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Apple iPad: il 28 maggio è il giorno X

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Di Giovanni Ragonesi

Col sopraggiungere degli anni ’80, come documentato dal film Boogie Nights di Paul Thomas Anderson, il mercato del porno fu messo in crisi dall’arrivo del VHS che ne rivoluzionò formule, contenuti e soprattutto mercato.
Confesso che con l’approssimarsi del 28 maggio ci sentiamo come Burt Reynolds che si aggrappa alle sue pellicole sapendo che dalle videocassette non riuscirà più a prescindere.
Siamo sempre stati dei feticisti dell’oggetto, qualsiasi esso sia, comprese le bottiglie d’acqua, eppure abbiamo abbandonato il vinile e infine pure il cd sopraffatti dalla comodità e dal conforto estetico di quella meravigliosa scatoletta bianca che con i suoi 80 gigabyte di memoria è stata capace di rendere disponibile in un qualsiasi momento della giornata, e in un qualsiasi luogo, l’intera nostra raccolta musicale, b-side e chicche trash incluse.

Nel volgere di un paio di mesi ci siamo ritrovati a sconvolgere completamente il nostro modo di fruire e comperare musica. I cd sono diventati quegli oggetti da spolverare ogni tanto, quasi con fastidio, senza neppure avere quella nobiltà ancora legata, quasi per diritto naturale, al vinile che permane come delizioso complemento d’arredo.
Certo la qualità del suono è di gran lunga inferiore, e certi album (ma solo certi, ad esempio quelli di Antony & the Johnsons) ascoltati in vinile fanno tutt’altro effetto, ma per il resto il concetto di qualità è stato rimodellato e adattato ad uno stile di vita e a una disponibilità di strumentazione che non ci concede la possibilità di apprezzare il suono nella sua platonica idea astratta, ma soltanto nel concreto individualismo nietzschiano del nostro I-Pod.
Considerati i precedenti dunque, con un misto di allarme ed eccitazione, ci chiediamo che cosa ne sarà dei nostri libri e del nostro amore dopo il 28 maggio e con le successive versioni.

Fino a qualche tempo fa (e si parla di mesi) l’auspicio, su impronta green, era che l’ebook prendesse il predominio del campo scolastico (sbeffeggiando le consuete nuove edizioni con aggiornamenti imprescindibili e schede riassuntive e tavole colorate), magari anche della manualistica, pure della letteratura scientifica ed accademica (con risparmio per gli atenei e per le biblioteche); in una iperbolica aspirazione purista si poteva giungere a sperare che persino certe pubblicazioni di varia continuassero la loro esistenza soltanto in formato elettronico, ad esempio tutta la sfilza di mattoncini natalizi firmati Vespa, Panza, Forattini, e adesso che Biagi e Montanelli hanno abbassato le asce al loro posto sono arrivati Floris e la Gruber e la marmaglia politicante, tutta roba, insomma, che con l’esaurirsi della prima edizione da 18/20 euro non ha più alcuna raison d’être.
Il tutto per una mitigazione dell’impatto ambientale, o quasi per una sorta di espiazione puritana.

La sola idea, però, che il prossimo romanzo di Zadie Smith ce lo si potesse scaricare da Torrent era inaccettabile, come inconcepibile scaricare le poesie di Patrizia Valduga che al di fuori del formato di poesia Einaudi rendono lo stesso effetto delle statue egizie a Las Vegas, Philip Roth su file emule col rischio di essere scambiato per un porno peggio che bestemmiare in un reality, Calvino con le note in ipertesto denaturalizzato, e Moravia senza la pessima carta Bompiani?
Adesso che il 28 maggio si avvicina però le idee cambiano. Si pensa, certo con tono divertito e un po’ menabò e con spirito dada, che sarebbe bello trovarsi al parco e sfogliare a caso, meglio che nella edizione Meridiani, le poesie di Emily Dickinson; aspettare con trepidazione l’uscita del nuovo romanzo di Safran Foer in contemporanea mondiale da scaricare allo scoccare della mezzanotte; avere voglia di Ovidio in metropolitana e poterlo leggere all’istante con anche la possibilità di copiare un passo metamorfico e incollarlo su di una ben studiata mail dalle intenzioni machiavelliche; girovagare flaneuristicamente per Parigi e avere sotto braccio, chiusa in una deliziosa scatola dal peso di poco più di 680 grammi, tutta la letteratura francese adatta alle circostanze e, un po’ come si fa con la musica, selezionare secondo l’ispirazione del momento, il passaggio che più si confà ai nostri umori saturnini e non; leggere una recensione di Citati e comperare subito l’ebook e poi postare un commento su una qualche community on-line. Insomma tutto il superfluo. Quel superfluo che diventa essenziale. Quell’essenziale che diventa comodo e pratico e indispensabile. Quell’indispensabile di cui non si potrà fare a meno e che ci farà mettere nella cantina della memoria vecchie e archetipiche usanze.

Da quanto non prendiamo in mano un cd?

Per quanto maneggeremo ancora dei libri?
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Commenti

Io credo che Apple (e io sono uno strenuo sostenitore della melina di Cupertino) stia dimostrando una dote rara nell'inventarsi un bisogni fondamentali di cui prima non si sentiva assolutamente la necessità. Insomma, potrebbe vendere ghiaccioli agli eschimesi e nessuno se ne meraviglierebbe.
Quando ho visto iPad, nelle diverse anteprime, ho subito strabuzzato gli occhi, mi sembrava una cosa splendida, una trovata che avrebbe rivoluzionato il modo di intendere il PC.
Poi mi sono guardato intorno e ho cercato di capire fino in fondo questa novità e alla fine sono giunto a una conclusione: è un iPhone gigantesco. Francamente non riesco immaginarmi con quell'aggeggio in mano, non riesco a capire cosa caspiterina potrei farci.
Che fico! mi ci posso collegare ad internet... sì, lo posso fare anche con il mio cellulare e mi costa un occhio della testa in ogni caso.
Che bello! posso leggere tutti i miei e-book. Peccato che io non abbia e-book e non riesco a gustarmi un libro se non è stampato su carta (sono un purista della cellulosa, non ci posso fare niente).
Fantastico! posso scrivere ovunque, senza pensieri. Certo, se solo non fosse che la tastiera touch screen non è proprio il massimo della comodità e se iPad non riscaldasse come una stufa a carbone del 1700.
Insomma, non so bene dove stia l'utilità di questo marchingegno, staremo a vedere.

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