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Editoria a pagamento: pubblicare libri senza truffe? – parte 8

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Di Morgan Palmas

[Seguito parte 7]

Siete pronti a inoltrarvi in territori impervi? Preparate una camomilla intanto.
I prossimi post saranno incentrati su quel monito che ho citato più volte: le commistioni. Farò qualche esempio che illustrerà il contesto che cercheremo più avanti di comprendere tirando i remi in barca.

Vi è mai capitato di leggere un quotidiano nazionale e di vedere la pubblicità di un concorso da parte di una casa editrice?

Sono sicuro di sì, io penso per esempio al Gruppo Albatros Il Filo, c’è stato un periodo anni fa che lo trovavi ovunque, sui giornali intendo. Se aprite il loro sito si legge: “Presidente onorario Alda Merini”, oibò. Alcuni volti noti: Stefano Zecchi, Alberto Bevilacqua, Antonio Cabrini, Luciano De Crescenzo, ecc. 
L’idea che ti fai subito è che vi sia una certa autorevolezza editoriale, se questi nomi pubblicano con loro… giusto?
Pagina tira pagina online e si scopre che la casa editrice in questione propone a tutti gli esordienti un contratto a pagamento che può giungere a diverse migliaia di euro, eccetto per i VIP che si portano dietro un sicuro successo di vendite grazie alla notorietà. Non sono pochi coloro che dopo avere firmato si sono pure lamentati per uno scarso editing.

Nella sezione Chi Siamo leggiamo: “La casa editrice Il Filo ha conquistato negli anni una posizione di leadership per quanto riguarda la pubblicazione e il lancio di opere di autori emergenti. […] Oggi possiamo dire che il nostro obiettivo è stato in gran parte raggiunto e lo testimonia il fatto che migliaia di lettori escano ogni mese dalle librerie italiane con un libro di un autore emergente edito dalla casa editrice Il Filo”. Fantastico.
Scendete con il cursore ancora un po’: “Per questo un altro fattore fondamentale nella diffusione della collana Nuove Voci, è proprio la distribuzione nazionale, affidata al gruppo Ugo Mursia Spa”. Mursia? Cioè quella Mursia? Esatto.

Nella sezione Distribuzione troviamo che sia IBS sia BOL vendono libri di tale casa editrice.
IBS appartiene a Giunti & Messaggerie (Giunti è una delle case editrici più antiche d’Italia, con una lunga storia culturale, mentre Messaggerie è un importante distributore ed editore, vi dicono qualcosa Fazi, Bollati Borighieri, Garzanti, Longanesi, Chiarelettere, le librerie Ubik! o Melbookstore? Ecco, appunto).
BOL invece è una divisione di Mondolibri SPA, società del Gruppo Mondadori. Il mondo è piccolo.

Come si può evincere con facilità, le relazioni esistenti fra case editrici tradizionali e case editrici a pagamento sono diafane. Un euro che spendete acquistando un libro di Chiarelettere, soltanto per fare un esempio, dove finirà? Potrebbe servire a sviluppare, dopo alcune possibili transizioni bancarie, le attività di Mursia o di Garzanti. Ma anche del Gruppo Albatros Il Filo. 

Non è meraviglioso? 

Noi profani non possiamo conoscere i dettagli degli accordi fra le parti.
Crediamo di fare un acquisto consapevole e “pulito” laddove invece l’alieno predator di cui vi parlavo emerge con tutto il suo vigore economico.
La purezza non è di questo mondo.
Vi è piaciuto questo nuovo bignè? Buttate giù la camomilla, abbiamo appena visto la punta dell’iceberg… a venerdì.

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Commenti

Di recente ho visto uno spot del Gruppo Albatros Il Filo, addirittura, in televisione!

