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Book trailer. Un mito immotivato


Non oso immaginare quanti siano i book trailer presenti in giro per la rete Internet. Soltanto su Youtube, la chiave di ricerca riscontra 19.600 ricorrenze. Un numero spropositato, una mole di dati e fotogrammi inaudita che nessuno o pochi guarderanno mai.
Il book trailer (marchio registrato dalla Circle of Seven Productions) nasce in anni recenti. Già agli inizi del 2002 è possibile riscontrare i primi esempi concreti di quella che oggi è una pratica molto diffusa e che ha trovato terreno fertile nella Rete, soprattutto dopo il 2005, anno in cui – grazie alla nascita di Youtube – i video amatoriali generati direttamente dai cybernauti cominciarono a essere molto popolari.
Il concetto è molto semplice: mutuare le pratiche proprie della promozione cinematografica e applicarle a un differente ramo dell'industria culturale, l'editoria. Come se le differenze insite nei due linguaggi non influissero in alcun modo sugli strumenti più indicati per pianificare una campagna pubblicitaria. Comincio subito col dire che qualunque esperto di comunicazione sarà concorde con me quando affermo che il book trailer è quanto di più sbagliato si possa realizzare per promuovere un romanzo, soprattutto se di un esordiente. È uno strumento del tutto inefficace e per diversi ordini di ragioni che vi illustrerò, molti dei quali possono essere desunti dai miei precedenti interventi.
In primo luogo, le pubbliche relazioni restano, a oggi, il miglior modo per promuovere il proprio libro. Nessuno può pensare, forse salvo pochi casi isolati, di riuscire a spingere le vendite del proprio romanzo rimanendo chiuso nella propria asfittica cameretta a rimirarsi allo specchio pensando al suo prossimo best seller. Come ho scritto in precedenza, lo scrittore deve spendersi per intessere relazioni (non reciproche a distanza) con i suoi potenziali lettori.
In secondo luogo, il dilettantismo non paga, in nessun campo. I video che si trovano sfogliando gli elenchi di Youtube, sono di una bruttezza rara. Banali, grossolani, privi di una benché minima conoscenza degli strumenti, insomma, è evidente che non sono stati realizzati da professioni e questo non fa altro che inficiare l'impatto che possono avere sulle vendite, riducendo a zero la loro utilità presunta.
In terzo luogo, perché mai un potenziale acquirente (che non sia un genitore, un amico o un parente stretto) dovrebbe spendere il proprio tempo per guardare un book trailer mal realizzato e che non dice assolutamente niente di originale sull'opera, che non si possa trovare già scritto sulla quarta di copertina o in una descrizione breve scovata su Internet e che impegna un decimo del tempo necessario per sorbirsi un intero book trailer? In questo senso, fa molto di più un invito alla lettura, per esempio il primo capitolo o il prologo del romanzo liberamente fruibile in Rete o cose di questo tipo.
Se si effettua un'analisi a campione dei book trailer presenti sul Web, si troveranno per lo più contenitori di immagini non originali, accompagnate da musiche più o meno adeguate che, il più delle volte, violano ogni legge vigente sul copyright. Immagini rubate dalla Rete, musiche riprodotte senza il consenso dell'autore, stralci di film più o meno noti, insomma, in nome del book trailer vengono perpetrati i più laidi crimini contro la proprietà intellettuale.
Così proliferano i video (e continueranno a proliferare) e non mancano le iniziative a sostegno di questa pratica molto diffusa ma dalla dubbia utilità. Esistono, infatti, in Rete – oltre ai più conosciuti social network – interi database di book trailer (per fare due esempi Booktrailers.eu e iBook.net), archivi disutili che hanno l'unico scopo di diventare dei buoni contenitori di pubblicità per chi li ha creati, pur essendo di scarsa utilità per il mercato editoriale e gli scrittori.
Se la Rete è un grande strumento di diffusione delle idee (più o meno buone) e se il video e l'immagine sono tra gli strumenti di maggiore impatto per la comunicazione, allora perché il book trailer dovrebbe essere un mezzo così poco efficace per promuovere un libro?
Semplicemente perché, come sottolineato più volte, ogni strumento deve essere commisurato al prodotto che pubblicizziamo. Suscita sicuro interesse un book trailer realizzato da professionisti del settore per promuovere un testo il cui autore è già affermato, conosciuto dal pubblico. Invece, il grosso dei trailer di libri presente in Rete non è buono neppure per una cinerassegna dei più brutti cortometraggi del secolo. Uno strumento interessante messo nelle mani di chi non ha la più pallida idea di come utilizzarlo. E non sto parlando di conoscenze tecniche, chiunque è in grado di utilizzare un software di video editing, basta leggere un manuale o un tutorial sul Web. Cosa diversa è riuscire a usare lo strumento con maestria, con cognizione di causa e non come dilettanti allo sbaraglio.
Molti vi diranno che il book trailer è il futuro del mercato editoriale. Io non lo credo. Forse sarò smentito nel giro di due anni, ma quello che vedo è un'eruzione inarrestabile di sequenze di immagini più o meno sgranate che sono molto lontane dal concetto stesso di trailer. È vero che ci sono delle vere eccezioni, ma si tratta di casi talmente isolati da non fare testo.
Se si vuole sfruttare la rete e i video, allora bisogna pensare a qualcos'altro. Io un'idea me la sono fatta, magari ne riparleremo più avanti.

