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Editoria a pagamento: pubblicare libri senza truffe? – parte 9

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Di Morgan Palmas

[Seguito parte 8]

Si parlava di commistioni, facendo un esempio di una casa editrice a pagamento. Vediamo adesso un altro punto di vista. 

Messaggerie Libri è il più importante distributore italiano di prodotti editoriali – si legge nell’introduzione del sito –, con oltre 150 editori che li hanno scelti. Ne “La Missione” troviamo: “Offriamo al mercato librario italiano i migliori servizi editoriali in termini di completezza, continuità, affidabilità e qualità di prestazioni”. C'è la sezione dove trovare gli editori distribuiti, una lista che include case editrici con diverso approccio, anche a pagamento.
Se non che citando Messaggerie significa parlare del gruppo editoriale Mauri Spagnol, quindi, fra le altre, Garzanti, Longanesi, Guanda, Boringhieri, Fazi, ecc. Inoltre Messaggerie distribuisce su tutto il territorio nazionale anche quotidiani e riviste, nelle quali non di rado si trovano pubblicità e/o concorsi di case editrici a pagamento.

Questo esempio che non intende certo avallare la tesi che il GeMS sia più contiguo alle cloache editoriali di altri, intende invece rappresentare un ritratto spaccato del mondo editoriale italiano, nel quale le commistioni sono diffusissime.

Da un lato, si condanna chi fa pagare gli autori, dall’altro lato, se osserviamo con profondità i rapporti economici e le alleanze, si scopre che la struttura si presenta complicatissima, spesso neppure evidente nei numerosi anfratti.

Altro esempio. Qui in Veneto il Gruppo Editoriale Cierre, con la sua Cierrevecchi srl., si occupa di distribuzione editoriale, andate a vedere la lista di case editrici che si appoggiano a Cierre, non poche sono a pagamento. 
Da qualsiasi punto di vista si voglia scrutare l’orizzonte, in ogni caso la diffusione delle cloache editoriali è ramificata e capillare.

Altro esempio. Provate a entrare in una qualsiasi libreria e abbiate qualche nome in testa di questa lista. Non sarà difficile accorgersi che sono presenti ovunque, chi più chi meno.

È chiaro che non vi sono illegalità nel costituire una casa editrice a pagamento, questo punto deve essere chiaro, ciononostante il problema è di informazione e di etica economica. 
Come si diventa editori? Leggere questo documento dell’AIE. Non è inutile leggere anche la nota 633/1941.

Ecco, qui si entra in ambiti giuridici e politici, ma ne parlerò lunedì per inquadrare meglio il tema.

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Commenti

grazie per quello che fai.

Non sono del tutto d'accordo con te quando dici che, provando a entrare in una qualsiasi libreria e cercando libri di case editrici a pagamento, essi sono presenti ovunque.

Nella mia esperienza non ne ho mai trovati. Tranne casi rarissimi, giusto perché magari la libreria stava vicino a uno degli autori e lui si è sobbarcato l'onere di portarceli a mano.

Il primo problema delle case editrici a pagamento è proprio questo: la distribuzione, che è forse il costo principale nella filiera del libro e che all'atto pratico per questi tipi di editori è praticamente assente.

E quand'anche c'è, il libro viene messo laggiù, in cima all'ultimo scaffale in fondo, di costa, dove c'è la lampada con la luce bruciata. Ovvero una presenza del tutto inutile.

PS Complimenti per l'ampiezza e la completezza della tua analisi. Continua così, serve moltissimo! :-)

grazie per queste importantissime informazioni.

WOW!!! non ci posso credere! finalmente sono riuscita lasciare un commento1
cia, Morgan, sei impagabile in questa analisi approfondita dell'argomento.
grazie!

e per scusarmi dei refusi ne metto pure un altro!

ciao, sapreste consigliarmi case editrici (non a pagamento) cui mandare una mia raccolta di racconti inediti, a parte quelle di maggior fama come mondadori o rcs?

se, come è probabile, ne avete già parlato, mi potreste indicare il link?

thanks,
marco

Vogliamo parlare anche degli editori che ufficialmente non sono a pagamento, in quanto pubblicano gratis e con contratto di edizione che stabilisce una percentuale per i diritti d'autore, ma che poi se il libro vende bene, non pagano un centesimo di quanto devono all'autore?

E' stata una pratica della Pequod di Ancona, oggi chiamata Italics. Pare sia fallita perché aveva debiti anche nei confronti della PDE, la casa di distribuzione. Naturalmente, è bastato uno scarso maquillage: Italics è il nuovo nome dell'editore Marco Monina, Pequod è il nome di una delle sue collane.

@Occhidinotte: grazie a te che ci leggi.
@Grandemarziano: abbiamo esperienze diverse, forse. Io ne ho trovati molti, magari nascosti, ma spesso. Poi che esiste un certo numero di case editrici a pagamento che non arrivano neppure in libreria questo è indubbio, ma più che distribuzione credo che sia una scelta a monte. Grazie anche per gli apprezzamenti, sto raccogliendo da molto tempo informazioni a riguardo e mi sono accorto che è sbagliato dare per scontate certe conoscenze, condividerle crea consapevolezza. Poi qui ci sarà qualcuno che sa già tutto di ciò, ma noi non scriviamo per loro... :)
@Cristina: grazie a te, mi fai sorridere con i tuoi commenti ora presenti.
@Marco: guarda il link "case editrici" sugli Speciali.
@Anelli di fumo: non conosco il caso particolare della Pequod, e mi stupisce devo dire perché ne ho sentito parlare spesso bene. Mi informerò, grazie.

Nemmeno io, a esser sincera, ho mai trovato un libro di un editore a pagamento, salvo il caso in una libreria locale quello di uno scrittore del luogo :D

@Anellodifumo: ma quello è un reato e si risolve denunciandolo prima alle autorità competenti e poi in rete. Pubblicare a pagamento, purtroppo, è legalissimo :)

Ti ringrazio per questo post che e' davvero interessante. Sono un'aspirante scrittrice emergente. Faccio i miei esperimenti con i racconti per bambini. Come scrittrice emergente, ho trovato attenzione verso i miei lavori da parte di questa casa editrice della mia zona, La Caravella. Hanno dieci diverse collane, una tutta dedicata ai bamibi che si chiama Le Vele. Incrocio le dita e spero un giorno di realizzare le mie aspirazioni.

E chi è "caduto" in questa trappola, cosa deve fare? Cosa deve fare una persona che è stata presa in giro da questi personaggi?? Non per qualcosa, ma vedo che non si fa altro che attaccare sempre e solo questi personaggi, senza dare un misero "supporto" a chi, per sfortuna, è rimasto intrappolato in questo giro.

Un supporto te lo può dare te stesso. Cioè il buon senso. Spedisci i tuoi lavori a un editore non a pagamento, oppure a un agenzia. Ma anche qui devi stare molto attento. Anche gli agenti chiedono soldi, tanti soldi e poi ti 'affidano' a editori 'gatto e la volpe'.
Se vai su writer dream, l'elenco è più lungo che qui. Mandale e tutte, le case editrici non a pagamento. Alla fine, se non va, non scrivere più per loro, ma per te stessa, magari scrivi su un tuo blog, o sulla tua pagina di fb.

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