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100 ottimi motivi per piantarla di scrivere - Lezione 14

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Di Morgan Palmas

Quante volte abbiamo sentito che uno scrittore ha tagliato decine e decine di pagine per vedere emergere il suo romanzo? Significa che ha impegnato tantissime ore in scrittura che non è forse servita a nulla, se il risultato è stato poi l’oblio. Forse, dico. In ogni caso tanto tempo a scrivere paroleparoleparole.
E se fra milioni di parole avesse avuto il buon senso di caricare le batterie, abbandonando il pc o la penna per poi tornare a scrivere con più energia? Non è che l’istinto di scrivere sia talvolta un’ossessione inutile?

Vivendo di più e scrivendo di meno, forse si avrebbe più precisione, stimoli e consapevolezza, insegnando a se stessi la vita appunto, unico e vero propulsore di prosa e versi.
È un punto di vista, com’è ovvio.

Vi fu un tempo in cui Blok criticava le poesie di Gumilëv, ritenendole fredde e “straniere”, alludendo agli influssi culturali poetici nei quali si immergeva di continuo il secondo. La moglie, Achmàtova, prima che divorziassero, un giorno si trovò Blok alle spalle che disse: «Sa, non mi piacciono le poesie di suo marito». Sarebbe come decidere se sono più belle le poesie di Blok o Gumilëv, impossibile, dipende dai gusti poetici. Meglio scegliere la vita o la scrittura? In ogni momento ognuno decide.

Ecco quindi un altro ottimo motivo, piantatela di scrivere, considerate se sia il caso di vivere di più e scrivere meno, forse otterrete di più anche nella scrittura. 

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Commenti

E' vero, per scrivere bene bisogna accumulare anche un buon bagaglio di esperienze personali, ma io penso che sia possibile bene gestire entrambe le cose. Nessuno è scrittore a tempo pieno, quindi scriviamo, ma al tempo stesso viviamo e acquistiamo esperienza per scrivere ancora...

*C'è un "bene" di troppo, che non so come ci sia scappato lì...!

La scrittura è vita, la vita è scrittura (almeno per chi vuole fare dello scrivere una parte di essa). Bisogna costantemente rimanere in contatto diretto con la realtà, come dicevano i saggi "in media stat virtus".

Io sto ancora aggiungendo pagine. Prima di arrivare a tagliarne ne ho da mangiare della minestra! Perciò... :)

Però ho mollato il mio romanzone (solo lui, non la scrittura. ho scritto altro) per due mesi e non ho fatto bene. Per nulla. Ora ho le idee (alcune) più chiare, è vero, però sto faticando molto per rientrare nelle grazie dei miei personaggi. Quindi, la scrittura va mescolata con il resto ma bisogna sempre dedicare attenzione alla storia che stiamo scrivendo.

Dunque sei tornato e non me ne ero accorto. Ciao Morgan.
.:.

La scrittura è un impasto di vita, esperienze, interiorità, attività creativa. Giudicare se l'impasto è riuscito, se è migliore con più parole e meno vita oppure il contrario, mi sembra una questione soggettiva.
Salgari descriveva perfettamente luoghi della terra in cui non si era mai recato.
L'arte è qualcosa di strano.
In fondo quando scriviamo non stiamo vivendo più intensamente rispetto ad altri momenti della nostra vita?

Marylibri

@Hemansji: carissimo, spero anzitutto che tu stia bene. Sì, da quasi un anno ormai. La prossima settimana leggerai qui di un argomento che conosciamo entrambi...

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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