Interviste a scrittori

Conoscere l'editing

Curiosità grammaticali

Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Come fare soldi con la letteratura? – parte due

Sul+Romanzo+Blog+euro.jpg

Di Morgan Palmas

Ieri si parlava di comportamenti machiavellici e tornaconti, un pensiero comune è che se si è astuti e si frequenta le persone giuste, si riuscirebbe a pubblicare perfino un pessimo romanzo con una grande casa editrice. Non mi interessa confermare o smentire l’affermazione, vorrei spostare i vostro occhi su temi vicini.

Indipendentemente dal vostro network di conoscenze (ognuno decida quanto sono fondamentali o utili), credo che la questione principale sia comprendere per quali ragioni volete fare divenire la scrittura una prima o seconda attività nella vostra vita.
Se le motivazioni vi portano a ritenere la scrittura importante, non pensate che oltre a scrivere sia necessario capire le dinamiche del mercato editoriale? Non pensate che quanto più conoscerete quel mondo, tanto più potrete difendervi e sviluppare al meglio le vostre capacità?

Il mercato dei libri sta attraversando da anni una fase di forti novità e fra queste il ruolo di internet. Uno scrittore che oggi non utilizza internet sta perdendo molto, non sta comprendendo che la rete potrebbe aiutarlo nelle sue ricerche, sia per i suoi libri che per i suoi interessi economici. Sono stati scritti milioni di libri senza internet, però oggi il mondo sta cambiando e forse altresì la vita di chi scrive. E per chi desideri rendere la scrittura moneta non può non considerare tali mutamenti.

La domanda iniziale era: - Ma secondo te si possono fare soldi con la letteratura? -. Non vi può essere una risposta univoca, troppi i fattori da considerare, ciononostante certo è che si possono attraverso la rete imparare nozioni che prima magari non si consideravano o acquisire su uno stesso argomento un punto di vista più raffinato.
C’è chi pubblica con una grande casa editrice e il suo libro dura una stagione, il marketing ha funzionato per qualche mese e poi sono stati scelti altri testi su cui investire; c’è chi invece ha pubblicato un romanzo con una piccola casa editrice e grazie all’intraprendenza dell’editore e dello scrittore, i risultati sono stati e sono ancora fruttuosi. Non sempre così, ma anche così. Pubblicare con una grande casa editrice non è tutto, può essere un abbaglio e una dannata illusione.

Come comprendere la scelta giusta? In quali modi penetrare gli argomenti del mercato editoriale per valutare con più serietà e attenzione?

L’informazione.

Blog come Sul Romanzo cercano, fra le altre cose, di aiutare in questo: informare.

Vi piacerebbe avere una rendita di 50 euro ogni mese grazie al vostro romanzo? E di 100 euro? E di 200 o 500 euro o più? Sono risultati diversissimi e presuppongono azioni diverse. Non si può conoscere l’imprevedibile, di certo il prevedibile sarebbe bene indagarlo, per quanto possibile.
Non solo Sul Romanzo, in particolare la rubrica Scritturosi ha il desiderio di aiutare lo scrittore emergente a conoscere il prevedibile, nella speranza che fare soldi con la letteratura divenga realtà e non rimanga un’illusione.

Che cosa pensate? Credete che l'informazione sul mondo editoriale non sia "cosa" dello scrittore?

Nessun voto finora

Commenti

l'informazione è essenziale. sempre.

