Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

10 motivi per partecipare ai concorsi letterari

Sul+Romanzo+Blog+dieci+motivi.jpg

Di Simone Marzini

Oggi non avevo molta voglia di fare quindi riciclo un argomento precedentemente trattato, come fanno da sempre su Studio Aperto. Solo che qui non troverete topless e gossip.
Ma considerazioni sui concorsi letterari.

Parliamo dei concorsi letterari per inediti. Sono quelli che interessano agli esordienti. Solitamente sono per racconti e poesie, raramente romanzi.
Io ho partecipato a diversi concorsi letterari, un po' come la casalinga di Voghera partecipa alle raccolte punti.
Premesso questo, vi chiederete: ma dove li trovi tutti questi concorsi?
Principalmente su questi due portali:



Io ammetto di guardare solo i concorsi che non richiedono tassa di iscrizione. Ce ne sono talmente tanti di gratuiti che spendere 10 o 20 euro di iscrizione mi sembra di buttare via i pochi soldi che ho. Piuttosto me li spendo per comprare un libro.
Ora, veniamo al nocciolo della questione: perché partecipare?
Ci sono diversi motivi, più o meno intelligenti, che andrò a elencare in rigoroso ordine sparso: sta a voi poi creare una sorta di classifica personale.

E adesso a grande richiesta ecco i dieci motivi per cui dovreste partecipare ai concorsi letterari:

1- Avere una valutazione più oggettiva di quella di amici e parenti sul valore di quello che scrivete. Solitamente, poi dipende a seconda del concorso, è presente una giuria di qualità composta da addetti al settore, scrittori, giornalisti. Non so voi, ma io mi fido più di un loro giudizio rispetto a quello dei miei amici (che per la cronaca hanno dei soprannomi tipo Virus, Il Pirata, Prostata, La tigre del ribaltabile, Brutney, Zecca, Il caso Umano, Filini, il Reverendo, ecc.).

2- È collegato al primo. Se qualcuno di questi giurati rimane colpito dal vostro stile, o comunque vi premia, è più facile (ma non automatico) che sia disposto a leggere un vostro romanzo prima che la carta ingiallisca o che possa darvi qualche dritta su dove inviarlo.
Quindi nella scelta dei concorsi valutate anche la geografia: se siete di Bolzano magari al Premio Aspromonte non è il caso di partecipare. Anche perché in caso di vittoria la vostra presenza alla serata di premiazione è quasi d'obbligo: sia per il vostro ego, con i cinque minuti di celebrità garantiti, che per conoscere persone che hanno i vostri stessi interessi.

3- Si possono vincere bigliettoni. Non in tutti ma ci sono concorsi che vi permetteranno in caso di vincita di cambiare il pc, come ce ne sono altri in cui si vincono premi non in denaro ma in buoni acquisto, in copie omaggio, o la pubblicazione gratuita nell'antologia del premio letterario.

4- Avere uno scopo. Una scadenza di un concorso può darvi un obiettivo che per alcuni può essere uno sprone a scrivere e a non lasciare le cose nel cassetto o le mani in tasca.

5- Avere qualcosa da scrivere sul vostro curriculum letterario.

6- Per rimorchiare le ragazze. (Per rimorchiare i ragazzi basta la minigonna).

7- Non rubare.

8- Per vantarsene con gli amici trogloditi.

9- Fare esercizio e capire leggendo le opere dei vincitori cosa passa nella mente della giuria (alle volte sono ettolitri di vino).

10- Pubblicità.

Altro discorso sono i concorsi letterari, sempre più frequenti, indetti dalle case editrici.
Ce ne sono diversi, alcuni chiedono una tassa di lettura, altri l'acquisto di copie di libri come tassa di iscrizione, altre non chiedono nulla se non un briciolo di serietà in chi manda le opere.
Solitamente nel primo caso sono previsti premi in denaro. Queste, se devo essere sincero, non mi piacciono molto, alle volte c'è scritto: se non verranno selezionate opere meritevoli il premio non sarà assegnato. Ma non si parla della restituzione dei soldi di iscrizione.
Per l'acquisto di libri è una prassi che sta diventando sempre più comune, e che trovo abbia una sua etica, come già affermato.
Sul terzo caso non c'è niente da commentare.
Nei concorsi indetti dalle case editrici vengono frequentemente accettati anche romanzi, e spesso sono usati per selezionare opere attinenti alla linea editoriale.

