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Piccolo Festival della Letteratura di Bassano del Grappa (VI) - 18.19.20 giugno

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Di Morgan Palmas

Sul Romanzo è lieto di presentare ufficialmente la nuova collaborazione con il Piccolo Festival di Letteratura di Bassano Del Grappa (VI), un ponte fra realtà virtuale e realtà fisica, un tentativo di incrociare esperienze e idee affinché la letteratura appassioni ancor più persone.

Come e quando è nato il Piccolo Festival di Letteratura di Bassano del Grappa?

La prima edizione del Piccolo Festival della Letteratura risale al 2004. Il festival è il frutto del lavoro dell’associazione Palomar, nata nel 2001 con l’intento di proporre alla cittadinanza bassanese (e non solo) occasioni di riflessione politico-culturale attraverso documentari, dibattiti, mostre fotografiche. In questo senso, l’idea di organizzare un festival letterario non è sorta dalla volontà di divulgare il piacere della lettura. Certo, c’è anche questo, ma è una motivazione che sta in secondo piano rispetto all’intenzione di fondo, che è quella di aggregare persone attorno a occasioni di riflessione sui temi che ci sembrano i più urgenti – e che nel caso del Piccolo Festival cerchiamo nella narrativa italiana. Noi stessi non eravamo grandi conoscitori del panorama letterario italiano contemporaneo, quando iniziammo a progettare il primo Piccolo Festival, che vuole essere quindi un percorso di scoperta che unisce organizzatori e spettatori, non un prodotto culturale che degli esperti offrono a chi ne voglia usufruire.
Questo è, in sintesi, il dietro le quinte della prima edizione e di ciò che l’ha preceduta. Poi, nel corso degli anni, le cose sono un po’ cambiate: l’aspetto narrativo-letterario è divenuto via via centrale, ma ciò non toglie che per noi libri ed autori sono anche l’occasione per parlare d’altro.

L’organizzazione è composta da quante persone e quali enti vi sostengono?

L’associazione Palomar è composta oggi da una decina di persone nate tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. Ci incontriamo ogni settimana nella sede della Cooperativa Adelante, a Bassano. Nei giorni del festival vengono a darci una mano amici che non possono più garantire un impegno costante nella vita associativa durante l’anno, ma che non smettono di sentirsi legati a un gruppo che ha un’atmosfera familiare – con tutti i pro e i contro di una situazione di questo tipo.
Il Piccolo Festival si avvale del patrocinio della Città di Bassano del Grappa; lavoriamo in particolare con l’Assessorato alla Cultura e alle Attività Museali, che ci dà un contributo economico e con il Museo Biblioteca Archivio, che ci mette a disposizione il suo splendido chiostro e le sale interne. Un contributo economico viene poi dal nostro sponsor storico, il Credito Cooperativo Banca di San Giorgio e Valle Agno. Sin dalla prima edizione, abbiamo il sostegno della libreria La Bassanese, che ci procura i libri da vendere nei giorni del festival e dello Shindy Club, dove dal 2005 facciamo una festa il sabato, dopo mezzanotte. Senza spendere cifre assurde riusciamo a costruire un festival con autori di ottimo livello, senza far pagare un biglietto d’ingresso. Questo, ovviamente, perché siamo tutti volontari e abbiamo la fortuna di avere amici come lo staff di VideoEllePi, che ci fornisce la strumentazione audio e tutto ciò che occorre per proiettare video durante gli incontri. Dal 2007 collaboriamo infatti con Asolo Art Film Festival, un importante festival del cortometraggio artistico e su biografie di artisti, che sceglie dal proprio archivio le immagini più adatte ad accompagnare le letture dei testi fatte da attori o dagli autori in prima persona.

Il 18-19-20 giugno saranno i giorni del settimo anno dell’evento, potete darci qualche anticipazione sui nomi?

Saranno sicuramente dei nostri Davide Longo, Pietro Grossi e Marco Missiroli. Ci sono ancora due appuntamenti “scoperti”, uno dei quali è in collaborazione con Sul Romanzo, ma nel giro di un paio di settimane chiuderemo il programma.

Avete conservato i rapporti con gli scrittori/relatori del passato o, come accade il più delle volte, tutto si concentra fino alla conclusione del festival?

Con alcuni autori i rapporti sono molto buoni e si sono conservati al di là della presentazione dei loro lavori al festival. Capita di sentirci via mail o per telefono. Alcuni sono tornati al festival, altri ci hanno ospitato a casa loro quando siamo passati per le loro città. Fa parte del senso “politico” del festival il tentativo di costruire una situazione ambientale in cui l’ospite si senta a proprio agio e capisca che la sua persona e il suo lavoro sono per noi importanti. Non vogliamo creare mere vetrine promozionali. Piuttosto, con l’ingenuità di chi non è critico letterario o giornalista del settore, cerchiamo di interrogare le persone e i testi a partire da ciò che hanno smosso in noi. Credo che questa attenzione resti impressa nei nostri ospiti. Finora, per fortuna, è andata quasi sempre così.

Quali sono le gioie e le difficoltà di creare un evento culturale nella provincia vicentina, lontano da città importanti?

