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Il Razzismo: la piaga sociale del XXI secolo

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Di Astrid Fataki

Razzismo e rispetto nell'Italia contemporanea

Manca poco all’inizio dei mondiali di calcio, l’unico avvenimento capace di risvegliare in ogni popolo lo spirito nazionalistico. Tra non molto i balconi si adorneranno del tricolore mentre nelle altre nazioni europee, le cui genti appartengono a razze differenti, stendardi dai vari colori testimonieranno le singole identità nazionali.

“Il problema dell’identità non concerne tanto direttamente gli immigrati quanto i bambini nati in un contesto di immigrazione. Tuttavia si dimentica il fatto che sono francesi e che la loro identità è segnata sulla loro carta d’identità e sul loro passaporto. La situazione è analoga in altri paesi europei, dove nascono sempre più bambini da genitori non europei, l’identità nazionale dovrebbe essere un luogo di apertura, una sorta di riconoscimento di una realtà in cui l’apporto dell’immigrazione è valorizzato e non occultato o minimizzato”.
Tahar Ben Jelloun, Il razzismo spiegato a mia figlia.

Il dubbio dell’identità nazionale potrebbe definirsi il cruccio che affligge i meticci, ossia i figli nati dalle unioni miste, i quali sono spesso alla ricerca dell’uguaglianza troppo spesso negata.

“Questa mescolanza è il segno di una sconfitta dei pregiudizi razzisti”.

È davvero così? I matrimoni misti sono veramente la risposta al razzismo? Gli ultimi episodi di cronaca, ci dimostrano il contrario.

“Nelle notti fra il 9 e il 10 gennaio 2010 alcuni immigrati africani che raccoglievano agrumi in un piccolo paese nel cuore della Calabria –Rosarno – sono stati cacciati a colpi di pallettoni e di zappa. Normale razzismo verso lavoratori stagionali pagati 25 euro al giorno. L’episodio ha provocato un’autentica rivolta degli immigrati: 120 africani hanno preso d’assalto le vetrine dei negozi del paese”.

Non avevano forse questi ultimi il diritto di insorgere, di ribellarsi ai soprusi e agli sfruttamenti? In entrambi i casi le scene di rivolta sono state definite eccessive. Eccessivo non è forse il modo in cui sono stati trattati? Il termine “extracomunitario” non è sinonimo di illegalità, non sempre. Molti immigrati sono spesso costretti ad accettare le cosiddette “offerte” di lavoro dalla camorra.
L’Italia è un paese razzista? Esiste l’integrazione?
Sì, l’Italia è un paese razzista che sino a qualche anno fa si nascondeva dietro la falsa accoglienza e l’ipocrita accettazione dello straniero. L’integrazione é una mera illusione, un miraggio. Gli immigrati sono costretti a vivere in condizioni disumane, accusati d’essere causa di disoccupazione, paradossalmente, sono loro che svolgono quei mestieri che l’italiano non fa più. Se domandi a un vicino, a un passante se è razzista, egli ti risponderà che non lo è!

“Dimmi Babbo, cos’è il razzismo?” Esso consiste nel manifestare diffidenza e poi disprezzo per le persone che hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse dalle nostre. Il razzista è colui che pensa che tutto ciò che è troppo differente da lui lo minacci nella sua tranquillità. Il razzista ha paura”.

Paura di cosa? Il colore della pelle può differire, ma siamo tutti uguali, nessuno è superiore a un altro. Se un evento sportivo, come i mondiali di calcio, riesce ad abbattere quei pregiudizi, perché il razzismo persiste e dilaga ancora? La tecnologia e la ricerca scientifica sono in continua evoluzione, anche l’essere umano potrebbe raggiungere livelli di emancipazione culturale tali da debellare questo problema sociale. Apriamoci alle nuove culture senza indugi, non lasciamoci imprigionare dai tentacoli dell’ignoranza, perché il segreto del vivere civile sta in una sola e grande parola: rispetto.

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Commenti

Complimenti all'autrice, trovo lo scritto perfettamente aderente alla realtà.
Uno spaccato dell'Italia che forse a molti non farà piacere leggere ma tanto reale quanto evidente.

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