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Il lume dell'aspirante scrittore - Lettera di presentazione all'editore

Di Annalisa Castronovo

La lettera di presentazione


Supponiamo che oggi vi sentiate pronti. Il vostro manoscritto è ultimato. State pensando che abbiamo saltato qualche passaggio dall'ultimo articolo su registri linguistici e gergo? Be', il fatto è che lo scopo di questa rubrica non è mai stato quello di insegnare a costruire un romanzo, questo lo lascio fare a chi ne sa abbastanza sull'argomento. A chi gestisce il presente blog, ad esempio. Stavolta passiamo alla fase successiva. A quando si prende il coraggio a due mani e si decide di affrontare il giudizio di chi legge le opere altrui e di chi per mestiere ha la responsabilità di valutare la bontà del vostro lavoro e di capire se rientra nella linea editoriale della società per cui lavora, se quello che avete messo nero su bianco è vendibile oppure no. Oltre all'opera in formato cartaceo o - a seconda delle esigenze dell'editore - in formato digitale, vi servirà qualcos'altro. La fortuna? Quella non guasta mai ovviamente, ma non è a essa che mi riferisco. Infatti, è quantomeno auspicabile che nel plico ci sia di più per convincere l'editore. Tanto per cominciare è opportuno scrivere una bella lettera di presentazione. Anzi, visto che diversi editori non prendono in considerazione il materiale non espressamente richiesto, a volte è il mezzo necessario (insieme alla sinossi del libro) per sondare il terreno nonché per ridurre drasticamente i costi legati all'invio di materiale cartaceo, spesso - appunto - destinato al macero prima ancora di essere letto.

Una cosa è chiara: lettera di presentazione prima di tutto, che si alleghi l'opera, parte di essa oppure solamente la sinossi (altra parte indispensabile, ma di cui si dirà più avanti). Anche se siete aspiranti scrittori e, dunque, tendenzialmente prolissi, almeno nel presentarvi avete l'obbligo di essere concisi nel vostro stesso interesse. Affinché ci sia la speranza di catturare l'attenzione di redattori ed editori la presentazione non dovrà superare le tre cartelle, meglio se la lettera stia comoda in una. Non vorrete annoiare ed essere cestinati?!

Rivolgetevi alla persona che all'interno della casa editrice si occupa di selezionare il materiale in arrivo nel settore di pertinenza della vostra opera (ad esempio: "Alla cortese attenzione del dott. Tal dei Tali" o semplicemente "Gentile dott. Pinco Pallino"). Presentate voi stessi attraverso poche e precise informazioni: nome, cognome, luogo di nascita o di adozione, età, titolo di studi e professione. Se siete giornalisti, avete collaborato o collaborate con qualche testata giornalistica non tralasciate di specificarlo, così come se avete collaborato con case editrici o pubblicato altre opere anche con piccole realtà senza aver dovuto versare alcun contributo. Anzi, evitate proprio di nominare editori che siano conosciuti per l'abitudine di pubblicare dietro pagamento. Maggiori dettagli sui vostri trascorsi letterari - solo se davvero rilevanti - potrebbero essere inseriti in un apposito e mirato curriculum, che però quasi nulla ha a che vedere con un classico curriculum vitae.

Nella lettera di presentazione potete fare menzione di eventuali premi letterari di una certa importanza e passare subito dopo alla parte che deve invogliare alla lettura della sinossi che state allegando. Per non "bruciare" quest'ultima, vi basterà presentare il libro specificandone il genere e qualche altro piccolo - ma essenziale - dettaglio che riteniate indispensabile per chiarire la natura e i contorni del vostro lavoro, come pure il target ideale (letteralmente il bersaglio, ma nel linguaggio di chi si occupa di marketing si tratta di una determinata fascia di pubblico - lettori, in questo caso - a cui ci si vuole rivolgere in particolare: ragazzi, casalinghe, imprenditori, ambientalisti o quant'altro).

Lasciate al destinatario qualsiasi commento o pomposo apprezzamento circa il capolavoro che magari vi è costato anche tanta fatica (particolare che è meglio trascurare). Evitate di scaricare la responsabilità del vostro tentativo di pubblicazione a parenti e amici entusiasti di questo futuro best seller. In genere un simile atteggiamento non viene gradito - secondo quanto scritto da Franco Forte e da vari addetti ai lavori. Inoltre, infastidiscono anche prese di posizione relative al categorico rifiuto da parte vostra di essere disposti a pubblicare dietro pagamento. Se da un lato questa vostra eventuale specificazione possa essere mirata a mettere le carte in tavola da subito, dall'altro tenderebbe a indispettire proprio gli editori più rispettabili, cui spetterebbe fare la prima mossa in tal senso.

Concludete il corpo della lettera dichiarandovi pronti a inviare la totalità o parte dell'opera se il vostro destinatario fosse interessato (ovviamente solo nel caso che non stiate già spedendo il dattiloscritto). Per chiudere vanno bene le tradizionali formule di cortesia, quali "In attesa di un Suo gentile riscontro", "La ringrazio anticipatamente", "Grazie per il tempo concessomi", "Ringraziando per l'attenzione" e così via. I saluti e la firma. Naturamente - specie nel caso che non stiate allegando un curriculum letterario - non dimenticate di inserire i vostri nome, cognome, indirizzo, e-mail e recapito telefonico (si tratta di quei dati che solitamente nelle lettere commerciali costituiscono l'antefirma - in quanto la precedono, ma sulla sinistra - e che invece non si usano nella corrispondenza personale). Dopo la firma potrete indicare il numero di allegati, fra i quali non potrà mancare la sinossi (della cui trattazione rimando al prossimo appuntamento), in alcuni casi il curriculum letterario e in certi altri il dattiloscritto in questione; essi potranno essere segnalati in basso a sinistra, per esempio così: "All. 3", vale a dire banalmente che gli allegati sono tre.

Insomma, valgono le impostazioni standard usate per la comune corrispondenza, sia che decidiate di inviare la lettera per posta tradizionale, posta elettronica o fax. Una raccomandazione però è d'obbligo: occhio a refusi e strafalcioni! La lettera di presentazione è il vostro "biglietto da visita", ciò attraverso cui chi non vi conosce si farà un'idea su di voi e sull'opportunità di interessarsi della vostra opera. È un'occasione da non sprecare per distrazione o fretta. Detto questo, siete pronti? Non del tutto. Manca la sinossi. Quindi, alla prossima. 
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Commenti

Gli esempi di "tutto ciò che non andrebbe scritto in una lettera di presentazione" che Franco Forte ha più volte proposto sulla Writers Magazine sono davvero illuminanti!

Mi viene sempre in mente l'esempio di quella che dice "Non avrei mai voluto mandare il mio romanzo perché non lo ritengo meritevole di pubblicazione.. mi hanno costretto i miei amici.. se proprio avete il tempo, leggetelo, e scusate in anticipo per lo stile imperfetto.." Della serie: piangiamoci addosso e facciamoci pubblicare per compassione!

Già Forte! Mi sembra esserlo di nome e di fatto, ma per quel poco che so di lui forse è meglio che non mi sbilanci. Non si sa mai. Quanto ai suoi consigli... mi paiono preziosi. Ciao.

preferivo vedere uno schema pratico
un esempio

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