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Intervista a Gordiano Lupi - editor de Il Foglio Letterario

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Di Francesco Giubilei

Gordiano Lupi e il Foglio Letterario

Con questa intervista si apre una nuova rubrica dedicata alla valorizzazione e alla scoperta di piccoli e medi editori di qualità che operano, pur tra mille difficoltà e qualche soddisfazione, nel panorama editoriale italiano. Cercherò di proporre editori che puntano su autori esordienti e che svolgono un’importante attività di scouting, ma anche case editrici che investono su autori stranieri. Che siano specializzati in saggistica, narrativa, letteratura di genere non importa, l’importante è che siano accomunati da un leit-motiv: la cura del catalogo.

Intervista a Gordiano Lupi:

Il Foglio letterario è nato inizialmente come una rivista letteraria e, solo successivamente, è diventata una casa editrice, vuoi spiegarci l’origine del nome e la genesi della casa editrice?

Il Foglio Letterario nasce dal nome di un'antica rivista italiana, ma il merito va ad Andrea Panerini, cofondatore insieme a me e a Maurizio Maggioni nel 1999. Abbiamo portato avanti la rivista per molti anni, cercando di valorizzare nuove voci narrative e poetiche, ispirandoci alla lezione di due grandi autori piombinesi: Aldo Zelli e Maribruna Toni. Nel 2003 ci siamo specializzati come casa editrice, spostando poco a poco il nostro baricentro verso la saggistica alternativa, senza dimenticare la scoperta di giovani narratori.

Sei uno dei massimi esperti di Cuba e letteratura cubana in Italia, il tuo interesse per l’isola centroamericana è evidente anche dalla collana di narrativa cubana contemporanea, ce ne vuoi parlare?

Non esageriamo. Sono soltanto un appassionato di cultura cubana che cerca di fare le cose in maniera professionale. Il mio interesse per Cuba nasce da un innamoramento avvenuto circa dodici anni fa con una realtà che prima conoscevo soltanto per sentito dire. Adesso mi sento mezzo cubano e lotto fianco a fianco con la parte migliore dei giovani per la libertà di una terra esausta dopo cinquant'anni di dittatura. La collana di narrativa cubana serve a dare voce agli autori che nella loro terra non vengono pubblicati e agli esiliati.

Altra collana molto interessante è quella cinematografica curata da Fabio Zanello nella quale avete pubblicato critiche di registi non ancora sufficientemente studiati in Italia, ma anche opere dedicate a registi conosciuti al grande pubblico (mi viene in mente il primo titolo su Mel Gibson), qual è il criterio di scelta per pubblicare un saggio in questa collana?

Fabio Zanello ha carta bianca. Decide lui su tutto, anche perché è un grande esperto di cinema asiatico (che io ignoro) e vedo che per adesso le sue scelte sono state ripagate dall'interesse del pubblico. Io sono un amante del cinema italiano e ogni tanto dedichiamo una monografia a icone della mia generazione come Lucio Fulci e Edwige Fenech. L'idea è quella di andare a colmare i vuoti, pubblicando monografie e saggi su materie non coperte dalla grande editoria.

Il Foglio ha avuto grande interesse, fin dalle sue origini, per la poesia, quale sono gli autori in catalogo che meritano di essere ricordati? Ci parli anche della nuova collana Plaquette?

Citerei Peter Russell - che ho avuto l'onore di conoscere e di ospitare a Piombino, anche se dopo la morte pare dimenticato - ma anche William Navarrete, Patrizia Garofalo, Giulio Maffii (direttore della plaquette e della collana), Luca Frudà, Gianfranco Franchi, Piero Gaffuri... ma faccio un torto ad altri, perché la nostra collana di poesia è di qualità. La collana Plaquette permette di fare un libro di poesie di quasi 100 pagine che costa al pubblico soltanto 6 euro. Non è poco!

La distribuzione è sicuramente un tasto dolente per la piccola e media editoria, Il Foglio di recente è riuscito ad essere distribuito da Nda, un distributore che permette l’accesso dei libri della casa editrice nella grande distribuzione, come siete riusciti ad arrivare a Nda?

Nda ci ha cercati perché riteneva alcuni nostri titoli vendibili. In passato aveva rifiutato di distribuirci perché facevamo troppa narrativa. Il libro che ha stuzzicato l'interesse di Nda è stato “Il corpo dei Settanta” di Stefano Loparco, dedicato a Edwige Fenech, ma anche “Guida alla musica Dark” di Ivano Galletta è un titolo che hanno voluto. In ogni caso non mi lamento della nostra distribuzione. Abbiamo sempre parlato chiaro con autori e lettori. Siamo piccoli...

