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Di Marta Traverso

Ci ho pensato un po' prima di scrivere questo post. Quello che sto per affrontare è un tema spinoso, che tengo d'occhio da qualche tempo senza venirne a capo.

Chi parla di editoria a pagamento, come il brillante articolo di Zero91 Magazine citato da Morgan in un suo post, presto o tardi si ritrova a citare il Writer's dream, un sito web espressamente dedicato alla lotta contro l'editoria a pagamento, corredato di blog, forum e naturalmente (per la serie se non ce l'hai non esisti) fan page su Facebook.
Ne avete già sentito parlare? Un progetto interessante, senza alcun dubbio, ma che al tempo stesso presenta molte criticità. Devo confessare che mi riesce molto difficile individuare il famigerato punto di vista con cui - da brava blogger - dovrei affrontare la questione.
Avrei potuto optare per la via più semplice - cambiare argomento - ma sono troppo testarda e ho scelto di proseguire su questa strada.

Come procedere, dunque? Potrei raccontarvi qualcosa sull'importanza della lotta all'editoria a pagamento, su quanto sia delicato questo tema soprattutto qui in Italia, dove questi pseudo-editori spuntano come funghi: ma il riepilogo più efficace potete averlo direttamente da Morgan, nella serie di post Pubblicare libri senza truffe?: Premessa, Parte uno, Parte due, Parte 3, Parte 4, Parte 5 e Parte 6.

Potrei invece descrivervi il sito nudo e crudo, e magari darvi qualche nome estrapolato dalle tre liste Inferno, Purgatorio e Paradiso, in cui esso classifica gli editori in base al loro grado di "onestà".
Oppure, si potrebbe optare per una soluzione diplomatica, se così si può dire: scrivere un post sul Writer's dream senza parlare del Writer's dream.
E di cosa allora? Parliamo di gossip. E' un argomento niente male, sempre molto gettonato in rete e fuori. Notizie eclatanti che rimbalzano di sito in sito, toni sensazionali, e qualcuno che – metaforicamente – urla le parole sulla pagina scritta.
Il Writer's dream offre un servizio importante o è una bufala? Facebook e Google Reader a parte, non ho mai avuto personalmente a che fare né con il sito né con la sua fondatrice, la giovanissima (classe 1991) Linda Rando, pertanto non ho alcun mezzo per esprimere giudizi.
Ma c'è una cosa che proprio non mi piace: il tono da gossip con cui se ne parla in rete. Da più parti si leggono parole di apprezzamento per Linda Rando e la sua campagna, quasi glorificandola a paladina dell'editoria "onesta", ma al tempo stesso esistono blog che sembrano creati appositamente per augurarle le sorti peggiori, quasi fosse una vera e propria criminale.
Un esempio? Il post scritto ripetutamente in questo blog e in questo dal signor Daniele Pozzi – che secondo Linda Rando altri non è che l'alias di un editore inserito nella sua lista nera – e che l'autore ha spammato in diversi blog e forum letterari, come questo.
Cosa vi fanno pensare post del genere, e le repliche un po' sopra le righe di Linda? A me ricordano le liti al Grande Fratello: «Tu sei un falso!!!», «No, la falsa sei tu!!!». Ma falso/a a proposito di cosa? Boh!
Peccato che non siamo in un reality, e che la questione è molto più seria. Ci sono persone pronte a spendere diverse migliaia di euro pur di vedere il proprio nome stampato su un libro. Ci sono aziende che speculano sull'ambizione di queste persone. Ci sono altri (aziende? associazioni? Communities?) che si battono in ogni modo perché questo abominio finisca.
E tutto ciò che abbiamo a disposizione per formarci un'opinione in merito, è puro e semplice gossip. Non so voi, ma io lo trovo un po' triste.
Perciò vi faccio una proposta: proviamo tutti insieme a dare un giudizio sul Writer's dream senza "urlare", in modo che chi desidera saperne di più non si lasci influenzare dalle lotte intestine fra chi lo ama e chi lo odia?
Post Scriptum. Vi interessa sapere la mia idea sull'editoria a pagamento? No? Pazienza, ve la dico lo stesso :-) Penso che un blog ben strutturato e una buona presenza online danno molta più visibilità di 100, 200, 500 copie fresche di stampa. Visibilità che si ottiene a costo zero, a meno che non siate esperti di web marketing e sappiate districarvi tra Banner, inserzioni Adwords e affiliazioni varie. Ma questa è un'altra storia.
Post Scriptum 2. Ecco un documento molto interessante, anche se forse un po' di parte perché creato dagli editori stessi: si tratta del manifesto contro il contributo editoriale, a cura della casa editrice I sognatori. Un po' lunghetto, ma vale la pena. Buona lettura.
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Commenti