Un saluto a tutti, e a chi gestisce questo bel blog.
So che dirò una cosa probabilmente impopolare, o forse discutibile. Però io non mi scandalizzo tanto di questa cosa. fa parte del gioco, fa parte dell'assurda deriva in cui versa il "fare cultura" in questo paese.
Del resto, tra le case editrici che pubblicano a pagamento e quelle che invece lo fanno gratis, dando diritti ridicoli (cioè la maggior parte), voi trovate tutta questa differenza? E sto parlando di case editrici grosse, con un movimento di soldi e libri notevole, ben distribuite.
Case editrici che pubblicano i libri e poi li abbandonano a se stessi, semplicemente perchè la loro "linea editoriale" cambia ogni due mesi, e in più devi pure dirgli grazie, perchè tu hai avuto la "fortuna" di pubblicare con loro. Sei un miracolato, e quindi devi stare solo zitto. Case editrici che si spacciano per luoghi di cultura, che fanno letteratura, e invece hanno come unico scopo quello di stare a galla sul mercato.
Almeno, quelle a pagamento non hanno la spudoratezza per farsi passare come case editrici dove si fa "cultura".

"di farsi passare". diciamo che ero un po' coinvolta...;-)

Il Gruppo Albatros connesso alla Mondadori? questa è buona per una puntata complottista di Vojager!
Vorresti dire che se io domani faccio distribuire i miei libri da BOL allora io sono "pappa e ciccia" con la Mondadori?
Suvvia sembra un discorso tra Gaspare e Zuzzurro...

@Gio: comprendo il tuo pensiero, ma il nodo qui è la richiesta di denaro all'autore. Ciò che descrivi capita talvolta, ma questa è l'industria editoriale contemporanea. Sul dove si fa "cultura", bah. Ne parlerò più avanti.

@Anonimo: leggi bene quello che ho scritto, non mettermi in bocca parole che hai desunto te.

io sono stato selezionato dal gruppo albatros per pubblicare un libro a loro mandato in visione proprio dopo aver visto lo spot in tv! che mi consiglkiate? ovviamente , vogliono dei soldi!!!

Eccomi! Pure a me sta capitando! Arrivato il plico proprio oggi... Come dovrei prenderla?
Grazie.

Anche a me è arrivato il plico. Siamo tutti dei grandi autori per loro. :)

Luca

si sei grande quando firmi il contratto e paghi.

Qui anno trovato un mare di polli da spennare, state attenti.

Fantastico! -Sono l'anonimo del 26 aprile (10.51)-

lasciate perdere gente!Vi rubano solo soldi!Se volete pubblicare a tutti i costi fate da soli che è meglio, poi vendete on line meglio che albatros

Buongiorno a tutti.Io ho appena finito di scrivere il mio primo libro.Sono stata fortunata per l'editing perché ho trovato(su internet)uno scrittore che da poco aveva pubblicato il suo romanzo e ha riscosso parecchio successo.Lui mi ha detto sin dall'inizio che se una casa editrice è seria non chiede soldi e che quindi non prenderemo neanche in considerazione quelle offerte, poi per il resto, sulle case editrici serie, è un po come diceva Giò.L'unico fattore che conta maggiormente a quel punto è la fortuna!Il problema è che in Italia ci sono più scrittori che lettori quindi diventa molto difficile farsi strada sopratutto da quando tra gli scaffali dei libri si trova la vita di Simona Ventura piuttosto che la maternità della Clerici!!!Comunque io come tutti ci provo se dovesse andar bene, meglio. Altrimenti mi accontenterò della soddisfazione di aver scritto un romanzo, io che di solito faccio fatica a fare la lista della spesa!

non riuscirò mai a pubblicare un libro se non ho soldi!

