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Outing: io, la scrittura e il blog Sul Romanzo – prima parte

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Di Morgan Palmas

All’inizio del XVII capitolo di questo libro che ho letto un paio di anni fa, vi è una frase di Alain Connes, medaglia Fields 1982: “It would be a tragedy if it just needed a trick to prove it”, parlando dell’ipotesi di Riemann, il problema più complesso della matematica, ancora irrisolto.
Vi chiederete forse che cosa c’entri tale questione con la scrittura, c’entra eccome.

Premessa. Chi mi segue dall’inizio o quasi sa che la sfida “Scrivere un romanzo in cento giorni”, poi diventata un libro, è nata per il desiderio di condividere anni di appunti, un vezzo che coltivo dai tempi del liceo: impressioni e spunti dalle mie letture che abbiano l’obiettivo di comprendere qualche possibile percorso per scrivere “bene” un romanzo o un racconto, ecc (ne ho parlato anche in questa intervista). 

La condivisione delle mie idee - che ora sta continuando con il secondo “corso” - non significa che io sia un insegnante di scrittura creativa e tanto meno che sia uno scrittore per il fatto di avere una pubblicazione. E, badate bene, non è questione di modestia o prudenza, ma soltanto di obiettività.

Da quando ho creato il blog Sul Romanzo, ora divenuto collettivo grazie alla preziosa presenza di una dozzina di persone, le innumerevoli mail che ho ricevuto mi hanno coinvolto e stupito, talvolta deluso, talora spiazzato. 
Mi sono chiesto con rinnovata serietà che cosa significhi autorità e autorevolezza in rete, che rapporti essi abbiano con il concetto di popolarità, quali siano i fulcri del marketing on line. Non solo. È chiaro che mi sono domandato quale sia il comportamento da tenere rispetto alle tante persone che mi scrivono, le quali cercano risposte per i loro problemi di scrittura, o almeno tentativi di risposta.

“Ho iniziato un dialogo parlando di ecc, come le pare?”, “Ho fatto questo incipit, come ti sembra?”, et similia. Chi mi vuole inviare il suo capolavoro, chi si lamenta di non avere capito una certa lezione, chi…
Tutti con il loro problema, tutti con la brama di essere accompagnati, d’essere consigliati. A volte un piccolo suggerimento o semplicemente una condivisione d’intenti con uno sconosciuto potrebbe fornire nuova energia nella scrittura, e questo lo comprendo. Nella veste di “suggeritore/amico on line”, quando ho tempo, cerco di esprimere le mie idee.
Altre volte invece mi sento a disagio: “Lei che è uno scrittore…” e penso: “Ma scrittore de che?”, “lei che è così colto quando insegna…”, e io ancora: “Colto? Ma se ho preso a malapena un diploma da privatista al liceo”.

Scrivere un buon romanzo (intendo letterariamente di qualità, non sto parlando di successo di vendite) è un argomento così complesso, così vasto, così colmo di livelli di consapevolezza, che io non ho concetti definitivi da elargire, le idee che condivido sono idee personali, nessuna scientificità, e nel tempo mutevoli.
La mia scrittura (i miei romanzi, i miei racconti, le mie poesie) si è rallentata con la nascita di Sul Romanzo, si è indebolita. Non tanto un discorso di quantità, quanto invece di fluidità. Ora ho dubbi per ogni parola, per ogni virgola, per ogni periodo. Perché le centinaia e centinaia di mail che mi sono giunte mi hanno anche stimolato a riflettere maggiormente su temi che pensavo di avere un po’ compreso, o comunque di avere incontrato un percorso per me possibile e attuabile. Ciò mi ha portato a scontrarmi con me stesso, con anni di meditazioni, con i miei stramaledetti appunti che aumentano a dismisura, stipati di celate contraddizioni e di dubbi resistenti.

Eppure non manca mai chi mi scrive con un’arroganza che mi lascia basito. Due casi, fra i molti.