È incredibile come non ci siano stati ancora commenti a questo articolo, visto il maledetto vespaio che scatena ogni volta parlare di WD in Rete.
I collaboratori di questo blog conoscono bene la mia posizione sul progetto WD, di sicuro la conosce Morgan.
Io ho utilizzato più volte il lavoro fatto dalla Rallo e dai suoi collaboratori per farmi un'idea del mercato editoriale, prima di spedire il mio romanzo a questo o a quell'editore. Tuttavia, penso che, come in molte cose, la verità stia nel mezzo. Mi spiego.
I paladini della giustizia disinteressati sono pochi, e non so se WD possa annoverarsi tra questi. Quello che so per certo è che rendono un buon servizio alla comunità di scrittori internauti, per lo meno per farsi un'idea di massima sull'ambiente.
Troppo spesso, però, mi pare che ci siano troppe urla nella discussione e che i collaboratori di WD si scaldino con un po' troppa facilità. Abbassarsi alle offese personali è sempre deprecabile e mi pare che sarebbe auspicabile, come hai suggerito tu, Marta, avviare una discussione più seria, che possa chiarire un po' di più la questione. Piuttosto che scagliarsi con toni da rissa televisiva contro questo o quell'editore. Aprire gli occhi e proteggere gli sprovveduti dalle truffe è un impegno degno di lode; mettere alla forca questo o quello, mi sembra invece una pratica da regime che non mi piace.
WD è uno strumento utile, che consiglio a tutti di utilizzare prima di contattare chicchessia, perché farsi un'idea di come vanno le cose è sempre bene. Tuttavia, bisogna sempre guardare alle liste (a me in generale l'idea di un indice non piace mai) col beneficio del dubbio. Insomma, gettare sulle cose uno sguardo critico.

Penso che queste parole di Marcello siano esemplari:
"I paladini della giustizia disinteressati sono pochi, e non so se WD possa annoverarsi tra questi. Quello che so per certo è che rendono un buon servizio alla comunità di scrittori internauti, per lo meno per farsi un'idea di massima sull'ambiente".
Non potevo esprimere in miglior modo il mio pensiero.
Inoltre aggiungo ai collaboratori che mi è venuta un'idea malata, tanta per cambiare... ma ne ve parlo in privato :)

Dimenticavo: sul blog di Davide Romano erano comparsi due articoli che riportavano tali e quali i commenti di Pozzi disseminati sul web; solo dopo molto tempo e in seguito a numerosi miei commenti, tutti cancellati, è stata aggiunta la dicitura "riceviamo e pubblichiamo" seguita da "la controparte è la benvenuta a rispondere e rettificare": mai nessun commento, né mio né altrui, che difendeva il WD è stato pubblicato.

Grazie di essere intervenuta, Linda.

Salve, sono Andrea e frequento il WD da novembre dell'anno scorso.
Leggendo questo e numerosi altri post sparsi per il web ho notato una cosa che personalmente valuto come un'incongruenza: il Writer's Dream non nasce come forum/blog di protesta contro le case editrici a pagamento, ma come strumento di confronto tra aspiranti scrittori. Di conseguenza, mette in collegamento i cosiddetti 'esordienti' con autori veri e propri e case editrici. Per questo motivo, mi sembra logico che il WD abbia dovuto adottare una linea di pensiero a riguardo, sempre nel rispetto, tengo a sottolineare, delle case editrici citate. Non sto parlando a vanvera: nel forum sono riportati i nomi degli editori e le loro 'caratteristiche' oggettive; di seguito, gli utenti commentano offrendo la loro esperienza riguardo alle suddette case editrici.
Come ho detto in apertura, il WD è uno strumento. E può essere usato in modo corretto o sbagliato.

Salve, sono un utente del WD (nel forum il mio nickname è Agony).

Ora ci terrei ad esprimere il mio parere spassionatamente e in via del tutto distaccata dal mio essere un utente soddisfatto del sito in questione.

Il WD è un sito indipendente, si autofinanzia (tramite tramite l'esborso di capitali della titolare e tramite la LIBERA donazione) quindi non avendo vincoli di contrattuali di sponsorizzazione (e vista la legge che tutela la libertà di informazione in Italia, ne parla esplicitamente l'articolo 21 della nostra costituzione) non vedo il motivo per cui una persona LIBERA non possa fare LIBERA INFORMAZIONE.
La sig. Rando si espone in primissima persona mettendo la sua faccia e la sua "firma" (non cambia nickname 850 volte al giorno come uso comune di questi tempi).
Come prima detto la nostra costituzione permette ad ognuno di noi di esprimere la propria opinione liberamente e se l'editore in questione o chicchessia trova che l'operato della Rando non sia conforme alle nostre leggi può intraprendere vie legali (se non lo fanno un motivo ci sarà pure insomma...) ma non diffamando, ricattando o insozzando la rete con flame offensivi e atti solo alla diffamazione.
Le recensioni della Rando sulle case editrici a pagamento sono disponibili sul WD e in nessuna di esse vi è alcun tipo di offesa o diffamazione, vi è appunto una recensione, che può essere lusinghiera o meno ma questo è semplicemente "libertà di opinione" che non offende o diffama nessuno.
Se la parte opposta non trova vie migliori, per controbattere, che la diffamazione, l'offesa, il ricatto o lo sproloqui più puro...beh allora forse qualcosa di vero in quelle recensioni c'è pure insomma.
Questo è solo il mio modesto parere, la mia "libera opinione" che vuole spezzare una lancia nei confronti dell'operato della Rando, perchè in questo paese, spesso e volentieri, chi cerca di esprimere una voce fuori dal coro o più semplicemente chi contesta un meccanismo che "qualcuno" non vuole sia contestato finisce vittima di ciò, e parlo di esperienze in prima persona.