Il problema a mio avviso non è tanto pagare per la pubblicazione (sì, ci sono cascato pure io) ma la distribuzione in libreria. Io non dico che vorrei andare nelle diecimila librerie in tutta Italia, me ne basterebbero venti, ma una buona distribuzione, che se il libro viene esaurito si rifornisce. E invece no. Di solito sei distribuito nelle tre quattro librerie in zona editore, con una coppia di copie in conto assoluto (cioè pagano subito) ma senza rifornimenti se esaurisce. E le copie te le devi vendere per conto tuo. Quindi non è una truffa che ti chiedano i soldi, è una truffa che non vieni praticamente distribuito nelle librerie!!! Ciao. Maurizio

Ma scusate, se un editore si fa dare 2 o 3 mila euro dall'autore, che interesse può avere a farsi in quattro (o anche solo in due) per spingere quel libro? Qualcuno qui ha detto che non c'è differenza con chi pubblica gratis. Ma stiamo scherzando? Cioè, uno investe svariate migliaia di euro su di te e poi non gli frega niente se il libro vende o meno? Non fa nulla per provare a spingerlo in qualche modo, attraverso i suoi canali promozionali (piccoli o grandi)? Ma sarebbe da manicomio!

Recentemente ho letto una frase in rete che mi sta facendo pensare molto, eccola: "Che il valore non diventi vanità" La domanda che ci dobbiamo porre è semplice:" Sto cercando di comunicare o di essere ammirato?"
Che ognuno trovi la sua risposta.

Lars del Terzo Sasso

Ahah, dopo aver mandato loro il mio libro, mi hanno chiesto di comprare ben 220 libri A PREZZO DI COPERTINA (per un importo totalte di 2838,00€).
Io sono minorenne; dove potrei trovare quei soldi? (xD)
Inoltre, solo dopo aver venduto 300 copie, l'autore comincerà a guadagnare su ogni altra copia venduta (di quanto? del 10%).
Insomma, una vera e propria truffa.

Guadagnare??? Se uno si fa il conto, al 10% netto del vendite non guadagni nemmeno un terzo di quello che hai spesso all'inizio se vendono TUTTE le copie sia tue che loro!!! Almeno mettessero la possibilità di andare a paro con le spese iniziali se si riesce a vendere tutte le copie stampate!!!

Stampare un libro costa. Metterlo in distribuzione costa. Fare promozione costa. Non prendiamoci in giro: se solo volessero dare una copia ad ogni libreria d'Italia, posto che ve ne siano solo 10.000, dovrebbero stampare almeno diecimila copie. Considerando anche la promozione, bisognerebbe stamparne altre. Considerando che diverse copie vengono mandate in omaggio, che bisognerebbe avere una seria scorta per poter rifornire subito le librerie che ne facessero richiesta, significa stamparne almeno il doppi di ciò che si mette in distribuzione. Chi li mette i soldi? A meno che non stiamo parlando di un autore affermato che vende di sicuro, chi si mette ad investire? I mecenati sono finiti da tantissimo tempo, ormai è tutto solo e unicamente business. Chi ha in mente di voler fare lo scrittore, può solo lavorare in altri settori, fare tanti soldi e poi autofinanziare un progetto talmente ben fatto da comprendere la copertura di costi di stampa, di promozione e di eventuale distribuzione fino ad arrivare ad essere così conosciuto ed apprezzato che le case editrici comincino a telefonare per fare offerte interessanti. E' possibile questo? Certo che è possibile, ma bisogna avere i soldi. In qualunque tipo di attività è così, perchè il settore librario dovrebbe differire? o il settore musicale? La verità è che, come diceva prima qualcuno, ci sono troppi scrittori e poca gente che legge e a questo va aggiunto che se prima non sentiamo un nome in tv, non basta la bravura per comprare un libro o un disco. Continuiamo a scrivere per esternare ciò che la mente detta alla penna. Diventiamo bravi. Troviamo un modo intelligente per farci conoscere, rendendoci disponibili ad organizzarci da soli eventi, conferenze, partecipazioni a fiere... e poi qualcosa uscirà fuori. Pensare di metterci insieme tutti quelli che scriviamo? Sarebbe magnifico, ma alla fine ci sarà sempre chi pensa di essere più bravo dell'altro e, cosa ancora più brutta, chi saprà essere più furbo degli altri. E' un settore difficile, io ci sono stato dentro, come autore e come curatore di scritti di altre persone. Il porta a porta, unito ai metodi che ho citato portano i loro frutti certamente e poi... c'è internet... Bisogna solo sapersi industriare e non credere alle pubblicità tipo quelle che avete citato di case che selezionano scrittori. Mille partecipanti? per loro sono mille scrittori e se anche solo il dieci per cento accetta di pubblicare alle loro condizioni, avranno incassato un bel po' di soldini perchè di quanto andrete a pagare, loro incassano pulito almeno i due terzi dopo aver coperto le spese. E' solo e unicamente un'operazione commerciale ideata per loro stessi. Magari da questo poi può nascere anche qualcosa di buono per qualcuno, ma ne avrebbe un contratto talmente capestro che ancora una volta sarebbe solo servito a rimpinzare le casse delle case editrici.
Giancarlo Aspromonte