Per quanto riguarda il mio caso, posso dire che vivere solo ed esclusivamente scrivendo romanzi, racconti e poesie sarebbe il sogno della mia vita. Se dovessi realizzare una cosa del genere, non avrei più bisogno di niente, perché il mio desiderio più grande si sarebbe realizzato. La realtà, però, è che una cosa del genere riesce veramente a pochissimi e che sarei un folle se mi illudessi di poter un giorno far parte di questa cerchia così esigua. Nonostante abbia preso atto di quanto detto, rimango fermamente convinto che se una persona ha una passione, la deve seguire, la deve alimentare, cercare ogni giorno di farla maturare. Non posso fare lo scrittore a tempo pieno? Ok, ma cercherò, durante tutti gli attimi che avrò liberi oltre il lavoro, di scrivere, scrivere e scrivere ancora. Non potrò fare un romanzo perché non ho abbastanza tempo? Ok, farò una raccolta di racconti. Un giorno non me la sento di scrivere un racconto? Ok, compongo una poesia, il testo di una canzone, qualunque cosa. Così facendo avrò del materiale, potrò partecipare a dei concorsi, potrò confrontarmi con più aspetti e tematiche, di conseguenza capire quale stile sia più adatto a me, quali invece quelli da evitare. Un giorno potrei essere notato, potrei vincere dei concorsi e capire oggettivamente di essere "bravo". Allora contatterò le case editrici, farò leggere loro il mio materiale, cercherò per conoscenze di arrivare alle persone giuste, farò tutto quello che sarà necessario per raggiungere il mio sogno, che però non sarà più quello di vivere esclusivamente di scrittura, ma quello di essere "riconosciuto" come scrittore, di essere letto, apprezzato, e se i guadagni poi saranno buoni, potrei anche cambiare lavoro e trovarne uno part-time che mi faccia dedicare più tempo alla mia passione. Questo è secondo me un approccio giusto a questa stupenda professione che ha un notevole vantaggio rispetto a tante altre: non ha età. Si può scrivere a 20 anni, come a 70 e questo mi dà speranza. Non è come la passione per il calcio, che se a 20 anni non sei ancora qualcuno, mai più potrai diventarlo...

L'informazione è essenziale.
Molti aspiranti scrittori sembrano vivere sulle nuvole, in un mondo tutto loro. Non hanno la minima idea dei meccanismi editoriali nudi e crudi.
Si parla tanto di letteratura, per poi dimenticarsi che anche qui, purtroppo o per fortuna, si tratta di mercato, profitti, marketing, visibilità, ecc. Inutile lamentarsene, è così.
E tra parentesi non credo fosse tanto meglio ai tempi di Orazio o di Ariosto, in cui dovevo sottometterti e leccare il culo al tuo mecenate di turno, stando ben attento a non dargli fastidio o noia anche involontariamente.

La cosa che però non è emersa finora in questo interessante dibattito (forse ne avete già parlato altrove, ma confesso di non seguire sempre il blog) è la bomba della pirateria che sta per esplodere nel mondo editoriale.

Riassumendo:
1.) Tra pochissimi anni i lettori ereader saranno diffusi come i cellulari. Una legge italiana tra l'altro impone di usarli obbligatoriamente a scuola tra pochi anni;
2.) Già oggi sono facilmente disponibili online traminte progetto gutenberg, liber liber, emule, gigapedia e altri sistemi più o meno sofisticati centinaia di migliaia di ebook gratuiti (pirata o meno).
Anche gli ultimi bestseller (Dan Brown, Carofiglio, ecc.) sono prontamente resi disponibili da anonimi pirati, come succede per le canzoni o i film. Si possono inoltre reperire decine di migliaia di titoli fuori catalogo;
3.) La digitalizzazione della letteratura, che è un fatto inevitabile perchè nessuno può fermare il progresso tecnologico, colpirà il mondo editoriale con la stessa forza con cui ha colpito quello musicale e cinematografico. O forse con forza maggiore, visto che il mercato editoriale è più piccolo e debole.
Le librerie sono destinate a sparire. Compreremo o scaricheremo illegalmente i libri da internet.
Moltissime case editrici entreranno in crisi o falliranno.
I già miseri guadagni (poche centinaia o migliaia di euro, a seconda dei casi) degli scrittori (soprattutto italiani, che non hanno il mercato di quelli anglosassoni) diminuiranno ulteriormente.
4.) Gli ebook diverranno ipertesti multimediali. Già oggi il mio ereader mi consente di leggere ebook e contemporaneamente di sentire musica.
Un domani la musica, i video, le immagini, ecc. saranno incorporati nel romanzo/racconto/poesia/saggio che starò leggendo. Questo è il futuro. Siamo preparati?

P.S. Un mio amico ha creato un blog di un certo successo e grazie alla pubblicità raccolta guadagna molto di più di tanti scrittori famosi. Si è fatto una bella rendita mensile e, volendo, anche esentasse.
Se volete guadagnare scrivendo, fate prima e meglio con google adsense...

Sorry, ho dimenticato di firmare il mio intervento...