Saluti cordiali

Ringrazio chi è intervenuto, in primis Linda. Ne parleremo ancora. Argomento spinoso, lo sappiamo.
E ringrazio Marta, perché l'approccio che ha avuto è stato pulito e onesto, non è da tutti.

(Ho cancellato il precedente commento perché, inavvertitamente, mi sono lasciata sfuggire un'informazione che per ora deve rimanere riservata. Lo riscrivo omettendo quella righina incriminata.)

Ciao a tutti, sono Rando Linda aka Ayame, fondatrice di Writer's Dream.
Innanzitutto grazie per avermi segnalato il blog "Not Writer's Dream", lo aggiungo alla querela che sto portando avanti.

Per spiegarti le mie risposte "sopra le righe" devo partire dall'inizio della vicenda, avvenuta quest'estate.
Nella lista degli editori a pagamento c'era (e c'è) una casa editrice, La Zisa.
Questa casa editrice, tramite la persona di Davide Romano (http://www.soniaalfano.it/content/quando-la-malainformazione-te-la-ritro...) mi contattò tramite mail chiedendo di togliere il nome della sua casa editrice dalla lista. Cosa che non feci, ovviamente.
Pochi giorni dopo, sul blog di WD comparve un commento, firmato "La Zisa", che riportava la stessa mail; dopo pochi minuti una commentatrice, Doris, inveiva a gran voce su di noi, sempre nel blog.
Gli ip di Davide Romano e di Doris erano identici, nel modo più assoluto: la stessa persona.
Venne smascherato, contattato tramite mail - ma non rispose - e la cosa sembrò chiudersi lì.

Tempo dopo, su numerosi blog, comparvero commenti copia-incollati firmati da Daniele Pozzi; sul blog di Davide Romano erano comparsi due articoli che riportavano tali e quali i commenti di Pozzi disseminati sul web; solo dopo molto tempo e in seguito a numerosi miei commenti, tutti cancellati, è stata aggiunta la dicitura "riceviamo e pubblichiamo" seguita da "la controparte è la benvenuta a rispondere e rettificare": mai nessun commento, né mio né altrui, che difendeva il WD è stato pubblicato.
Contattai Romano più e più volte, ma questi non mi rispose mai, nonostante l'accusa pesante che gli rivolgevo e la minaccia di rivolgermi alla Postale per far cessare il suo attacco diffamatorio contro di me.

Poi sono comparsi i blog che mi definiscono un'obesa truffatrice che ricatta gli editori per ottenere delle collaborazioni. Su Facebook idem. Commenti copia-incollati, articoli falsi, insulti a mia madre.

E secondo te come posso stare zitta? Io, poi, che mi infiammo con estrema facilità...
Ho aspettato ancora, pensando che le cose si fossero calmate, ma il mio amico ha fondato un nuovo blog. E io non ci sto a farmi insultare così e a far seminare dubbi sul mio operato.

Perché, Marta e Marcello e Morgan, io per portare avanti il Writer's Dream ci vado di mezzo in prima persona, sotto l'aspetto economico, di responsabilità penale, giuridica, di fastidi, di nervosi, di liti con la mia famiglia.
Spendo soldi per mantenere il sito - e non navigo nell'oro, anzi - e non ho mai chiesto 5 cent a nessuno, per i servizi: c'è la possibilità di donare qualcosa, ma è una donazione libera e non obbligatoria per nessuno.
Per tutelare la libertà di parola dei miei utenti sono andata alla Postale a testimoniare e a portare dati, ho dovuto litigare mille volte con i miei perché prima ero minorenne e dipendevo (dipendo ancora) da loro; sono stata vittima di insulti, offese, campagne di persecuzione di ogni tipo da parte di editori che non volevano essere nominati nel mio sito, hanno tentato di ricattarmi, di spaventarmi; tutto questo GRATIS. Senza nessun tornaconto, di nessun tipo.

E sono anche stanca, soprattutto perché per aiutare gli altri ci vado di mezzo io, salute inclusa perché mi prendo di quei nervosi e di quei magoni che mi fanno star male per giorni.
Ne vale la pena? Nessuno mi obbliga.