Anch'io ho ricevuto una proposta dal gruppo albatros. Ho comunicato che non ero assolutamente in grado di acquistare 220 copie del mio libro e loro sono scesi a 80, proponendomi un contratto minore ovvio (quasi zero pubblicità!). Io non so come muovermi. Ho inziato a raccogliere soldi tra i miei amici, a 80 copie si arriva facilmente. Ma devo proseguire???

vai sul mio sito di facenbook su note e leggi attentamente quello che o scritto e ti renderai perfettamente conto della situazione. R.C.

Salve a tutti. Ho inviato un racconto al gruppo albatros nel giugno 2010. Dopo circa 30 giorni mi è arrivata una lettera dove mi si diceva che avrebbero voluto pubblicare il mio libro, mi si presentava un modulo con 25 punti comprendenti di tutto e di più, come trasmissioni televisive e radiofoniche e, partecipazioni a fiere del libro, roba da far girare la testa, se non che alla fine mi si chiedeva un contributo di 5200 €, che stavano per 220 copie al prezzo di 24 € l'una. Ho chiamato al numero di telefono, e mi sono sentito dire che per la stampa di un libro, manco il mio fosse l'Odissea, e per tutti i servizi che fanno, chiedono il 40 % all'autore. Allora, facendo un semplice calcolo, il tutto costerebbe a loro circa 11000 €. Credo che sia inutile commentare. Poi sarà anche una grande casa editrice, avranno i loro riconoscimenti, ma 11000 € per quello è una roba da fantascienza.

Vorrei rispondere al sig.Giancarlo Aspromonte: praticamente lei mi dice che gli autori dovrebbero pagare loro per avere lavoro, insomma lo stesso ragionamento di quelli che pagano 5000 euro per avere una segnalazione per un posto di lavoro...ma lo sa che questo genere di editoria, chiamata "vanity press", è considerata una truffa bella e buona in paesi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna?Perchè in Italia si deve pagare per lavorare? Io sto scrivendo un libro, in inglese of course, quando sarà pronto, lo invierò a un certo numero di agenti letterari e compagnie editrici, poi, se loro decideranno che vogliono investire sul mio progetto bene, pubblicherò, sennò...pazienza.
Consiglio a tutti di fare così, e ricordo che per comprare spazi su canale 5 gruppi come la Albatros fanno bei soldi, ma NON vendendo libri a lettori ma illusioni a scrittori.

Mi perdoni, ma penso che se legge attentamente il mio commento, capirà bene che sono assolutamente contrario a pagare una casa editrice per pubblicare un libro. Preferisco pagarmi da solo la stampa, se necessario, senza metterci in mezzo nessuna casa editrice. Se gli editori non imparano ad investire sul "prodotto" in quanto tale, piuttosto che sul nome dello scrittore (che ovviamente sceglie -o viene scelto- case editrici di un certo spessore), difficilmente vedremo uscire libri che valga la pena di acquistare e leggere. Il senso del mio commento non era certo a favore del genere "vanity press", tutt'altro...

