In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

L'immaginario e la Mummia: mistero e avventura

Sul+Romanzo_mummia.jpg

di Paola Paoletti

Il mito della mummia e “Il Gioiello delle Sette Stelle” di Bram Stoker

Un sarcofago, delle antichissime bende funerarie, un papiro, una stele, dei geroglifici dell'antico Egitto suscitano da tempi immemorabili nel nostro immaginario fascino e mistero.

Ne parla Erodoto, mentre nel Medioevo e in parte fino al XVII secolo i farmacisti arabi ed europei utilizzavano parti di Mummia per guarire malattie, credendo che avessero proprietà taumaturgiche e benefiche.

Il rito e i procedimenti della mummificazione costituirono per gli Egizi gli elementi di una cerimonia religioso-funeraria solenne, che mirava a far diventare il defunto pari al dio Osiris.
Quindi nel profondo del nostro immaginario, al di là del semplice mistero, troviamo l'archetipo del sacro legato alla volontà di eguagliarsi al dio e quindi al desiderio dell'immortalità e al superamento della morte.

Quando nel 1903 fu pubblicato “Il Gioiello delle Sette Stelle” di Bram Stoker i racconti legati al mito della Mummia avevano già una lunga tradizione. E la struttura del romanzo di Stoker è la stessa di tutti gli altri che evocano questo mito. Infatti, vi troviamo l'avventura archeologica e la paura che la profanazione delle tombe e del sacro susciti la vendetta della mummia disturbata nel suo sonno. E anche ne “Il Gioiello delle Sette Stelle” ritroviamo i tre nuclei fondamentali di questo genere di narrativa: a) la violazione della tomba; b) la sepoltura del vivo; c) l'amore che va oltre la morte.

In questo romanzo di Bram Stoker la violazione della tomba e il conseguente risveglio della mummia sono preparati piano piano, portando il lettore lontano dal tempo del quotidiano.
Nelle pagine, tra le parole, il tempo si dilata e noi, avviluppati negli odori stagnanti, siamo portati per ampie stanze schiarite da luci soffuse e mai naturali, camminiamo tra oggetti immobili che producono ombre misteriose, tocchiamo reliquie imbalsamate dotate di arcani poteri, incrociamo occhi instancabili che osservano movimenti impercettibili, lavoriamo in esperimenti e in spedizioni che durano decenni.
Il romanzo ci porta in una dimensione del tempo dilatato che è il tempo della morte, ma è anche il tempo del sacro.

Quando, dopo aver sfidato la maledizione della Valle dei Maghi, il primo ricercatore, Van Huyn, si cala con le funi nella tomba della regina Tera, e ne incontra la mummia, si sofferma con gli occhi su un oggetto funerario e subito il suo sguardo diviene fisso e sente un fremito come di una paralisi. È come se l'oggetto, a sua volta, avesse guardato Van Huyn con gli occhi di Medusa. Egli ha incontrato l'aspetto terrificante del sacro: lo sguardo che pietrifica.
Quella di Van Huyn è la nostra esperienza del sacro: la consapevolezza irrazionale che il sacro è “altro” e va “oltre” la nostra dimensione quotidiana, pur restando esperienza del tutto umana e che anzi permette di fare esperienza di sé.

Nei romanzi legati al mito della mummia il secondo punto, la sepoltura del vivo, è sempre legata all'antica colpa della Mummia di aver infranto le leggi sacre e quindi di essersi meritata una mummificazione e una sepoltura eccezionali.
Nel romanzo di Stoker la regina Tera sfidò con grande colpevolezza, in quanto donna, il potere maschile della casta sacerdotale e quindi la sua tomba fu nascosta all'interno di una rupe e oscurata dall'eterna maledizione degli dei.
La sua mummificazione, pronta per il risveglio e per la rivalsa, ci condurrà la prossima volta dentro la sua avventura immaginosa, mostrandoci i simboli del sacro e del proibito che separano il mondo maschile da quello femminile.
Il tuo voto: Nessuno Media: 4.5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.