Voi che ne pensate?

Tra quindici giorni parleremo di social network.

Stay tuned.
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Commenti

concordo, soprattutto quando scrivi: "perché mai un potenziale acquirente dovrebbe spendere il proprio tempo per guardare un book trailer".
mi sono posto anche io il problema del trailer, ma ci vorrebbe fantasia, applicazione, tecnica. in fondo dovrebbe convincere il potenziale lettore a cercare il libro, stimolarne la curiosità. il problema è anche che ce ne sono tanti, non direi mai "troppi". ma questo dell'abbondanza è un problema con qualsiasi cosa tocchi la rete: tanto materiale, video-libri-disegni-storie-blog-magazine-contenitori-opinioni...
per cui varrebbe la pena sempre di spendere tempo per creare qualcosa che sia veramente "un passo avanti".

Neanche io faccio molto caso ai book trailer, non mi sono mai interessati più di tanto proprio perché, come hai detto tu, non sono altro che l'insieme di immagini, pezzi di video, musiche e testi appositamente selezionati per cercare di far colpo.
Invece è realmente molto più utile poter postare il primo capitolo di un libro in qualche sito per fare un'ottima pubblicità. Non c'è niente di meglio per poter capire quanto realmente valga un libro che leggerne

Neanche io faccio molto caso ai book trailer, non mi sono mai interessati più di tanto proprio perché, come hai detto tu, non sono altro che l'insieme di immagini, pezzi di video, musiche e testi appositamente selezionati per cercare di far colpo.
Invece è realmente molto più utile poter postare il primo capitolo di un libro in qualche sito per fare un'ottima pubblicità. Non c'è niente di meglio per poter capire quanto realmente valga un libro che leggerne il primo capitolo. Un book trailer, come pure il trailer di un film, può anche ingannare, mentre è più difficile che ciò accada leggendo veramente.

(ho ripostato perché mi si era cancellato il finale)

Aspetto i commenti di chi, invece, pensa che i book trailer siano una panacea.

Io sono perplesso leggendo l'articolo, mi spiego per non creare fraintendimenti.
Cerco di cogliere segnali dai paesi che in fatto di "tecnologia" pubblicitaria sono sempre un passo avanti rispetto all'Italia, uno su tutti: gli Stati Uniti.
Vero che ciò che s'è visto finora sembra confermare le tue parole Marcello. Tanti book trailer orribili, fatti in maniera artigianale ecc.
Tuttavia è la sorte di ogni nuova tecnologia contemporanea, una prima evoluzione massificata porta tanto, troppo di tutto, poi gli sviluppi portano anche qualità.
Si pensi ai primi blog, ora?
Si pensi a Flickr, inizialmente invaso di foto, ora si trovano pure professionisti con vetrine fantastiche e stimolanti.
Ogni strumento necessita di tempo per sezionare la qualità.
I book trailer orribili rimarranno, ma ne nasceranno altri di ottima qualità, pensati e studiati per stupire, invogliare alla lettura, persuadere. E ce ne sono già in giro.
Le case editrici non si tireranno indietro, alcune si stanno muovendo, in UK pure.
Non tarderanno neppure le italiane a vedere nel book trailer un'occasione di business, magari assoldando registi e magari poi finché aspetti il treno alla stazione, bum, un book trailer da brivido sull'ultimo libro.
A farla da padrone saranno sempre le grandi case editrici, eppure sono convinto che qualche caso singolo che proviene dall'anonimato potrà stupire la rete.
Vedremo come evolverà.

@Morgan: il valore per un esordiente con una piccola casa editrice è davvero scarso. Diverso il discorso per autori più affermati e case editrici che si possono permettere il lusso di investire e assoldare dei veri artisti dell'immagine.

Come ho accennato ci sono altre possibilità per promuoversi, molto più efficaci. Nelle prossime settimane ne riparleremo.

Non ne ho mai visto uno. Ma del resto, ho visto il mio primo video su YouTube quando il sito esisteva già da un paio d'anni, e oggi non potrei farne a meno.
Sì vedrà..