Per me sì, ne vale la pena, perché ogni autore che manda a quel paese un contratto a pagamento mi rende orgogliosa.
Però, per favore, non mettete in dubbio l'onestà mia e del mio operato

Salve, sono un membro dello Staff del WD da qualche mese, il mio nick sul WD è Nayan.
Purtroppo sono stata vittima anche io di un EAP e, con il tempo, ho capito che l'unico modo per evitare di arricchire questi squali è proprio fare informazione, diffondendo esperienze, cercando di dissuadere gli ingenui neo-autori dal pubblicare a pagamento, e soprattutto facendo i nomi. Partendo da questo presupposto, purtroppo, il gossip è inevitabile.
Buttare merda su Ayame e sul WD è l'unico modo che molti pseudostampatori (che si autodefiniscono editori) hanno, per screditare il lavoro di persone come noi che, al contrario di quello che si sostiene, non ci guadagnano proprio NULLA nel fare ciò che fanno. Semmai ci perdono: tempo, prima di tutto, e pazienza. E in alcuni casi, anche salute.
Tutto ciò che di negativo si legge in rete su Ayame è dovuto solo al fatto che è una persona che dice le cose come stanno. E purtroppo le persone come lei sono persone scomode.
Ovviamente ognuno è liberissimo di fare ciò che meglio crede, ma continuare a sostenere gli EAP significa uccidere qualunque speranza e qualunque possibilità di leggere buoni testi, specie di autori esordienti. I motivi sono tanti e dei quali si è già ampiamente dibattuto in altri contesti, quindi non mi dilungo.
Credo che il WD sia un portale utilissimo per chiunque ami la scrittura, non solo per chi vuole pubblicare; oltre al fatto che periodicamente vengono organizzate iniziative interessanti, come le selezioni editoriali, c'è anche la possibilità di confrontarsi con chi ha già pubblicato, di ricevere consigli sul proprio stile di scrittura e molto altro.
Il resto, sono chiacchiere. E chi frequenta il WD, penso lo sappia.
Grazie per questo spazio ^^
Nayan

Cara Linda, sei una splendida persona e c'è tutto di onorevole nel tuo sforzo di dare un aiuto sincero e disinteressato alle persone che ambiscono a farsi conoscere. So che la gente come te non cambia e questa consapevolezza è la cosa più meravigliosa di cui puoi essere fiera. Mi auguro, in futuro e proprio grazie alla mia attività di scrittrice, di conoscerti personalmente. Vorrei avere l'onore di stringerti la mano... Se mi riterrai degna

Sapevo che alla fine i commenti sarebbero arrivati.
Capisco il tuo stato d'animo, Linda (mi permetto di darti del tu), non deve essere facile prendersi sulle spalle tutti i problemi che sono scaturiti dalla gestione del suo sito Web.
Io credo che tu e il tuo staff stiate facendo un buon lavoro (come ho già detto scritto altre volte), ritengo altresì che toni pacati possano aiutare meglio a fare luce sulla questione e determinare una immagine meno suscettibile di attacchi.
Credo che tutti gli autori, emergenti e non, siano dalla vostra parte – almeno quelli che vogliono affrontare questo mestiere con serietà, impegno e spirito di sacrificio – prova ne è il fatto che anche Sandrone Dazieri (non certo l'ultimo attivato) abbia dedicato al vostro progetto parole di elogio.

Salve a tutti,
vorrei dire anch'io la mia su questo argomento, ma prima mi presento. Sono un utente del Writer's dream (Non faccio parte dello staff), registrato come Jair Ohmsford e amministratore di un altro portale letterario.

In alcune discussioni del forum e del blog i toni si sono accesi, quasi sempre per mano di utenti (editori o autori) e non dello staff del sito.

Premesso che per me i toni in alcune situazioni (non solo sul forum) potevano essere più pacati già in partenza, devo dire che gli insulti personali o la diffamazione da parte del WD non li ho mai visti, almeno negli spazi pubblici (non posso ovviamente conoscere i contenuti della corrispondenza privata o delle conversazioni telefoniche). Poi non sono un avvocato e quindi non ho titoli per giudicare legalmente la questione.
Secondo me questo portale ha dato e sta dando moltissimo in termini di sana controinformazione (che non va confusa con la disinformazione, che il WD cerca di combattere).

Ora voglio illustrare un aspetto della vicenda che non è stato ancora trattato.
Ci sono stati editori che hanno contestato duramente l'operato del Writer's dream con toni a volte un pò forti. Tali editori, però, hanno mantenuto un linguaggio educato, scegliendo di partecipare al forum per spiegare le proprie ragioni. E' stata quindi avviata una discussione civile e basata sul confronto. Il risultato di ciò è stato l'inizio di una collaborazione tra questi editori e il Writer's dream, nonostante l'acceso diverbio iniziale.

Questo non per dire che il portale sia esente da pecche o che racconti verità assolute, ma per far notare che un approccio basato sul dialogo è la soluzione migliore per tutte le parti, come dimostrato dalle proficue collaborazioni avviate da Linda.