La tua casa editrice è da sempre attenta alle fiere di settore che sono sicuramente uno strumento importante per avere una buona visibilità e per far conoscere il nome della casa editrice, a quali fiere partecipate? Quali sono le più ricettive?

Partecipiamo a fiere come Pisa, Imperia, Modena e ad altri eventi minori che si svolgono nella penisola. Credo che un piccolo editore si debba muovere per incontrare il pubblico. Ritengo inutile partecipare alla Fiera del libro di Torino, vetrina di grandi editori dove finiamo per scomparire.

Per un piccolo editore riuscire a vendere narrativa, a meno che non si pubblichi il libro di un autore noto, è più difficile rispetto alla saggistica, nonostante ciò in questi anni hai sempre pubblicato libri di narrativa, quali sono le caratteristiche affinché un libro di narrativa sia venduto e conosciuto? Quanto incide il ruolo dell’autore?

Il ruolo dell'autore incide per un buon 80 per cento. Come sai sono sincero e non mi va di raccontare balle. Questo per la narrativa. Non è così per la saggistica alternativa, per il cinema, per i saggi sul fumetto. E poi cosa intendi per autori noti? Gli autori davvero noti non pubblicano con noi... La narrativa si vende costruendo il caso editoriale e può farlo solo il grande editore. Tu pensa se avessi pubblicato “Acciaio” di Silvia Avallone, grande romanzo ambientato a Piombino. Forse avrei venduto 500 copie in città... In ogni caso mi vanto di aver ceduto da pochi giorni Lorenza Ghinelli a Newton & Compton, ma in passato ho avuto un autore finalista allo Strega che adesso è in scuderia Bompiani (non lo cito, però), Gianfranco Franchi è entrato in Castelvecchi, Sacha Naspini con Elliott, Marco Ballestracci con Instar Libri.

Cosa ne pensi dell’e-book?

Tutto il male possibile. Mi piacciono gli audiolibri, invece, ma da fruitore... pensa che ho ascoltato un Grisham! (Il professionista) Chi avrebbe mai perso tempo a leggere Grisham? E invece non era male.

Progetti per il futuro? Prossime uscite?

Troppi per le mie forze. In ogni caso ne faremo... Ho in uscita un'antologia di racconti a tema Mondiali di calcio, un librettino conoscitivo sulla blogger cubana Yoani Sanchez e qualche antologia horror!


Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007) e Adiós Fidel – all’Avana senza un cazzo da fare (A.Car, 2008). I suoi lavori più recenti sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Cannibal – il cinema selvaggio di Ruggero Deodato (Profondo Rosso, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura (Stampa Alternativa, 2004 - due edizioni in un anno), Orrore, erotismo e pornografia secondo Joe D’Amato (Profondo Rosso, 2004), Tomas Milian, il trucido e lo sbirro (Profondo Rosso, 2004), Serial Killer italiani (Editoriale Olimpia, 2005), Nemici miei (Stampa Alternativa, 2005), Le dive nude - Il cinema di Gloria Guida e di Edwige Fenech (Profondo Rosso, 2006), Il cittadino si ribella: il cinema di Enzo G. Castellari - in collaborazione con Fabio Zanello - (Profondo Rosso, 2006), Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci (Il Foglio, 2006), Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni Settanta (Profondo Rosso, 2007), Coppie diaboliche - dal delitto di Marostica al giallo di Omegna - 34 casi di «crimine a due» 1902-2006 (in collaborazione con Sabina Marchesi - Editoriale Olimpia, 2008), Dracula e i vampiri (in collaborazione con Maurizio Maggioni - Profondo Rosso, 2008), Avana killing (Sered, 2008 – in edicola), Mi Cuba (Mediane, 2008) Delitti in cerca d’autore (I.D.I., 2008 – in edicola), Fernando di Leo e il suo cinema nero e perverso (Profondo Rosso, 2009) e Federico Fellini. A cinema greatmaster (Mediane - edizione italiana e inglese).

Ha curato e tradotto Cuba Libre – Vivere e scrivere all’Avana (Rizzoli, 2009), il primo libro italiano di Yoani Sánchez.

Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come Cominciamo bene le storie di Corrado Augias (libro Serial killer italiani), Uno Mattina di Luca Giurato (libro Serial killer italiani), Odeon TV (trasmissione sui Serial killer italiani) e La Commedia all’italiana su Rete Quattro (dove ha parlato di Gloria Guida e di commedia sexy). È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia e Svizzera per i suoi libri e per commenti sulla cultura cubana. I suoi libri sono stati oggetto di numerose recensioni e segnalazioni che si possono leggere al sito www.infol.it/lupi

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