e allora cosa devo dire io , che sono anche anzianotta ?e che quindi non si può parlare di una scrittrice emergente , sono in pensione e di libri in tutta la mia v ita ne ho scritti diversi , non ho mai combinato niente di buono probabilmente anche perchè non sono abbastanza brava , non ho intenzione di spendere migliaia di euro per dare lustro a un ego che ha già subito varii colpi dalla vita e anche questa volta penso che quando avrò finito il mio Cielo di Maremma lo metterò in un cassetto insieme a tutti gli altri

womanseniorpistoia

Da circa un anno mi ero fatto - stupidamente anche data l'età che dovrebbe portare a disincanto - parecchie illusioni su questo Gruppo Albatros. Ho scritto una ricca raccolta di poesie e stavo programmando di spedirle a tale Casa Editrice con entusiasmo e fiducia: ma ora, dopo quello che ho letto sulle vostre esperienze, mi è crollato tutto il mio bel castello di speranze. Avete qualche consiglio da darmi? Come posso fare per far prendere in considerazione la mia opera?

Eccomi! Altro pacco, altro scrittore in erba che si sta chiedendo se investire quasi 2mila euro sul proprio futuro di...? Mia moglie, che aspetta il sesto figlio, ha detto "Solo un pazzo, e un gran vanitoso, accetterebbe!" Sottoscrivo la sua affermazione. Sono convinto che non sia completamente sbagliato il discorso che fa l'Albatros. E' però quantomeno fuorviante ed illusorio. Nessuno ti vieta di spendere cifra elevate per il super enalotto...Basta non lamentarsi poi se non si vince.
Caro Conted di Novenza, credo che sia più efficace trovare vie nel mondo pazzascamente iperattivo di internet che navigare nei perigliosi mari della (pessima) editoria italiana. Prova, informati su come fare; saremo almeno in due a farlo. E per l'Albatros? Lascia che rimanga un bel sogno, accendi la luce e svegliati. Fa male? Sì, ma evitarà lo stllicidio delle illusioni.

Anch'io ho ricevuto qualche giorno fa il presunto contratto del Gruppo Editoriale Albatros a cui è seguito immediatamente un mio rifiuto via mail, poiché la richiesta di una cifra considerevole per la stampa e la presunta pubblicità mi ha un pò insospettita, quindi indagando in internet e vedendo che anche altra gente ha avuto i miei stessi sospetti, ho deciso di mandare una segnalazione di presunta truffa a Striscia la Notizia, perché a mio avviso probabilmente attraverso l'esca del concorso raccolgono nominativi e senza selezione mandano a tutti indistintamente un contratto e poi se anche la metà di questi accetta, per loro è comunque una vittoria, perché riescono a intascarsi dei soldi senza poi fare nulla. Chiaramente è tutto da dimostrare, però credo che un fondo di verità esista sicuramente.

secondo me il punto è : c'è differenza tra una casa editrice che ti chiede il contributo e che si chiama albatros, e una casa editrice famosa e storica che pubblica la biografia di cantanti usciti dal programma amici, o presentatrici tv? secondo me no. anzi, magari un giovane autore incappa in questa casa editrice, si lascia convincere perchè pensa possa aiutarlo a fare curriculum considerando che i master costano il doppio e pubblica. ma non è detto che non valga o che poi non faccia carriera. c'è un libro molto bello edito dall'albatros che tra l'altro ha avuto anche successo ed è stato letto e recensito da altri scrittori ed intellettuali che non avevano alcun interesse a pubblicizzarlo. in sintesi, mai giudicare aprioristicamente, se un libro vale puo essere edito anche sulla carta igienica, che differenza fa? non mi sconvolgerei piu di tanto. chi ha detto che un esordiente deve mandare il libro ai festival o ai concorsi e che se vale ce la farà forse non ha capito che c'è piu sporcizia in quei concorsi che altrove. il mio consiglio è leggete leggete leggete. si puo trovare una perla ovunque, anche in case editrici come l'albatros

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