Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Scrivere un romanzo (fase II) - Lezione 5.d

Sul+Romanzo+Blog+bellezza.jpg

Di Morgan Palmas

Riprendo le lezioni del corso di Scrivere un romanzo (fase II), vi confesso che ho trovato non poche difficoltà a rivedere e organizzare i miei appunti, soprattutto mi sono chiesto se c’è una coincidenza fra l’utilità per chi legge e i miei gusti personali.
Non è cosa da poco come potete intuire, e la risposta, alzando ora il grado di complessità, è stata negativa, il più delle volte non c’è coincidenza. Quindi, ho cercato di decostruire i miei appunti (già ve ne avevo parlato) e ricostruirli pensando in particolare al concetto di utilità.

Ci eravamo lasciati con una domanda: come dovrebbe essere una microtematica per essere apprezzata dal lettore?

Le risposte potrebbero essere le più diverse e perdonate la digressione che ora farò, credo che possa servire per riprendere con più lena.

Esistono leggi “scientifiche” letterarie che decretano un’ottima microtematica rispetto a una pessima? C’è un modo giusto che contempli assieme ingegneria narrativa e bellezza?
Per ciò che riguarda l’ingegneria narrativa sto tentando di esporvi le mie semplici esperienze (appunti), sul concetto invece di bellezza, consapevole della complessità del tema, vorrei esporvi una brevissima riflessione che permetta in qualche modo di svincolarsi da rigide e inutili generalizzazioni.

La bellezza di una serie di microtematiche coincide sempre con quella funzionale, intendo ciò che potrebbe piacere a una casa editrice? Perché una delle questioni è questa se desiderate pubblicare il vostro romanzo. Per chi invece non ha tali obiettivi, legga quanto sto scrivendo con distaccata curiosità.

La bellezza, nel senso di ciò che è percepito come bello, è un elemento in continua evoluzione. Dipende dal contesto storico e dalla sensibilità artistica delle persone. Quanto è bello oggi, magari domani perderà il suo fascino o si indebolirà o si rafforzerà. Stesso dicasi per le cose passate rispetto al presente.
Fare breccia nella mente di un lettore all’interno di una casa editrice è un aspetto da considerare? Io credo che dipenda dalle vostre ambizioni, analizzatele con attenzione, forse troverete la chiave per comprendere quale tipo di bellezza inseguire.

Aneddoto personale divertente ma istruttivo, forse. Nel 2004 rilessi un romanzo di Goffredo Parise che anni prima mi era piaciuto molto: “L’odore del sangue”, edizioni BUR. Era un periodo in cui ero in trattative per un mio romanzo, le notizie buone si alternavano a quelle cattive, avanti e indietro fra delusioni e aspirazioni, per motivi di contenuto potrei dire. Non se ne fece poi nulla, però mi rimase il dente avvelenato con tale casa editrice.
Parallelamente stavo trascrivendo frase dopo frase il romanzo di Parise, studiandolo, assorbendo quanto più possibile del suo stile. Devo dire che Parise, pur non essendo uno scrittore vicentino celebre come Rigoni Stern o Meneghello, ha sempre sfiorato i miei neuroni con magie per me inspiegabili, ecco la ragione per la quale decisi allora, avevo già fatto esperimenti simili nella narrativa con D’Annunzio e Tolstòj, di studiare i testi parola dopo parola, cercando di osservare le strutture, le virtù, le debolezze di Parise, tentando di imparare.

Una volta riscritto nel pc “L’odore del sangue”, ne feci una quindicina di copie, scelsi altrettante piccole e medie case editrici (provando a individuare quelle che potevano accettare un romanzo simile) e inviai spacciando il testo per mio, sì, Morgan Palmas. Volevo proprio vedere la reazioni, ammesso che nessuno se ne fosse accorto. Circa metà non mi risposero, le restanti mi congedarono con la solita frase di circostanza. La sciocca esperienza mi insegnò una cosa: se una quindicina di case editrici (piccole e medie, scelte con cura) non accetta un romanzo dato alle stampe dal gruppo Rizzoli meno di una decina di anni prima, significa che scrivere inseguendo la bellezza che potrebbe essere ritenuta tale dagli addetti ai lavori è deleterio, oltre che poco stimolante per chi scrive. La mia opinione, confutabile.
Riprendo il discorso venerdì prossimo.

Nessun voto finora

Commenti

Eh già, sono d'accordo. Il tuo "esperimento da galera" è stato interessantissimo. Sono convinto che succederebbe con qualunque testo poco conosciuto. Si dovrebbe scrivere per il nostro gusto artistico, secondo me, come se a leggere fossimo noi stessi, e non le case editrici; si rischierebbe altrimenti di fare qualcosa che, oltre a non piacere a chi ci dovrebbe pubblicare, non piace nemmeno all'autore che l'ha scritto, e sarebbe la fine del gusto dello scrivere.

io credo che le microtematiche, o comunque la trama, debba puntare sull'originalità o quantomeno su una reinvenzione. Se per esempio il personaggio a si trova in una situazione e deve uscirne, scegliere una strada che non sia fra le più abusate. E per fare questo bisogna leggere, leggere, leggere... Per pubblicare un libro di successo invece non serve nemmeno saper scrivere, e quando Morgan pubblicherà il mio nuovo pezzo capirete perché :-D

molti capolavori della letteratura non sono stati compresi nè da editori nè da lettori: si scrive inseguendo se stessi, non le esigenze degli altri. Se abbiamo qualcosa di valido da dire prima o poi qualcuno se ne accorgerà, altrimenti è solo carta straccia, destinata ad ammuffire, che abbia successo o no, che sia pubblicata o no.

guarda kafka!!

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.