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Print on demand: pubblicare libri senza truffe? - parte 3

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Di Morgan Palmas

[Seguito della parte 2]

Il print on demand, come tentavo di far capire nei post precedenti, è un mondo strutturalmente differenziato: non solo libri, altresì calendari, quotidiani, book fotografici, ecc.
Forse vi chiederete perché i quotidiani; la comunicazione delle notizie sta vivendo una nuova rivoluzione, non solo online: nell’aeroporto di Francoforte vi è la possibilità da questa settimana di scegliere ogni giorno fra circa 1000 quotidiani (in 38 lingue) e farselo stampare in pochi minuti
Non ha senso possedere tale quantità di quotidiani: se serve, si stampa. 

Costi abbattuti. 

Un’onda che con il tempo coinvolgerà direttamente anche le edicole, qual è il senso di avere pacchi di quotidiani esposti che poi in parte torneranno indietro? Chi avrà una stampante di tecnologia avanzata si comporterà allo stesso modo. Un business sul venduto, non sul potenzialmente venduto.
Ora aguzzate l’ingegno, non sarà un effetto immediato, pensate a una libreria fra 20 o 50 anni… esatto! E non sono sogni o bizzarre fantasie, è una questione di costi, le leggi di mercato. Le società di distribuzione - come oggi le pensiamo - vivranno una morte lenta, lentissima, ma inesorabile. La singola libreria si attrezzerà per stampare sul momento un libro. Interi settori dell’economia editoriale muteranno o spariranno.

Torniamo al presente.
Il POD è assai più evoluto in altre nazioni, soprattutto negli Stati Uniti, dove le società dedicate sono migliaia e dove si stilano addirittura classifiche in base a parametri di serietà, qualità e affidabilità contrattuale. C’è chi sta creando la propria attività attraverso i canali multimediali: Blurb, Lulu, Booksurge, ecc. Sono presenti già numerosi video su YouTube (esempio 1, 2, 3).
L’abbattimento dei costi, si diceva. Non è cosa da poco.
In particolare per le piccole case editrici il POD potrebbe essere la soluzione per calcolare i rischi di spesa. Circa 400 case editrici italiane hanno utilizzato nel 2007 le tecnologie digitali, in questi ultimi tre anni il fenomeno si è allargato ulteriormente.

Altri dati che possano chiarire il contesto.
Nel 2009 le vendite on line sono aumentate del 21,9% rispetto al 2008, domanda: quanti di questi flussi sono poi gestiti con il print on demand? Considerate che le piccole case editrici sfruttano i canali online con una crescita maggiore rispetto alle grandi case editrici.
Vi cito le vendite on line perché esse sono parte dell’evoluzione del POD e lo sviluppano con effetto trainante. Il print on demand è quasi esclusivamente su internet, lì si trovano informazioni, costi, ecc.

Altro fattore: questione generazionale. Immaginate un dirigente di una grande e storica casa editrice: sistemi tradizionali, stampa di libri, distributori, librai, ecc. 
Pensate invece ora a un trentenne che decide di fondare oggi una casa editrice: essa sarà adattata ai temi, quindi, stampa digitale, mercato on line, print on demand. Sarà il giovane a vincere a medio lungo termine sul mercato, la maggior parte delle persone di cinquant’anni o più non solo non ha versatilità con le nuove tecnologie, ma abbandona i vecchi sistemi con più lentezza. 
L’accelerazione degli sviluppi tecnologici è ineluttabile, il mercato seguirà le medesime leggi accelerate (a titolo di esempio cito “La singolarità è vicina” di Ray Kurzweil, un saggio con contenuti forse portati all’estremo, magari fantascientifici, eppure il libro contiene verità inconfutabili sui mutamenti veloci che stiamo vivendo come società).

Dopo alcune informazioni sparse che avevano l’obiettivo di inquadrare il contesto, veniamo ai vantaggi e agli svantaggi del POD per un libro di narrativa, avendo già compreso che ciò rappresenta un piccolo territorio di tale settore. Supponiamo che voi decidiate di stamparvelo senza considerare le forme tradizionali di pubblicazione.
Iniziamo dagli elementi negativi.

Editing: soltanto alcune società di POD offrono questo servizio e in ogni caso a pagamento. Considerate che la qualità letteraria da parte loro non è un obiettivo, ergo…
Codice ISBN: non averlo è un grave difetto, già se n’è parlato. Non tutte le società di POD lo contemplano e la maggior parte lo fornisce come servizio aggiuntivo a pagamento. Fate attenzione quando spuntate le voci, leggete con cura, a volte si nascondono vere e proprie truffe a danno degli utenti. Spesso dietro a una casa editrice che offre un servizio di POD si nasconde semplicemente una tipografia.
Per oggi ci fermiamo, a lunedì.

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