Ho letto con interesse l'articolo (li leggo quasi sempre tutti con grande interesse), in genere ho nulla da ribattere, i agree. In questo caso specifico però dissento per il semplice fatto che la mia esperienza personale ha dato i suoi frutti.
Anche io faccio parte della disordinata montagna di autori esordienti, ma il mio mestiere principale è proprio la grafica video. Per cui il booktrailer che ho prodotto per il mio primo romanzo, fa buon uso degli strumenti a disposizione, non usa immagini protette (come hai giustamente segnalato è illegale) così come musica e film, sono immagini prodotte di proposito e musica royalty free.
Il trailer ha colpito, e sono sicuro che ha fatto la sua giusta parte nella promozione del romanzo.
Una cosa, sulle altre, rimprovero ai booktrailer amatoriali, la lunghezza. Un trailer cinematografico standard non supera il minuto, ci sono i teaser che durano anche 5 o 10 secondi. Questo è fondamentale perchè uno se lo guardi, fatela breve, siate sintetici e metteteci dentro l'essenziale, il motivo per comprare il libro, l'idea geniale che non è venuta a nessun'altro (come no!).
Basta con i booktrailer di 5 o 10 minuti fatti in windows movie maker con immagini di boschi e sovratitoli infiniti accompagnati da voci registrate in casa. Come ha detto l'autore dell'articolo, sono assolutamente controproducenti.
Come ultima cosa, non posso esimermi dal lasciare il link al mio booktrailer!
http://www.youtube.com/watch?v=3hRSgATUx1A

quello che dicono Fabio e Morgan confermano il mio pensiero. ci sono i mezzi anche a livello "amatoriale" per costruire materiale valido, se si fa attenzione. La durata, la scelta di immagini e musiche, il messaggio. ci sono tralier che sono peggio dei filmini di nozze! anche qui ci sono persone che si prestano a collaborazioni di livello elevato. Ho visto ebook con copertine create con Paint e immagini prese da Google. A volte basterebbe farsi un giro proprio su Flickr e chiedere a qualcuno dei tantissimi bravi fotografi la possibilità di usare una loro foto. Io lo farei.
complimenti a Fabio, il trailer è un ottimo esempio.

Il book trailer può essere invece un'opportunità. Noi pensiamo parole, ma sono le immagini a catalizzare la nostra attenzione. Non sono efficaci perchè brutti( il più delle volte, concordo) e sono realizzati a tarallucci e vino proprio perchè non ci si può permettere grandi professionisti, un circolo vizioso, è come vedere il metodo Di Bella applicato ai malati terminali; non sapremo mai se funziona o no. Sono certa, invece che un book trailer sulle tv nazionali funzionerebbe eccome. Ovvio che su you tube sei uno dei tanti e non ti si fila nessuno. C'è una casa editrice disposta a sperimentare? Book trailer da chilo e tv nazionale? Naturalmente no. In America i book trailer funzionano alla grande...

Non sono d'accordo. Il booktrailer può essere un'occasione per un autore esordiente di farsi conoscere. Certo, non deve limitarsi a quello, ma rientra tra le tante opportunità che il web offre. I booktrailer, se ben realizzati, brevi ed efficaci, sono simpatici da guardare e possono suscitare stimolo nello spettatore/lettore. Ovviamente, come tutti i prodotti pubblicitari, devono essere pertinenti al prodotto stesso.

Salve! Condivido in pieno l'articolo di Marcello: il fai da te è un boomerang, non solo per lo scrittore che si fa in casa il booktrailer, ma anche per l'intera categoria dei booktrailer. L'inflazione c'è già. L'amatorialità dilagante fa sparire la (sempre più rara) professionalità.

Il punto, secondo me, è che il booktrailer, quello vero, è una forma d'arte. Non è pubblicità: ce n'è troppa al mondo, e non accenna a diminuire. Non è informazione: la parola scritta è più veloce. Il booktrailer è intrattenimento gratuito... dare allo spettatore una storia che duri poco, che valga il tempo dedicato alla visione (non più di tre minuti), che affabuli, che emozioni o che faccia ridere, insomma: che crei interesse.

In breve, un booktrailer dev'essere un cortometraggio bonsai.

Molti spot, fateci caso, si disinteressano totalmente del prodotto per proporre una storia: e presto o tardi entrano nell'immaginario collettivo. E non è neppure una cosa recente, è una moda che ritorna - è nata in Italia con Carosello! Anche a quegli spot va bene la definizione di corto-bonsai.

Il booktrailer che funziona è quello che "regge" di per sé, beninteso rispettando l'anima del libro che vuole promuovere. Raccontare, raccontare, raccontare... è così che una storia sopravvive, e vale anche per i booktrailer.

Una cosa importantissima, ma spesso trascurata, è che da solo il booktrailer non basta. Il romanzo deve avere un blog, una pagina su facebook, un sito; lo scrittore deve avere un dialogo con i suoi fan, veri e potenziali; i fan, se sono tali, devono passare parola (a volte basta chiedere!); editore e distributore devono fare la loro parte...

Vi lascio il link ai miei 10 booktrailer. Sono studiati per intrattenere, stuzzicare, spiazzare - a parte alcuni che, per esplicita richiesta del cliente, dovevano solo informare. Buona visione! :)

http://www.grenar.info/site/booktrailer-articoli/the-book-trailer-lab.html

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