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Da Paperino al pdf - su Giampaolo Barosso e la "lingua lussuosa"

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 Di Michele Ruele

Giampaolo Barosso (1937 - ) ha sceneggiato le storie di “Topolino” dall’inizio degli anni Sessanta alla metà degli anni Settanta.
Tra il surreale e l’anarchico, quelle con le battute più sorprendenti. Sono storie che sanno di tempo, oggi che invece anche il fumetto Disney si gioca nel presente immediato.
In collaborazione con il fratello Abramo, è il modellatore di molto immaginario di una generazione di lettori di Topolino: quindici anni di attività coprono l'infanzia di una popolazione numerosa, quella del baby boom degli anni Sessanta.
Una carriera come poeta visuale, anche; e poi il rifugio nella campagna umbra, in un posto che si chiama Vocabolo.
Nel 1977 ha pubblicato per Rizzoli un introvabile (editori, dove siete???) Dizionarietto (illustrato) della lingua italiana lussuosa con illustrazioni di Romano Farina e Angelo Sgarzerla.
Barosso, oltre che sceneggiatore di storie di Paperopoli e poeta visuale, è anche studioso di linguistica e cibernetica. Coltivatore di olivi e di civiltà, spirito anarchico dalle passioni civili forti, cultore della ragione e delle passioni.

Ecco alcune delle voci del Dizionarietto:
ABATINO s. Omarino. Scorfano. Nanerottolo. Giocatore di pallone che riunisca in sé le qualità d'esser brocchetto, ciucco, locco, bamba, micco, frillo e ciolla (G. Brera).
ABBALLINARE v. Levar le lenzuola e alzare e avvoltare le materasse per dar aria al letto. La massaia diligente abballina ogni mattina.
ACCILECCARE v. Far la cilecca. Burlare. Mamma! Pierluigi m'accilecca!
ACQUADERNATORE s. Operaio che acquaderna.
ACQUIDOCCIO s. Chiavica. Le acque del Golfo son tutte uno splendido acquidoccio (EPT, Napoli)
ADVERTISER v. Contaballe.
AGGANGHERARE v. Infilare i gangheretti nelle loro femminelle. Aggangherami, caro, infilami i gangheretti nelle loro femminelle.Cortigiana che s'agganghera, finito è lo spatusso (prov.).
AGGETTIVAZIONALE ag. Aggettivo in -ale (varietà -zionale). Di o della aggettivazione, da cui si è ricavato con procedimento trasformazionale di tipo suffissale. Questa abituale forma procedurale di generazione lessicale, la cui base operazionale può essere indifferentemente verbale, nominale e aggettivale, e che opera esplicandosi a livello postradicale, nominale e aggettivale, esemplifica sul piano verbale l'attuale tendenza socioculturale ad assumere come normale qualsiasi evento processuale di carattere schiettamente demenziale.
AGGOLPACCHIARE v. Far piccoli golpe.
AGNO s. Enfiagione dell'inguine. Tagliarsi l'agno, prendere una risoluzione violenta. Alle 18.30 il principe Borghese guardò negli occhi gli altri congiurati e disse: -Tagliamoci l'agno. Aggolpacchiamo (Gen. Gian. Maletti).
ALBOROTTO s. Scompiglio. Agitazione. I dimostranti presero a fare un fastidiosissimo alborotto: fu perciò che le truppe li esortarono alla calma (Gen. Fior. Bava-Beccaris).
ALLARDATO ag. Unto e bisunto, da fare schifo.
ALMEA s. Danzatrice le cui danze lascive sono accompagnate con canti e altro. Sono esausto: iersera accompagnai l'almea in albergo con canti e altro (G. D'Annunzio).
AMANZA s. Oggetto dell'amore. Donna amata. Io l'amo, quell'amanza.
AMATITA s. Matita. Il disegno fatelo a amatita, o fanciulli.
AMOSTANTE s. Governatore arabo. Che mi frega, ditelo all'amostante (Th. Ed. Lawrence).
AMUSICO ag. Che ha mancanza di senso per le arti. No, quello non è un Duchamp, è il gabinetto. Che lei sia un po' amusico? (Gil. Dorfles).
ANAFRODISIA s. Disprezzo per le cose d'Afrodite. D'Afrodite le vesti, e le pellicce, / ed i gioielli, e le parrucche ricce, / ed ogni cosa orsù, buttate via! / Io son fremente d'anafrodisia! (V. Alfieri).
ANALISI s. Descrizione giusta, corretta, lucida, concreta di una situazione (solitamente della situazione in atto), effettuata da noi. Se è effettuata da voi, non è né giusta né corretta; non è nemmeno una analisi; è un discorso confuso, astratto, dettato da una logica opportunistica, sintomo di un processo involutivo, e favorisce oggettivamente la spinta reazionaria in atto.
ANOMALIA s. Irregolarità nei fenomeni grammaticali, fisici e spirituali. Nonna, che orecchie grosse che hai. E' una anomalia? (F.lli Grimm).
ANTIVENDEMMIATORE s. Chi sente o dimostra ostilità contro i vendemmiatori.

