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Mezzi di comunicazione classici e promozione editoriale


Ci siamo addentrati nelle varie fasi della promozione del nostro libro e abbiamo scorso a volo d'uccello alcuni dei nodi importanti che possono determinare il successo o il fallimento della nostra avventura editoriale. Stiamo esaurendo i diversi aspetti che intervengono nella realizzazione di una comunicazione efficace ma ci mancano ancora alcuni tasselli.

Come avevo accennato, già dal mio primo intervento, non tratteremo, se non per sommi capi, i mezzi di comunicazione classici (radio, stampa, televisione e affissione). Tuttavia, mi sembra opportuno dedicare almeno qualche riga a questi che sono e rimangono gli strumenti principali di una campagna pubblicitaria che si rispetti, senza i quali non si può sperare di ottenere grandi risultati in termini di vendite.

Quando parliamo di pubblicità o, meglio, di comunicazione, non dobbiamo pensare al classico spot di 30" o al messaggio radiofonico che reclamizza il nostro libro. Quello che conta, come si è evinto dal mio precedente articolo, è che del libro e di noi che ne siamo gli autori se ne parli. Così, sarà fondamentale riuscire a fare parlare di noi in una radio (locale o nazionale) o in un quotidiano, in una rivista o in una trasmissione televisiva. Ottenere tutto questo sarà più semplice se si possiedono delle conoscenze o se abbiamo alle spalle un buon press agent.

È risaputo che uno spot pubblicitario di 30" o un annuncio radio, sono poco efficaci in ambito editoriale, poiché dicono troppo poco sul libro e sull'autore. Possono essere utili nel caso si voglia promuovere un libro di un autore affermato (si pensi, per esempio, ai brevi messaggi apparsi negli scorsi mesi in Tv per pubblicizzare l'ultimo libro di Margaret Mazzantini), mentre risultano completamente sprecati per un autore esordiente, il cui nome, per il pubblico, non significa nulla. Quindi, in questo caso – il nostro caso – è necessario puntare su delle apparizioni in Tv o partecipazioni a programmi radiofonici, insomma qualunque situazione che ci dia modo di parlare e di far parlare del nostro libro e di noi stessi. Già, di noi stessi, perché il pubblico, i lettori, sono voraci di informazioni, vogliono sapere con chi hanno a che fare prima di concedergli il proprio tempo e, in fondo, il proprio denaro.

Per quanto concerne l'affissione e la stampa, vale un po' lo stesso discorso. Manifesti, locandine sparse per una città, dicono poco del libro o dell'autore esordiente, mentre sono di gran lunga più indicati per promuovere un "pezzo da novanta". Potrebbero risultare efficaci se collocati presso la città in cui vive l'autore, ma, a mio parere, si tratta di una spesa evitabile. La stampa deve essere utilizzata con intelligenza: evitiamo l'acquisto di pagine in cui inserire inserzioni pubblicitarie (per quanto possano essere accattivanti, non raggiungeranno, se non in pochi casi, l'obiettivo); spingiamo, invece, per fare sì che nelle pagine di un quotidiano o di un periodico si parli di noi e della nostra opera, magari con qualche foto accattivante e l'immancabile copertina del libro in bella mostra.

La cosiddetta comunicazione classica è molto importante in ogni campo, tuttavia, ogni cosa deve essere commisurata al budget a nostra disposizione e non possiamo certo permetterci di sperperare i nostri soldi né un piccolo editore può sobbarcarsi le spese di una massiccia campagna di comunicazione. Bisogna "lavorare di fino" e riuscire a ottenere il massimo con il minimo investimento.

Puntare sulle presentazioni è fondamentale, come cercare di coinvolgere la stampa con iniziative che possano attirare l'attenzione dei media, senza che questo implichi l'esborso di migliaia di euro.

Per questa ragione risulta basilare l'utilizzo degli strumenti messi a disposizione dal Web e, in particolare, quelli che oggi sono conosciuti come Web 2.0. Mi riferisco sì alla realizzazione di un sito personale, meglio se un blog, ricco di informazioni su di noi e sulle nostre opere, sempre aggiornato e aperto verso gli utenti/lettori. Ma non è tutto. Bisogna avvicinarsi a Facebook e Twitter e Anobii, sondarne le funzioni e sfruttarle a nostro vantaggio, in modo da riuscire a raggiungere e far conoscere il nostro libro a un numero elevato di individui sparsi su tutto il territorio nazionale e oltre, in modo da attivare quel passaparola di cui tanto si parla e si straparla. Non ultimo, sarà necessario utilizzare un potentissimo strumento che oggi i giovani esordienti autori hanno a loro disposizione: YouTube.

Della promozione attraverso il Web ne riparleremo tra 15 giorni. Però, vi lascio con una grande rivelazione che so lascerà molti di voi senza parole:

i book-trailer non servono a nulla!

Alla prossima.
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Commenti

Ma come, Marcello, ci lasci con una notizia simile e non aggiungi altro? Sarà mica un trucco da scrittore per interessare i lettori? :)

@morena: dovrai aspettare pazientemente ;)

Sono pienamente d'accordo sui booktrailer, credo che valga lo stesso discorso degli spot pubblicitari o radiofonici. Un booktrailer di Moccia o della Mazzantini (e mi scuso per aver associato i due nomi!) magari potrei guardarlo, quello di Pinco Pallino un po' meno..

Penso anche io che blog e social network siano oggi il maggior veicolo di pubblicità esistente.

Completamente d'accordo.

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