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Scrivere: i ferri del mestiere

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Di Marta Traverso


Nello scorso post ho brevemente accennato a Google Define, lo strumento che permette di conoscere i vari significati di una parola semplicemente digitandola sulla home page del motore di ricerca, preceduta dalla stringa “define:”.

Anzitutto grazie per non avermi presa in giro per aver scoperto l'acqua calda! :-) In secondo luogo, tra i commenti al post ho trovato alcuni link interessanti che mi fa piacere condividere ancora una volta con voi. Mi accingo dunque a toccare un tasto a dir poco fondamentale per chiunque si approccia alla scrittura: la conoscenza (e relativa applicazione) della lingua italiana.

Di cosa ha bisogno uno scrittore? Tre cose, fondamentalmente.
Proviamo a tracciare un rapido elenco.

1- Dizionario della lingua italiana: oltre al già citato Define, le opzioni sono davvero numerose. Stephen King (in On writing, off course) definisce il vocabolario ricordando ciò che la prostituta diceva al marinaio timido: «Non importa quanto ne hai, ma come lo usi». Che tradotto in lingua significa: non importa se hai lo Zingarelli 2010 o il vecchio dizionario che la mamma usava alle elementari.
Basta che contenga i fondamentali, e il resto va da sé.

2- Grammatica italiana: alzi la mano chi tra voi ha prontamente cestinato il manuale formato oversize della scuola media? Come, solo io? Andiamo bene... Peccato, perché ricordo che era strutturato in maniera quasi eccellente. Impaginazione ottima, riquadri colorati con le regole da ricordare, esempi distinti con un altro colore ancora, e così via. Non ricordo neppure l'editore.
La regola che vale un po' in tutti i casi è comunque questa:
pochi aggettivi, ancora meno avverbi, rispetto per il congiuntivo e attenzione alle congiunzioni. Soprattutto alla d eufonica: «ad altri» va sempre bene, «ed altri» un po' meno.

3- Enciclopedia: la narrativa è la culla dei bloopers, e ne sanno qualcosa soprattutto gli sceneggiatori. Non vogliamo far indossare anche noi un Rolex a un gladiatore romano, vero? :-)

Personalmente vado su Wikipedia almeno una volta al giorno, e a suo tempo ho anche contribuito a qualche voce. Ogni tanto minaccia di chiudere, ma per il momento resiste strenuamente (ma se a qualcuno
interessa, con l'applicazione WikiTaxi la si può scaricare sul pc).

Marco nel commento al mio scorso post ha consigliato questo link: il sito è www.paginainizio.com, uno dei tanti portali web che contengono di tutto un po'. La pagina è ottima e funzionale: in poco spazio ingloba, fra le varie funzioni, un dizionario della lingua italiana, uno multilingua (dialetti inclusi), uno di sinonimi e contrari, un link a Wikipedia e un coniugatore di verbi.

Mruele ci ha invece proposto l'immancabile Treccani: il sito web della regina delle enciclopedie è una vera miniera (hanno anche la web tv!),  hanno anche dei giochini per tenere la mente allenata.

Riassumendo... Stephen King parlava di una cassetta degli attrezzi con almeno quattro, cinque o sei livelli. Roba che se ti casca a terra non riesci più a rimetterla insieme, e per questo va maneggiata con cura. Al primo posto c'è il dizionario, al secondo la grammatica e al terzo le regole di impaginazione.

Che altro si può aggiungere? Restando in tema di manuali, non si può dimenticare la frase che Vincenzo Cerami ha scritto in quella che è la mia personalissima pietra-miliare-numero-due, ovvero Consigli a un giovane scrittore: «Mai svelerei la mia speranza più segreta: che un giovane, una volta letto il libro e imparato forse una serie di cose, dimentichi tutto e cominci a scrivere andandosene con disinvoltura per la tangente».

A questo punto potrebbe partire un interessante dibattito di natura linguistico - filosofica: quanto contano le regole nella creatività? Trasgredire le norme della lingua è un errore o una forma alternativa di espressione? Ma questa forse è un'altra storia.

Buona scrittura!

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Commenti

suppongo che SK si riferisse alla quantità delle parole conosciute, piuttosto che all'edizione del dizionario!

Interessante il sito paginainizio.com

bel post, Marta. Complimenti

Innanzitutto grazie per aver inserito il link che ti ho suggerito, mi fai arrossire... =)
Poi voglio risponderti, secondo me le regole si possono e si devono trasgredire solo se si conoscono bene, solo se è ben presente che stiamo andando oltre una regola esistente e precisa. Solo in quel modo si può fare arte. Se si scrivono cose a caso pensando di essere dei pionieri o ancor di più degli eroi, non si va lontano...

ottimo post, utile e scritto bene.

@Stefano: se non ricordo male King si riferiva proprio al tipo di dizionario, nel senso che più è vecchia l'edizione, meno parole contiene.

@Marco Debe: condivido in pieno quanto pensi sul rispettare/trasgredire le regole. Ricordo che la mia prof di italiano al liceo diceva: "Chi è bravo, può permettersi il lusso di sbagliare apposta".

secondo me la conoscenza delle regole è fondamentale per trasgredirle.... bisogna saper trasgredire...
Alfredo

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