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Di Roberto Orsetti

Quanti di voi sono mai stati alla presentazione di un libro?
Parlo di quelle presentazioni organizzate nelle librerie o in qualche circolo, con l'autore e l'editore o un critico.
Sono esperienze interessanti?

Sto pensando da qualche giorno a queste presentazioni e a quelle cui sono stato presente.
Le ho divise in due categorie: quelle degli autori molto conosciuti e quelle degli autori "minori". Non me ne vogliano quelli che rientrano nella categoria "minori": è una divisione basata sui numeri e non sul merito.
Per mia sfortuna quelle della prima categoria a cui sono andato erano sempre organizzate da Enti, Camere di Commercio, Banche.
Ricordo che, andando a quella di Umberto Eco venticinque anni fa, stimai, nell'attesa dell'arrivo del mio illustre concittadino, le forze economiche in sala.
C'erano circa ottanta pellicce, quaranta giacconi di montone vero, una cinquantina di collier, una ventina di collane di perle, anelli grandi come patate novelle. I figli delle ottanta pellicce vestivano Loden originali e simili.
Noi, sfigati anche nell'abbigliamento da mostrare e entrati nel salone della Camera di Commercio non si sa bene con quale diritto, aspettavamo. Aspettavamo un segnale per attaccare, per sventolare la nostra bandiera di KULTURA.
Ma l'invitato, il fulcro dell'incontro, rimase per noi un puntino dietro i tavoli delle autorità, nascosto al nostro affetto, culturale e campanilistico, dai cacciatori di animali e dai pescatori di perle.
Poco importa se dei presenti il cinquanta per cento aveva letto poco più della quarta di copertina. Poco importa se chi si era sentito migliorato dalla lettura dei suoi libri avrebbe voluto dirgli semplicemente: "Bravo, grazie."
E così tante altre volte.
A voi non è mai capitato?

Ci sto pensando da qualche giorno, perché domenica sono andato a una di quelle presentazioni fatte nelle librerie. Una piccola libreria, con tanta voglia di parlar di libri.
E ho respirato una atmosfera ben diversa.
Nell'ultimo incontro con gli autori a cui avevo partecipato, durante l'estate scorsa, ero dall'altra parte, tra gli autori. Anche quella andrebbe raccontata, come esperienza. Magari, con il consenso di Sul Romanzo, lo farò prossimamente.
Domenica, in uno spazio della libreria, una trentina di temerari sniffatori di libri, hanno incontrato un autore.
Uno scrittore, uno di quelli che vengono pubblicati e venduti in libreria.
Uno di quelli tosti. Con idee, sostenitori, mercato e critica appresso. Quanta differenza. Quanto entusiasmo. Contenuto, certo.
Lui che racconta, spiega, interpreta il suo ruolo con tranquillità. Noi che ascoltiamo, sorridiamo, partecipiamo.
Poi la chiusura fatidica: "Ci sono domande?"
Sempre, tra l'imbarazzo e il rispetto, ci si guarda. Qualcuno accenna una frase, un quesito. E si riparte. Si discute, si ride, si confrontano opinioni. Che bello.
E io che penso: "Cribbio, io sono qui e parlo di libri, di storie, di modi di scrivere. Questa gente legge, pensa, si esprime."
Mi guardo intorno. Non ci sono pellicce, non ci sono collane di perle. Il mio giaccone vale come un paio di libri al prezzo di copertina.
Tutti si alzano. Si salutano stringendosi la mano. Ho stretto la mano a un paio di persone, che non conosco e che stavano seduti accanto a me, prima che se ne andassero.
Una specie di saluto di condivisione. Un tacito patto a essere presenti la prossima volta.
Eccomi davanti all'autore. Non è un puntino, è davanti a me.
Le differenze ci sono, eccome, con quell'incontro alla Camera di Commercio di venticinque anni fa.
Qualcuno di voi adesso mi dirà che è normale che sia così, vista la differenza tra le forze in campo.
Ma io sono arrivato a un'altra conclusione.
Nella mia lunga serie di incontri con persone e personaggi, ho sempre più radicata la convinzione che la differenza la faccia sempre il soggetto principale.
L'autore sa quello che la gente si aspetta da un incontro con lui. Non può e non deve sottrarsi a quello che sa benissimo. Non parliamo di folle isteriche, come può essere per un personaggio di Amici. Parliamo di lettori, di estimatori.
E allora agisca di conseguenza, a qualunque livello sia arrivato...

Per onore di cronaca: la presentazione di domenica a cui si fa riferimento è stata con Strumm Scribacchino, autore di “Diario Pulp”.
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Commenti

Non posso dire nulla. Mai andata a una presentazione come quella che hai descritto alla Camera di Commercio. Io vado in librerie e biblioteche e il clima è quello da te descritto nella presentazione con Strumm Scribacchino che non conosco e su cui vado subito a documentarmi.

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