Da un lato ci si deve scontrare con la tendenza del Nordest a non prendere in considerazione i progetti a medio-lungo termine. Per chi lavora nella cultura, soprattutto non profit, questo è chiaramente un grande problema. D’altra parte, questa situazione di partenza è un grande stimolo: ogni risultato, anche il più insignificante, ha un peculiare valore. Nella tua domanda usi l’espressione “eventi culturali”: noi crediamo che sia proprio la logica dell’evento a dover essere superata. Il Piccolo Festival, con immensa fatica, sta cercando di diventare un non-evento, un’occasione di incontro che si dilati, dai tre giorni di giugno a tutto l’anno, grazie al sito internet www.piccolofestival.it e ai totem con le recensioni dei libri che leggiamo, che nelle prossime settimane collocheremo in tre luoghi di Bassano: la libreria La Bassanese, il Color Cafè (bar della Cooperativa Adelante) e la Biblioteca. Da un paio di mesi, copriamo i tavolini di alcuni bar del centro di Bassano con adesivi su cui stampiamo alcune delle recensioni che si leggono nel sito, su Anobii e che si trovano nei totem: Color Cafè, Caffè Museum, Contrà Granda e Magazzino del Caffè Carraro sono stati subito disponibili a darci questo spazio. Sono tutte azioni volte a rendere il Piccolo Festival il più interattivo e partecipato possibile: chiunque può commentare i nostri appunti di lettura sul sito, oppure inviarci recensioni che decideremo se pubblicare. Noi vorremmo riuscire a creare uno spazio in cui i lettori consapevoli possano ritrovarsi e confrontarsi. La lettura non è un valore di per sé, come invece una certa retorica ci vorrebbe far credere: bisogna imparare anche a costruire un proprio gusto, un proprio senso critico. I festival letterari, se non vogliono ridursi a essere appuntamenti mondani, devono cercare di offrire occasioni e strumenti per fare ciò. Anche a Bassano e dintorni ci sono tanti amanti della letteratura, che condividono lo spirito con cui organizziamo il Piccolo Festival: la mediapartership col sito internet di informazione locale Bassanonet nasce per arrivare meglio a queste persone e costruire così una comunità aperta.

Quale bilancio potete fare con il trascorrere degli anni? Debolezze e virtù?

Dovremmo e vorremmo lavorare di più per far conoscere il nostro lavoro a chi sarebbe interessato ma non sa dell’esistenza del Piccolo Festival. Crediamo che, senza snaturare la nostra iniziativa e gestendo meglio forze e contatti maturati, potremmo consolidare il Piccolo Festival.
Se è difficile riconoscere i propri limiti, è ancora più complicato trovare e descrivere le eventuali virtù. Crediamo però che il Piccolo Festival si distingua per la combinazione di qualità degli autori presenti e informalità degli incontri che li vedono protagonisti. Chi viene al Piccolo Festival, autori e spettatori, ci conferma che si nota la passione e l’umiltà con cui nel corso dell’anno prepariamo la tre-giorni di giugno. Questo riconoscimento ci rende molto felici e ci ripaga del tempo e delle risorse impiegati.

È iniziata da poco una collaborazione fra il Piccolo Festival della Letteratura e il blog Sul Romanzo, che cosa vi aspettate da questa novità e le vostre prime impressioni?

Sul Romanzo è una splendida realtà del web, con tanti collaboratori di ottimo livello e molte persone che partecipano alla vita del blog ogni giorno. Da voi abbiamo molto da imparare nella capacità di leggere i testi e interrogarli. Noi possiamo offrire un’occasione di incontro informale in un contesto rilassato e suggestivo a un tempo. Anche in questo caso, come vedi, non ci interessa il mero aumento di visibilità reciproco, quanto piuttosto la sinergia virtuosa tra due situazioni di scambio culturale già vivaci di per sé, ma che possono guadagnare molto se si incontrano. Per questo abbiamo accettato con gioia la vostra proposta di gestire assieme uno degli incontri del Piccolo Festival.

Appuntamento allora a giugno e spiega almeno una ragione per la quale un nostro lettore rimarrebbe di sicuro soddisfatto dell’evento.

Credo che un lettore di Sul Romanzo possa trovare al Piccolo Festival l’occasione per ascoltare alcuni dei migliori autori italiani di narrativa, sentendosi libero di intervenire nel dialogo tra autori e organizzatori o di fare le proprie osservazioni a incontro concluso.

Grazie.

Grazie a te, Morgan, e a tutti voi di Sul Romanzo. Speriamo che questa intervista sia solo il primo passo di un dialogo fertile.
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Commenti

Per quanto riguarda l'appuntamento condiviso con Sul Romanzo avremo il piacere di ospitare Emanuele Tonon e Demetrio Paolin, con i quali dialogheremo su... questa deve rimanere ancora una sorpresa!

Bravi gli organizzatori del piccolo festival e bravo Morgan.
A piccoli passi si va lontano...gli estimatori delle cose serie e fatte con amore ci sono...alla lunga sono le cose che rimangono quelle che si muovono con umiltà e disciplina e lontano dalla mondanità. La cultura vera è umiltà, senso del limite, interrogativi sulla vicenda esistenziale , sul senso della storia, i quali, in quanto angoscianti e difficili da risolvere, non amano lo sfolgorìo delle luci ma la chiarezza della metitazione onesta.
Soprattutto la cultura è circolazione delle idee, come voi state facendo. Ad maiora per tutti!!
adriana pedicini

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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