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"Scendo. Buon proseguimento" di Cesarina Vighy

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Di Alessia Colognesi

La recensione a "Scendo. Buon proseguimento" di Cesarina Vighy

«Scendo. Buon proseguimento» sembra un saluto elegante rivolto a chi esce dal nostro raggio d’azione senza sapere quando e come tornerà, un augurio che esprime un’intenzione con la potenza salvifica delle parole.
Il lettore del secondo libro di Cesarina Vighy entra nel mondo di Titti con occhi nuovi, il taglio innovativo della narrazione, costituito da un corpus di mail in ordine temporale, gli impone una messa a fuoco diversa, moderna e attuale.

Un romanzo che fonde insieme mail e poesia è una sfida rivolta a chi pensa che leggere e scrivere siano solo affare di pochi appassionati alla letteratura.
E invece «Scendo. Buon proseguimento» ti sorprende col linguaggio lineare e moderno del web e poi ti coinvolge tramutandosi a guizzi in poesia antica e pura.

La scrittura vitale della Vighy si ritrova intatta in ogni messaggio di posta elettronica. Ogni mezzo espressivo impone proprie regole di stile e la scrittrice accetta questa sfida senza tradire chi l’ha amata ne «L’ultima estate».
In questo secondo libro Titti toglie la maschera, smette di essere Z. e ci svela in un diario moderno la vita provata dalla malattia con la forza evocativa e vitale di una lunga chiacchierata fatta solo di parole impresse sulla carta.

Tanti interlocutori diversi: Alice, Cesare, Luciana, Letizia, Valeria, Alberto, Gianfranco, Mirella, Livia… e altrettanti differenti stili, si alternano in una lunga storia che s’intesse armonica pagina dopo pagina adattandosi a registri e temi sempre attuali.

La famiglia, l’amore, lo sport, la politica, il cinema e l’amata letteratura, c’è tutto nel diario dei messaggi di Titti, tre anni di vita diversa e la genesi di un romanzo affidati alla forza salvifica della scrittura e all’emozione che questa solo sa donare.

Cesarina Vighy smette di riconoscersi in un corpo debole e ammutolito che sembra non appartenerle più e ritrova se stessa nella scrittura, che nella sua limpidezza ridisegna i rapporti con le persone che le sono care e rimane l’unico indelebile segno dell’immortalità delle parole e dei legami tra le persone.

Come si crea un romanzo? Cosa passa nella testa di uno scrittore mentre immagina i suoi personaggi?
«Scendo.Buon proseguimento» è anche questo, una piccola rivelazione che ci svela l’ordito de «L’ultima estate» e valorizza le professionalità nascoste dietro le quinte dell’editoria.

Un editor che cesella, un editore che legge, medita, ama sono i compagni di un’avventura che fa di un manoscritto nascosto nei pensieri, un libro che si desidera possedere nella propria libreria.

“Secondo me una corrispondenza non è del tutto uguale ad una partita di ping pong dove si deve rispondere colpo su colpo” scrive Cesarina all’amico Alberto e infatti questo libro è uno scrigno di memorie quotidiane, un moderno romanzo epistolare in cui non ci sono vere risposte, ma solo parole impregnate di stile da cui prendono vita tutti i personaggi della seconda vita di Titti.

C’è il cugino ritrovato che vive in Svezia e tornerà per rivedere Venezia, c’è il professore scrittore con cui rivivere i momenti d’infanzia trascorsi insieme tanti anni prima, c’è Giancarlo, il marito schivo ed eternamente devoto e poi Ernesto, il nipote filosofo e musicista e infine, ci sono i gatti, fedeli ed istrionici amici con cui Titti condivide l’intimità ritirata del suo piccolo mondo.

Leggere la seconda opera di Cesarina Vighy è stato un po’ come rincontrarla vestita di nuovo riscoprendola nei dettagli della sua scrittura, un elisir di citazioni dotte intercalate d’espressività coinvolgente.
Un romanzo corale in cui il rapporto di una madre con la propria figlia è il perno attorno al quale ruota l’intera narrazione.
La purezza della complicità che unisce Cesarina al suo editor è la strada maestra che conduce il lettore ad avventurarsi lungo la strada tortuosa di un diario di vita che non smette mai di essere vitale, perché solamente di pura vita si tratta.

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