Valentino (Colapinto)

Due fattori mi fanno (forse troppo ottimisticamente?) pensare che le cose non andranno proprio così...
- Il fatto che il mercato editoriale sia, perlappunto, già di per sé molto ridotto rispetto a quello del cinema o della musica. Un mercato più esiguo è meno appetibile per la pirateria e quindi, forse, per paradosso, più sicuro rispetto ad altri più apparentemente solidi.
- Il fattore 'oggetto libro' (hai presente, tutte quelle menate sul piacere dello sfogliare la pagina, l'odore della carta, eccetera?), unito al sostanziale analfabetismo informatico degli italiani (uno dei più elevati d'Europa), a mio modo di vedere ritarderà di molti anni ancora l'introduzione di supporti realmente alternativi a quello cartaceo. Che essi poi contengano, o meno, opere piratate.
Forse mi sbaglio, chissà...

L.

I romanzi sono molto più 'piratabili' di canzoni e film, perchè i file sono di dimensioni più ridotte (si scaricano in pochi minuti o secondi) e non comportano perdita di informazioni, come accade per gli mp3, ecc. che sono sempre meno ricchi rispetto a una traccia musicale o video su un cd o dvd.
Un utente di medio-bassa competenza può procurarsi in pochi giorni una biblioteca di decine di migliaia di titoli sia nuovi che fuori catalogo o classici, italiani o stranieri, di genere o mainstream...
Per quanto riguarda il cossiddetto fattore oggetto libro, credo che esso abbia valore solo per le persone anziane.
Dopo un po' che si maneggia un e-reader, ti posso assicurare che non si vuole più tornare indietro, perchè è molto più comodo.
E tra un po' arriveranno gli e-reader con touchscreen che permetteranno di sottolineare, evidenziare, scrivere note a margine, ecc. ecc.

Valentino

@Valentino: anzitutto ho già in programma per venerdì prossimo un articolo che cercherà di riflettere sulla possibile pirateria nel mondo editoriale, quindi, se ti va, ti invito a leggerlo e a commentarlo. Su Google Adsense potremmo parlare ore, argomento che seguo da molto tempo e che sul quale ho riflettuto molto in passato. La metti troppo semplice, 99 guadagnano pochissimo (giusto un paio di pizze al mese o poco più) e uno vive di Adsense, ma sono rarissimi.

@L.: scrivi "Il fattore 'oggetto libro' (hai presente, tutte quelle menate sul piacere dello sfogliare la pagina, l'odore della carta, eccetera?), unito al sostanziale analfabetismo informatico degli italiani (uno dei più elevati d'Europa), a mio modo di vedere ritarderà di molti anni ancora l'introduzione di supporti realmente alternativi a quello cartaceo. Che essi poi contengano, o meno, opere piratate", sì, ciò che scrivi ha una sua ragion d'essere, ma considera che le nuove generazioni italiane non hanno nulla da invidiare, siamo per esempio uno dei paesi nel mondo con il più alto numero di blog fondati da giovani e giovanissimi...

Io vi garantisco, e posso giurarlo anche in questo momento, che mai leggerò libri su un ereader, nemmeno se me li potessi scaricare tutti gratis da E-mule.

@Marco: si crea nel lettore pirata un effetto di sovraccumulo come per la pirateria delle canzoni, dei film o dei videogiochi.
Ci si riempie il pc di migliaia o decine di migliaia di ebook, che non si farà mai in tempo a leggere, ma almeno - aggiungo io - gli ebook non occupano spazio e non provocano deforestazione, sono a impatto zero.
Di questi, molti sono sfogliati virtualmente e abbandonati subito dopo, lasciati a giacere forse per sempre in una scheda di memoria.
Alla fine, però, si possono scegliere i libri da leggere con più avvedutezza che limitandosi alla lettura della quarta di copertina in libreria o della recensione-marchetta.

P.S. Detto questo, non sto assolutamente incoraggiando nessuno a scaricare illegalmente ebook. Ognuno agisca come meglio crede.
Io cerco solo di fare qualche previsione sull'impatto che avranno queste nuove tecnologie sul mercato e sull'utente.

Valentino

Lo aggiungerò al mio blog a proposito di come fare soldi, grazie.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.