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Print on demand: pubblicare libri senza truffe? – parte 5

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Di Morgan Palmas

Dopo gli aspetti negativi, quali sono gli elementi positivi del print on demand?

Anzitutto i costi sono abbattuti, si pensi alla filiera della classica editoria tradizionale, nel caso del POD si eliminano molti passaggi, iniziando dal primo tassello: la stampa, in particolare la velocità di stampa.

I diritti d’autore rimangono in mano al proprietario, avete presente il 5 o il 10% delle case editrici? Dimenticateli.

Facilità di pubblicazione, evitando così l’editing e il contatto con le case editrici.

Inoltre, il vostro libro non sarà mai fuori catalogo o a marcire nei magazzini.

Soltanto questi primi elementi configurano già il vantaggio concreto per chi si affida al POD.

Tuttavia non è banale osservare che laddove l’incidenza di internet nella società è profonda esiste in parallelo un mercato del print on demand più evoluto, sia da parte di chi genera prodotti “fai da te” sia da parte dei consumatori finali.

Un esempio concreto: a Londra è stata inaugurata l’anno scorso la Espresso Book Machine, un mezzo tecnologico in grado di stampare in cinque minuti un libro, pescando fra circa 500.000 titoli. La strana fotocopiatrice è stata posta all’interno di una libreria nel pieno centro della città. Ora immaginate se queste macchine dovessero diffondersi, cambierebbe in pochi anni il mondo editoriale, vi serve un libro? Bene, lo stampate sul momento. Di chi? Di quel signore che ha proposto un romanzo interessante sul suo sito.

Siamo preparati qui in Italia a una situazione simile? 

Ancora no, ma in futuro sarà esattamente così. Ecco che chi sceglie il POD sarà costretto a essere presente online se desidererà creare un primo filtro informativo fra autore e potenziali lettori.
Il mercato della stampa digitale si muove, leggete questo articolo e guardate il video.
Sono tutti aspetti che confluiranno con il tempo in un unico canale vantaggioso per il self made man che sceglierà il POD. Potete trovare qui un interessante articolo che confronta i diversi servizi di print on demand.

Già vi parlavo della prevedibile evoluzione di alcune piccole e medie case editrici, le quali si sono attrezzate per sfruttare l’onda del POD. È un caso noto e recente quello della Fanucci Editore.

Inizierò a parlarvi della commistione che citavo qui, i territori divengono più impervi ora, i fili davvero intricati. E giungeremo piano piano alla amata e odiata editoria a pagamento, prima però dobbiamo fare qualche altro passo per capirne il contesto. 

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Commenti

ne avrei di cose da dire...
ma mi limito a tre considerazioni:
1 - non riesco a capire la tua posizione. farevole o contrario? mi piacerebbe sapere, anche se ci sono varianti e variabili per schierarsi da una parte o dall'altra, da che parte stai.
2 - l'esempio di Fanucci non dispiace, ma perchè saltare dal fuori catalogo al POD, senza considerare il download elettronico, a meno che io non sia così disattento da non averlo notato sul loro sito. strategia non giustificabile se non da seri motivi editoriali.
3 - il prezzo mi pare equo, mi piacciono meno le tariffe di spedizione. normalmente un POD costa, e anche parecchio. ma per le case editrici sembra vantaggioso perchè spostano tutto sull'utente finale.

Interessante. Favoloso. Grazie mille.

@Roberto: prima espongo, poi quando avrò finito di dire anche sulle editorie a pagamento, dirò la mia.
Non conosco le politiche editoriali di Fanucci, ho solo scritto il fatto, poi le ragioni profonde credo che siano come spesso accade economiche.
Hai ragione sull'ultimo punto, è così.
@Lindalov: ottimo, grazie a te.

l'appunto su Fanucci era rivolto a loro, chiaro che non volevo coinvolgerti. mi riferivo al fatto che non occupandosi di download, risultava sin troppo facile il loro ragionamento: non ne ho più su carta, se lo vuoi, siccome non mi va di rischiare 1000 copie in magazzino fattelo stampare. e se mi dai 5euro ci metto anche la dedica "dai tuoi amici, nel giorno del tuo compleanno"...
ma dai...

:)

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