Riguardo al gossip, sono d'accordo con chi ha scritto questo post. Sto notando anche tantissimi siti e blog amatoriali con post anti-Wd o pro-Wd che sono aperti e portati avanti solo per partecipare a una sorta di puntata infinita di Amici o del Grande Fratello...
Bisognerebbe invece concentrare l'attenzione su un solo aspetto e porsi due domande: Questo portale ha o no un'utilità di qualche tipo per gli aspiranti scrittori a cui si rivolge? Quali sono i limiti e i difetti dello stesso?

Le questioni legali sono un altro discorso e penso che al di là dell'opinione personale, questa sia materia di avvocati. E' triste però vedere come una cosa bella e meravigliosa come la scrittura finisca in diatribe legali.
Soprattutto considerando che si parla di un portale che è sì professionale per come è gestito, ma totalmente amatoriale (e non un attività commerciale).

Gentile Signorina Traverso, abbiamo notato che sul Suo Blog sono state riportati dei commenti che argomentano in modo assolutamente fazioso e falso una spiacevole vicenda che ormai si trascina da troppo tempo. E’ nostro desiderio, pertanto, contribuire a fare chiarezza su quanto sta avvenendo ed è avvenuto sinora.

Nel mese di giugno dell’anno scorso, grazie ad una segnalazione di un nostro autore, veniamo a conoscenza che la sig.na Linda Rando alias Ayame, persona a noi sconosciuta, così come non lo è all’interno del mondo editoriale e letterario, nel suo Blog ha inserito, senza alcuna verifica ma basandosi esclusivamente sul “si dice” di pochi malinformati, la nostra Casa Editrice nella lista “inferno” delle case editrici a pagamento. Una categoria che, a detta della stessa sig.na Rando, oltre a chiedere sempre contributi, sotto forma di acquisto copie, editing, isbn o quant'altro, non fa distribuzione, non ha codice isbn, non promuove o non segue gli autori, non fa un lavoro di editing, ha ricevuto testimonianze comprovate in cui si parla di inadempienze contrattuali.
Dando sempre per scontata, fino a prova contraria, la buona fede delle persone e pensando esclusivamente ad uno spiacevole malinteso, decidiamo di scrivere subito alla sig.na Linda Rando - riportiamo di seguito la lettera - sperando che una semplice e-mail sia sufficiente, convinti di vivere in un mondo di persone civili e rispettose del lavoro altrui, a chiarire l’equivoco e a rettificare l’errata informazione.

(continua)

“Spett.le redazione,
Ci è stato segnalata la rubrica pubblicata sul Vostro sito http://writersdream.org , in cui alcune Case editrici italiane vengono divise in tre liste, “Inferno, Purgatorio e Paradiso”, in base ad alcuni parametri da Voi prestabiliti..
Orbene, constatiamo con nostro vivo stupore di essere stati inseriti nella categoria Inferno, cioè la categoria che comprende le case editrici che chiedono un contributo o l’acquisto copie, non hanno distribuzione, sono poco chiare nella definizione dei dettagli del contratto, non hanno codice Isbn, non promuovono o seguono gli autori, non fanno un lavoro di editing.
Sicuramente chi ha deciso l’inserimento della nostra casa editrice in questa categoria, non ha verificato (era sufficiente attingere alle notizie riportate chiaramente nel nostro sito internet) l’esatta corrispondenza dei parametri sopra elencati. Ci permettiamo, quindi, sperando di farvi cosa gradita, di fornirvi qualche chiarimento sulla nostra attività editoriale e sui nostri libri.
La casa editrice La Zisa nasce nel 1988 a Palermo e in breve tempo si afferma nel settore dell'editoria di qualità con i suoi numerosi titoli pubblicati (saggistica di carattere storico-scientifico, saggistica d’attualità e narrativa di autori classici “ritrovati” e di scrittori emergenti).
In oltre 20 anni di attività il nostro catalogo si è arricchito di alcune opere importanti di autori quali P. Borsellino, R. Chinnici, G. Falcone, N. Barbato, P. Colajanni, A. Dino, I. Ehrenburg, M. Maeterlink, F. Mauriac, C. Mori, L. Settembrini, L. Sturzo e Tolstoj.
In questi ultimi anni alcune nostre pubblicazioni hanno riscosso un buon successo come il saggio del giornalista del Sole24Ore, Nino Amadore, “La zona grigia. Professionisti al servizio della mafia” (3 ristampe in sei mesi); il dizionario “Le parole della mafia” (una tiratura quasi esaurita nell’arco di due stagioni), la relazione della Commissione parlamentare Antimafia sulla ‘ndrangheta o, ancora, le recenti pubblicazioni di Pompeo Colajanni - Le cospirazioni parallele - e di Li Causi -Terra di frontiera- con la prefazione di Oliviero Di liberto.
Il nostro piano editoriale prevede, inoltre, per il prossimo anno la pubblicazione di tre classici di Tolstoj, una biografia di Ezio Taddei, la storia dei Valdesi scritta da Teodoro Balma, la storia degli ebrei di Ferrara scritta da Silvio Magrini Finzi-Contini, Il quinto vangelo di Ezio Taddei, un classico di Alexandre Dumas, la storia dell’Astronomia in Sicilia scritta da Margherita Hack e Pippo Battaglia, Tutto il teatro di Gabriello Montemagno ed “I campieri di Cristo” di Nonoccio Anselmo, giornalista siciliano che ha già pubblicato per Flaccovio.
Dobbiamo però precisare che per gli autori emergenti, vista la precaria situazione in cui versa l’editoria italiana, siamo costretti, nostro malgrado, a chiedere all’autore stesso di condividere l’impegno attraverso l’acquisto di un certo numero di copie.
I nostri autori vengono però affiancati nella revisione dell’opera da validi e titolati editor che li accompagnano fino alla stampa del libro. Ogni nostra pubblicazione è supportata da un robusto ufficio stampa che collabora anche all’organizzazione e divulgazione delle numerose presentazioni che mensilmente programmiamo.
La casa editrice aderisce e collabora con le associazioni “Addiopizzo” e “Libera” per la divulgazione del binomio sviluppo e legalità quale unico mezzo per contrastare la mentalità mafiosa che da troppo tempo soffoca l’economia siciliana.

