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Liberi di scrivere

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Quando è nato Liberidiscrivere e chi è il fondatore?
 
Diciamo che Liberidiscrivere nacque nel 2004. Allora era un sito e si chiamava Word::factory. Intervistavamo essenzialmente scrittori americani e inglesi, pubblicavamo racconti, mettevamo in comunicazione scrittori e traduttori e fornivamo servizi per l'editoria. Poi nel 2007 il sito ha chiuso e parte della redazione ha aperto il blog Liberidiscrivere su piattaforma Splinder in cui abbiamo iniziato ad intervistare anche autori italiani, oltre a recensire le novità che ci mandavano le case editrici. Tecnicamente il fondatore sarei io che sono anche l'unica superstite dell'antica redazione ma è più giusto dire che Liberidiscrivere è un blog cooperativo in cui tutti fanno la loro parte.
 
Quanti sono i redattori oggi, se si escludono i contributi occasionali?
 
Allora siamo in diversi innanzitutto parto da chi ha avuto più anzianità di servizio, c'è lo scrittore Lorenzo Mazzoni, Giulia Guida, lo scrittore Stefano di Marino, Nicoletta Scano, Elena Romanello, Maurizio Landini, Cristina Marra, il giornalista Giovanni Choukhadarian. Molti altri collaborano saltuariamente o hanno collaborato per un periodo e poi hanno preso altre strade. Comunque cerchiamo sempre nuovi collaboratori.
 
Da che cosa è scaturita l’idea del blog?
 
Il progetto iniziale prevedeva la creazione di un sito che si occupasse a 360° di scrittura, dalla fornitura di cancelleria alle interviste agli scrittori. Poi con il tempo abbiamo preferito semplificare il tutto e occuparci solo più di recensioni e interviste.
 
Quali sono gli obiettivi?
 
Essenzialmente il nostro obiettivo principale è costituire un canale preferenziale che avvicini scrittori e lettori. Lo so è un obiettivo che può suonare pretenzioso e considerato che siamo in molti animati dalla stessa passione è anche un po' difficile da raggiungere.
 
Crede che i blog letterari siano semplice condivisione culturale oppure possano anche avere altre funzioni?
 
Sicuramente la condivisione culturale è di primaria importanza comunque i blog letterari sono anche potenti canali di comunicazione, permettono una libertà espressiva ed un'agilità notevoli oltre a dare voce a tutti gli operatori del settore.
 
E pensa più a isole lontane fra loro o a contenitori che si integrano e si scrutano con piacere, stimolandosi a vicenda?
 
No, non penso siano isole lontane, anzi il contrario, conosco molti curatori di blog letterari e spesso ci scambiamo opinioni, consigli, c'è molto interscambio essendo tutti animati dalla stessa passione. Quasi ogni giorno faccio un salto per leggere le novità e anche se mi manca il tempo per partecipare più attivamente a molti dibattiti mi tengo al corrente delle nuove tendenze culturali.
 
Gli addetti ai lavori (case editrici, scrittori, agenti letterari, critici, ecc) si sono riversati in massa nei mondi virtuali, incluse le piazze dei social network, uno fra tutti Facebook, qual è la sua opinione in merito? La letteratura ha beneficiato di questa democratizzazione dei contenuti e delle comunicazioni?
 
Dunque, la larga diffusione che viene data a questi nuovi strumenti di comunicazione(blog, siti, social network) ha i suoi vantaggi e svantaggi. Da una parte social network quali Facebook hanno permesso ad editori, scrittori, critici e agenti letterari di entrare in contatto tra di loro, di scambiarsi informazioni in modo più rapido ed efficace, consentendo anche di creare un ponte tra lettori e scrittori, cosa prima molto più difficile. Facebook e i blog sono indubbiamente uno strumento utile per promuovere autori che spesso sfortunatamente non sono noti al grande pubblico, esordienti o meno. Le recensioni realizzate dai vari blog ci mettono nella condizione di conoscere autori nuovi. Sta poi al lettore interessarsene o meno. D'altra parte il social network deve essere usato con coscienza, senza abusarne. Operando per esempio una selezione accurata dei lavori da recensire e promuovere, facendo una critica costruttiva e aderente alla realtà. Cercando di capire che, nonostante i rapporti tra gli addetti al settore siano facilitati, c'è sempre una distanza tra editore, scrittore e lettore, che non va annullata. Perciò cultura libera, ma non democratizzata senza un giudizio critico.
 
Escluso il suo blog e Sul Romanzo, indipendentemente dalle idee e se non altro per una questione di possibile discutibile autoreferenzialità, qual è il blog letterario che segue con più interesse?
 
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Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.