E' importante, insomma, avere a disposizioni espressioni come "acirologia", "rivolgere un'anacenosi", "cazzabagliore", "funzione manageriale", "farsi un'embrocca", "portare avanti un certo discorso", "ciuciare l'esodiario", "aprire un ampio e approfondito dibattito, "ornarsi di gagate", "gap generazionale"... "al limite"... "nella misura in in cui"... "praticamente"... "slacciarsi l'usoliere".
Leggere Barosso è uno spasso, una festa dell’intelligenza: e anche i suoi testi degli Settanta e Ottanta sono validissimi ancora oggi.

In libreria i suoi libri non ci sono.
Ma si leggono.
Eccome.
L’homepage è di una semplicità sconcertante, bellissima. Annuncia:
Nella sezione principale del sito sono esposti, in immagine di copertina, alcuni tra i testi di cui mi viene sovente fatta richiesta da amici e amici di amici. Con mezzi tradizionali non ero mai riuscito a soddisfare, se non in minima parte, quella richiesta. Per risolvere il problema ho quindi pensato di servirmi di un sito Internet (questo), in cui mettere i testi a disposizione di chiunque desideri prenderne visione.
I testi possono essere sia letti on line sia copiati nel proprio computer per essere letti off line.
Ci si scarica i pdf e si leggono: godimento garantito.

Uno sostiene: è irripetibile il piacere di leggere i Topolini a dieci anni, con il panino alla marmellata in mano; devo dire e confessare che i pdf del sito di Barosso a me l’hanno ridato. E ho passato i quaranta.
Da dove cominciare?
AAA sono una serie di “quaderni” di annotazioni (linguistiche, di costume, di letteratura, di fatti personali) che metterei vicino alle pagine di note dei grandi irregolari: Leopardi, Carlo Dossi, Gadda. Con un sentimento fra Pavese, Zavattini e Bianciardi. Si leggono di filato oppure saltando di pagina in pagina.

L’altro testo formidabile è il Poema burocratico. Avventure e disavventure di un uomo che vuole diventare coltivatore di olive e si scontra con le raccomandazioni, gli enti lentissimi, la coldiretti, i sindacati, gli ispettori, le anagrafi dei comuni. Ecco l’incipit (un grande incipit):
Nel trentasettesimo anno della mia vita ne ebbi le tasche piene. Sentimento che esprimevo a me e talvolta ad altri con le note formule: "Non ne posso più" e "Non ce la faccio più".
Non ne potevo più di sostanza e forma dell'esistenza urbana che conducevo, dell'attività diciamo intellettuale in cui m'esercitavo con scarso profitto (in ogni senso).
Sognavo d'isolarmi in un luogo appartato. Appartato e bello.
Alcuni pochi risparmi e altre favorevoli circostanze mi consentirono di trasformare il sogno in realtà.


Questioni di stile: ecco la quarta di copertina del Dizionarietto:

Perché accontentarsi della lingua grigia e dimessa parlata dal popolino e nelle campagne? Essa potrà convenire alle necessità comunicative più basse, a farsi intendere dalle moltitudini. Ma quando la mente e i bisogni si elevano, occorre che la lingua si dilati, fiorisca, verdeggi, acquisti metallo robusto e ampiamente sonoro.
D'una lingua siffatta questo dizionarietto - 200 voci di rara eleganza e bellezza, 48 illustrazioni di straordinaria utilità per l'immagine concreta e immediata che offrono di referenti particolarmente complessi - intende presentare il panorama lessicologico. Con il che intende altresì venire incontro all'esigenza, profondamente sentita nella vita sociale di oggi, di esprimersi in modo comprensibile a pochi. Esso vi dà l'opportunità di arricchire il vostro patrimonio lessicale di termini esclusivi, che non tutti possono permettersi.
L'ampia messe di esempi, tolti in prevalenza dai migliori autori e dall'uso vivo delle persone colte (ricordiamo, tra i molti citati, i nomi di Don Bosco, Liala, Moravia, Santa Maria Bernarda Soubirous, Tanassi, il dottor Mengele, Arbasino, Mao, Maometto, Totò, Saragat e il maresciallo Badoglio), vi mette a disposizione un ricco repertorio di frasi da usare in mille occasioni: banchetti, funerali, assemblee, scadenze di lotta. L'impiego improvviso e disinvolto di espressioni come “acirologia”, “rivolgere un'anacenosi”, “cazzabagliore”, “funzione manageriale”, “farsi un'embrocca”, “portare avanti un certo discorso”, “ciuciare l'esordario”, vi consentirà di fare bella figura con amici, colleghi superiori e compagni.
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