(continua)

Chiariamo, inoltre che la nostra casa editrice è distribuita a livello nazionale dai seguenti distributori:

Sicilia - Calabria PRO.VE.DI. srl - Palermo
Emilia Romagna, Marche, Abruzzo L’EDITORIALE SRL - BOLOGNA
Toscana - Umbria AGENZIA LIBRARIA TOSCANA Firenze
Lazio - BARDI EDITORE
Veneto - Trentino-Alto Adige - Friuli-Venezia Giulia FERRARI LIBRI srl
Campania ALPHA LIBRI SRL
Lombardia - Piemonte Valle d'Aosta - Basilicata - Liguria Sardegna - Molise Puglia EDIQ DISTRIBUZIONE
Estero Casalini Libri s.p.a.
Promozione e distribuzione nelle biblioteche L.S. distribuzione editoriale

Vorremmo infine precisare che tutti i nostri volumi sono dotati di codice Isbn, codice a barre e vengono regolarmente inseriti nella banca dati di Alice e di conseguenza sono in vendita anche nelle maggiori librerie on-line.
Essendo chiaro che l’informazione fornita dal vostro sito internet e dai blog ad esso collegati è erronea ed evidentemente dannosa per la nostra immagine, sicuri che abbiate compreso l’errore commesso, chiediamo una rettifica per non essere costretti, dovendo tutelare il buon nome della nostra casa editrice, ad adire alle vie legali”.

Inutile dire che non riceviamo alcuna risposta alla nostra lettera, il che potrebbe essere letto come un indice di malafede, ma cominciamo a subire un vero e proprio attacco mediatico ad opera della sig.na Rando e dai seguaci del suo Blog (alcuni dei quali, è doloroso denunciarlo, sono anche dei colleghi editori: cosa che si commenta da sola).
In particolare, il presidente della casa editrice viene accusato di “personalità multipla” e di aver rivolto con lo pseudonimo di Daniele Pozzi, e di numerosi altri fantomatici personaggi, pesanti accuse nei confronti suoi e dei suoi familiari.
Capisce bene che accusare una persona di qualcosa che non ha commesso equivale a diffamarla. Decidiamo, quindi, di inviare alla sig.na Rando, tramite il nostro legale, una formale diffida, sperando, almeno stavolta, di riuscire a far capire alla sig.na Rando che non è corretto utilizzare il web per gettare fango sulla professionalità e sul lavoro altrui.
Inutile dire che, anche stavolta, non ne abbiamo alcun riscontro. Anzi, la campagna diffamatoria nei nostri confronti, una casa editrice che ha più di vent’anni di storia ed un prestigio dai più riconosciuto, si intensifica.

Vista, quindi, la completa indisponibilità da parte della sig.na Rando a cancellare le sue infamanti accuse ed insinuazioni ed a rettificare le notizie sulla nostra Casa Editrice ci vediamo costretti a procedere legalmente contro la stessa sia in sede civile che penale e contro tutti coloro che hanno avallato la sua azione diffamatoria riportando notizie errate e prendendo, un po’ ingenuamente, come fonte sicura il gioco di una ragazza poco più che maggiorenne che, non si sa a quale titolo e con quale autorevolezza vista la sua giovane età e il suo inesistente curriculum di studi e di esperienze professionali, non ha rispetto per chi, come noi, crede nella buona editoria ed investe quotidianamente per la realizzazione di un buon prodotto culturale ed editoriale.