“Sto scrivendo la storia di mia nonna, vorrei spiegare la sua visione del mondo, non in modo palloso come le pagine di Proust, qualcosa di diverso”.
“Come faccio a descrivere la casa di Sergio? Mica roba lunga alla Tostoj, che manco l’ho letto io, solo qualche pagina, me l’hanno detto altri”.

A parte il fatto che Tolstòj si scrive anche con una elle fra la “o” e la “s”, queste affermazioni complicano la mia scrittura, perché il desiderio di trovare beceri trucchi, non studio meditato e con consapevolezza, ecco la ragione di Alain Connes, mi dà noia. Noia per chi tratta la scrittura di un romanzo come fosse un sms; noia per chi pensa di scrivere un capolavoro e di essere un genio della letteratura; noia per chi pensa di trovare in me un complice per i suoi deliri.
Già prima avevo le mie insicurezze nella scrittura, scrutando le sicurezze altrui, le mie insicurezze sono aumentate.
(Continuo domani)
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Commenti

Tutta la mia comprensione, Morgan!
A me arrivano libri di "vati".
Cattiva io che non mi rendo conto dell'immenso valore di ciascuno...ah!

Noi ci siamo "difesi" da tutto ciò, riunendoci in un gruppo, aperto a chi vuole, ma molto "intimo" e riservato. Ebbene, accetto decine di richieste che poi puntualmente cancello, perché la maggior parte dei richiedenti quando si rende conto che una delle nostre "regole" è l'essere critici al limite dello spietato, non lo accetta. Una delle cose che maggiormente mi ha stupito, in questi anni, è l'enorme quantità di persone che NON LEGGE e che al contrario PRETENDE DI SCRIVERE ED ESSERE LETTO... io non ci credevo, anzi, ingenuamente pensavo che chi aspirasse a scrivere, lo facesse perché INNAMORATO della lettura. Invece... ahimè...adc(FIAE)

Mah, i due casi limite sono pronti per un bel bestiario che, giocoforza, ci sarà, se avrai voglia metterai assieme anche quello. Ricordi la leggenda di Porthos (o Athos, non ricordo bene e per principio non guardo Wikipedia, preferisco sbagliare)? Quando si concentrò sull'azione di camminare, trovò impossibile mettere un passo dietro l'altro. La scrittura è come la morte, ci sei solo tu e lei. Gli altri, semmai, dopo.

Quoto Anonimo: "l'enorme quantità di persone che NON LEGGE e che al contrario PRETENDE DI SCRIVERE ED ESSERE LETTO" è il vero male del panorama letterario italiano di oggi.
E più in generale è la mancanza di umiltà (tentazione in cui rischiamo tutti di cadere ogni giorno) che rende questo mondo meno vivibile.

Molti pensano che scrivere sia una cosa 'leggera' che ti possa procurare denaro e successo (o altre cose a cui ambiscono). Ecco il motivo per cui molti si mettono a scrivere. Persone che non amano la lettura e i libri.

Comunque se uno vuole scrivere in "modo meno palloso di Proust" può farlo. Chi gli lega le mani? :)
Il problema è che molti pensano di essere migliori degli altri e di avere da dire chissà che messaggi profondi, ma in verità non sanno come fare a dirlo. Questo dovrebbe essere già il segnale che non sono pronti e che devono prima acquisire delle competenze che non hanno.
Parlo anche per me ovvio.
Quando capisco che non riesco a fare ciò che vorrei mi fermo e cerco di capire cosa mi manca. E intanto leggo.

Forse il messaggio era un po' criptico. In soldoni voglio dire che, secondo me, se vuoi scrivere devi essere completamente solo, sottolinaeo "completamente." Gli altri, a stesura finita. E' vero, il confronto è normalmente utile ma un romanzo si nutre molto dell'errore e se qualche illuminato punta un dito ti distrugge tutta la baracca.

Ti rispondo sul mio blog, che la cosa si stava facendo un po' troppo lunga ;)

Povera nonna...E Sergio forse è meglio che cambi casa. Per non farsi trovare mai più:)
Sgnapis

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Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.