Jo di piccole donne, la scrittrice. Avevo una macchina da scrivere lettera 22. Mi mettevo in un angolo della casa, nel “torrino” e il mio primo romanzo prodotto in quel modo fu: il desiderio di Lorin. Ricordo il pianto a dirotto per il finale tanto che tutti mi dicevano: allora cambialo. Ma io rispondevo: se ha fatto piangere me vuol dire che funziona.

Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

Istinto creativo che si applica con cura per lo stile, i dettagli, la forma.

Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’ispirazione? Ce ne parli.

Scrivo ovunque e quando posso. Non ho orari o momenti particolari. Mi basta una carta e una matita, un registratore o una tastiera…

Di che cosa non può fare a meno mentre si accinge alla scrittura? Ha qualche curiosità o aneddoto da raccontarci a riguardo?

Non ho superstizioni, credo solo al potere degli oggetti come fossero talismani. Ma la scrittura non appartiene a nessun rituale particolare, se non ad una buona dose di concentrazione. La mia vita è frenetica, non potrei mai avere la libertà di sedermi ad un tavolo senza essere distratta. Per molti il lavoro “da casa” non è lavoro. Scrivere è un passatempo. È dura far comprendere di avere bisogno di spazi. Non scrivo con troppa luce. Preferisco le ore della notte, questo sì. E mi ispirano mansarde, soffitte o spazi aperti come loft. Non mi isolo per farlo.

Wilde si inchinò di fronte alla tomba di Keats a Roma, Marinetti desiderava “sputare” sull’altare dell’arte, qual è il suo rapporto con i grandi scrittori del passato? È cambiata nel tempo tale relazione?

Sono fonti di ispirazione. Leggere è il primo presupposto per scoprire di essere portato, di amare la scrittura. Non sono un intellettuale, odio questa definizione e non ho bisogno di sentirmi “contro” per appartenere ad una élite.

L’avvento delle nuove tecnologie ha mutato i vecchi schemi di confronto fra centro e periferia, nonostante ciò esistono ancora luoghi italiani dove la letteratura e gli scrittori si concentrano? Un tempo c’erano Firenze o Venezia, Roma o Torino, qual è la sua idea in merito?

Sempre più scrittori emigrano in luoghi isolati, tranquilli a scrivere, per poi ritornare nei grandi centri per partecipare a incontri, salotti… è inevitabile e discutibile e per fortuna non per tutti è così.

Scrivere le ha migliorato o peggiorato il percorso di vita? In altre parole, crede che la letteratura le abbia fornito strumenti migliori per portare in atto i suoi desideri?

Scrivere non può peggiorare la vita, sempre che il tuo strumento non abbia limitato la tua o la libertà di chi ti circonda. Scrivere è un atto onesto e come tale, se non tradisce la tua natura, non può non seguire il suo naturale sviluppo e corso.
Scrivere è un atto d’amore verso sé e verso il destinatario. A cui si pensa. Sempre. O meglio si dovrebbe, come se scegliessi di raccontare la tua storia ad un caro amico.
Scrivere è una ambizione. Far arrivare il tuo pensiero, magari cambiare qualche posizione, far viaggiare con la mente, sognare…
Scrivere è magia.

La ringrazio e buona scrittura. 


Per maggiori informazioni su Francesca Barra:
Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

magari la prossima volta potreste intervistare una scrittrice, e non dico una "scrittrice vera", bensì una scrittrice e basta

Domando. Chi pone i confini fra le arti?

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.