Sarà la Postale a stabilire l'identità di Pozzi, io ho sempre espresso i miei sospetti. E no, non è diffamatorio.
Devo ricordare che Davide Romano intervenne con un falso account, di cui dispongo degli ip, dove insinuava velatamente che io e altri editori fossimo truffatori?
È infine curioso notare come abbiate sempre ignorato le mie numerose mail e che la diffida riportasse che VOI avete contattato ripetutamente ME senza ricevere risposta.
Ma non c'è nessun problema. Approfondiremo nelle opportune sedi.

Scusate, relativamente al mio precedente commento, voglio chiarire una cosa che non ho spiegato bene riguardo alle collaborazioni del WD.

Gli editori che NON hanno stretto collaborazione con il Writer's Dream (o che l'hanno sciolta) non sono certamente dei truffatori a priori. Ogni editore è libero di collaborare con chi vuole o di non farlo. E ce ne sono diversi tra quelli che hanno rifiutato collaborazioni con Linda Rando che sono onesti e professionali, anche tra coloro che hanno contribuito a portare avanti accesi dibattiti. Così come tra quelli che chiedono contributo (anche in acquisto di copie, non solo in denaro).

Proprio riguardo alla richiesta di contributo o acquisto copie, NON essendo la cosa illegale, la questione non può certo essere incentrata unicamente su questo aspetto, ma su molti altri correlati che tutti insieme contribuiscono a formare il livello di competenza, correttezza e professionalità della singola casa editrice.

Lo scopo del WD è proprio quello di mettere in luce tutti gli aspetti attraverso una classificazione il più possibile oggettiva degli editori, attraverso testimonianze dirette degli autori che hanno già pubblicato un libro.

Come ho già detto, la liceità o meno di tale campagna di informazione portata avanti da Linda Rando, i metodi utilizzati dalla stessa e il diritto o meno di stilare liste editoriali o quant'altro, saranno stabiliti da chi di dovere. Il tutto valutando legalmente e caso per caso le dinamiche avvenute tra Wd ed editori.

Ci tenevo a chiarire questo aspetto, affinchè le mie precedenti parole non vengano fraintese.

Grazie per lo spazio concessomi.

La Zisa dice: "la sig.na Linda Rando alias Ayame, persona a noi sconosciuta, così come non lo è all’interno del mondo editoriale e letterario"
ma Sandrone Dazieri ha parlato bene del Writer's Dream nel suo blog, e non penso che Sandrone Dazieri sia proprio l'ultimo arrivato.

Da solo il fatto che qualcuno abbia creato una marea di finti blog pseudo anonimi che tentano di insultare o "diffamano" Linda e WD (e con che argomenti poi.. "è un obesa"), dovrebbe far pensare.
Sinceramente mi fa davvero tristezza, ma in fondo questo genere di cose non fanno che dare pubblicità positiva a chi vorrebbero invece diffamare.
Davvero mi lascia senza parole il fatto che degli Editori a Pagamento debbano scendere a questo livello semplicemente perché è stato detto che sono Editori a Pagamento.
Soprattutto poi per quanto ho potuto vedere è stata adottata una strategia completamente sbagliata cioè andare sul sito o blog che scrive contro gli EAP firmandosi come "persona comune" "estranea a tutto" e che passando li "per caso" si lancia in una discussione chilometrica all'ultimo flame..come se fosse verosimile, e poi la gente si incazza, ci credo eh..

Giusto qua sopra si può vedere il livello delle argomentazioni usate:

"la sig.na Linda Rando alias Ayame, persona a noi sconosciuta, così come non lo è all’interno del mondo editoriale e letterario"

Non è proprio un bel messaggio non sei nessuno = quello che dici non ha valore.
E dovrebbe far riflettere questo modo di parlare: il non riuscire a resistere alla tentazione di infarcire le proprie argomentazioni di critiche alla persona e non ai suoi argomenti, di insulti e insinuazioni banali.. Davvero triste, spero sinceramente che Linda continui il suo lavoro di Informazione, perché se a voi da così fastidio da spingervi a queste bassezze significa che forse a qualcosa serve.

Simone

Salve a tutti, sono Alessia Cannizzaro e premetto che ho pubblicato un libro, il mio primo libro, con la Zisa (Buttana di lusso. Confessioni di una escort). Non mi è stato chiesto né un corrispettivo in denaro né un numero prestabilito di copie da acquistare e dall'editing alla stampa e distibruzione, compresa promozione del libro, tutto è ed è stato a carico della casa editrice. Quella esposta nel blog e da alcuni di voi, ovvero del pagamento dell'opera da stampare da parte dello scrittore, non credo sia una prassi della casa editrice in questione, anche perchè altrimenti avrebbe dovuto ragionare in questi termini anche con me. La mia esperienza con La Zisa è assolutamente positiva... forse è stata inserita in questa blacklist davvero per errore.

Salve a tutti, sono Alessia Cannizzaro e premetto che ho pubblicato un libro, il mio primo libro, con la Zisa (Buttana di lusso. Confessioni di una escort). Non mi è stato chiesto né un corrispettivo in denaro né un numero prestabilito di copie da acquistare. E tutto, ripeto tutto, dall'editing, alla tampa e distribuzione nonché promozione del libro è stato a carico della Casa editrice.
Il fenomeno descritto in questa nota può essere diffuso, ma non riguarda La Zisa. Non credo sia una prassi usuale della casa editrice in questione, anche perchè altrimenti avrebbero dovuto ragionare in questi termini anche con me. La mia esperienza con La Zisa è assolutamente positiva... forse è stata inserita in questa blacklist davvero per errore.

Solidarietà delle Edizioni La Zisa alla giornalista Alessia Cannizzaro definita su Facebook "una ex-prostituta incazzata"

Un certo sig. Vito Introna, chiacchierando allegramente su Facebook con una certa Linda Rando, oltre ad insultare per l'ennesima volta la casa editrice e il suo staff (il direttore della stessa è stato, fra le altre cose, definito “tipografo scadente”, “rincoglionito” e “imbecille siculo”), si è permesso di definire la nostra autrice e amica, la giornalista Alessia Cannizzaro, "ex prostituta incazzata". Vorremmo esprimere ad Alessia tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza per l'essere stata oggetto di tanta ingiustificata volgarità e informare il Sig. Introna e sodali che sosterremo l'azione legale che la Dott.ssa Cannizzaro intende intraprendere contro di lui e la Sig.na Rando per diffamazione.

Chiediamoci innanzitutto come La Zisa nella persona di Davide Romano, che non figura né tra i miei amici né tra quelli di Vito Introna su Facebook sia venuto a conoscenza di queste informazioni - sbagliate, come spiegherò in seguito. Ha forse un profilo sotto falso nome o qualcuno gli ha riferito qualcosa? In entrambi i casi è violazione della privacy.
In secondo luogo, né io né Vito abbiamo parlato della sig. Cannizzaro - utente del WD, tra l'altro. Non sono stati fatti né nomi né cognomi, era uscita una semplice domanda: "la Zisa non è la casa editrice che ha pubblicato il libro di una ex prostituta incazzata?"

Continui pure, sig. Romano. La sua opera divulgatoria di commenti e comunicati copia-incolla a mo' di spam è ammirevole.

Linda Rando

Linda lascialo divertire... pare che altro da fare non abbia! Se ci saranno spiegazioni da dare, le fornirò direttamente in Tribunale. Tranquilla.

Vito

Toni pacati? Sono sempre gli altri a cominciare? Certo come no.

Per un nonnulla si scatena sempre un putiferio, seguiti da mail, messaggi e risposte che di maturo e intelligente hanno ben poco.

Toni irrispettosi, da gradassi e saltano su per niente.

Il WD ha sempre ragione. Chi non è con lui è etichettato come la peggior bestia possibile. Se sgarri di un centimetro, invece di vedere il problema con toni seri, i loro, di toni, diventano maleducati, irrispettosi, irriverenti. Perfino minacciosi.
Per non parlare della pressione psicologica, del controllo (spesso non mollano la loro "preda" se non dopo molto tempo) e del fatto che, molto infantilmente, se qualche sito, concorrente o cos'altro abbia un minimo motivo di accusa, si scatena l'inferno su di esso, nemmeno fosse un delinquente.
Per non parlare che (però questo sì che è da paladini della giustizia) sminchieggiano allegramente la controparte calunniandola ed etichettandola come nemica dell'umanità.

Sono loro i padroni, e vanno avanti a bastone e randello.

Quindi sono qualcosa di buono?
NO.
Sono diventati marci, come tutti quando hanno troppo potere.
E non sono migliori delle EAP.

Tanto più che il commento della founder, qui, lo vedo cancellato. Chissà perché.

E la cosa più triste, è che dovremmo fare capo a loro, perché combattono ciò che odiamo.

Fanno un buon lavoro teoricamente. Speriamo che si smetta di litigare prima o poi....

Tutti anonimi, ovviamente... Che strano :)
Mi domando come mai nessuno dimostri mai ciò che insinua. E come mai queste frasi le ho viste sulla bacheca dell'amministratore di un forum che ha plagiato il WD?
Ripeto: che strano... :)

Ah, ma Anonimo... Il mio commento lo vedi cancellato perché era stato cancellato da me e poi ripostato. C'è pure scritto che è stato cancellato dall'autore :)

Morgan perdonami se abuso del tuo spazio, ma ho scritto una risposta di senso compiuto ai ragazzuoli qua sopra e ci sono effetti speciali che non possono non essere visti:
http://www.writersdream.org/blog/2010/10/le-congiure-del-potere/

Ci terrei a sottolineare che il controllo tanto decantato è necessario per gestire più di mille iscritti. Terrorismo psicologico? Rispetta il regolamente e NESSUNO ti dirà mai nulla di che.

Una precisazione all'autore del post: le liste sono Free, Doppio Binario e A Pagamento e gli editori non vengono smistati "in base alla loro onestà", ma in base ai servizi offerti.

Queenseptienna - Supervisore del WD

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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