Mettetevela via, che non è facile fare centro al primo colpo. Alle volte neanche il secondo, al terzo, al quarto, al cinquantesimo.
L’importante in certi casi è partecipare e imparare da quello che si è fatto.
Il tuo voto: Nessuno Media: 4.7 (3 voti)

Commenti

Ho partecipato ad uno solo di questi concorsi, con una mia poesia, con il risultato che il mio scritto è stato inserito in un'antologia che raccoglieva le opere migliori pervenute, non ho vinto ma comunque, la mia poesia, è stata selezionata e questo mi ha dato un pochino di soddisfazione, non lo nego, ma non sono molto propensa a partecipare ai concorsi perchè... sinceramente non so, esattamente, il perchè però non mi danno molta fiducia... ti dirò: io faccio parte della giuria di un paio di concorsi di cui, uno è a pagamento (20 euro per ogni testo inviato... 20 euro eh non so se rendo l'idea e l'altro, invece, è gratuito) naturalmente a chi fa parte della giuria non vengono percepiti compensi... come, del resto, per tutto quello che si fa... vabbè ma lasciamo perdere... leggendo i racconti e le poesie pervenutemi da questi concorsi, mi chiedo come, una persona possa spendere 20 euro per inviare una poesia di tre righe con annessi errori di ortografia, la rileggerai anche questa poesia prima di inviarla o no? Beh, visto i risultati, probabilmente no.
La pubblicità che ci si fa, se si vince, va bene, tutto è buono in quel senso...
Il tuo punto 6... beh, purtroppo, e sottolineo purtroppo, è vero! Anche se mi piace pensare che non tutti sono così... ;-)
Manuela

Io ho partecipato, e partecipo, ai concorsi, tuttavia resto scettica sulla loro importanza. Trovo sensati solo quelli che contemplino come premio o comunque fra gli obiettivi finali la pubblicazione dei testi da qualche parte, perché almeno si può pensare che il proprio racconto o poesia venga letto da una cerchia più vasta di persone. Gli altri che offrono un premio in denaro e basta mi convincono molto poco, perchè a parte la soddisfazione di chi intasca quei 500 o 1000 euro destinati al vincitore assoluto, o al massimo ai primi tre classificati, i testi verranno letti solo dai pochi giurati, sulla cui competenza poi non sempre si potrebbe scommettere, specie nei concorsi indetti da sperduti luoghi di provincia, e tutto finisce lì, ovvero nessuna possibilità di espandere la propria "visibilità".
Meglio magari certi concorsi online, che pubblicano i testi selezionati su uno o più siti, dove verranno sicuramente letti da un discreto numero di lettori.

Ciao, leggo spesso il blog, vi ho anche tra le amicizie su Facebook. Sono una studentessa di scienze umanistiche sotto lettere, e mi piace molto scrivere, anche se tutto ciò è ancora molto circoscritto al mondo del mio blog perchè ahimè ancora non ho mai avuto il coraggio di partecipare a un concorso. Comunque i siti per i concorsi che avete scritto sono molto utili, io però guardo anche in questo: http://www.concorsiletterari.it/ è suddiviso fra concorsi a pagamento, ma anche gratuiti, che ne pensate? ve lo segnalo, perchè comunque mi sembra molto serio...
Francesca

@Francesca: quel sito lì lo gestisce un mio amico, ex collega universitario. Io credo che sia fatto abbastanza bene.

Per quanto riguarda invece i concorsi in genere. Io ho ne ho frequentati un paio (sempre e soltanto gratuiti), ma non mi sono mai "piazzato". Non ne nego l'utilità e credo che rappresentino importanti occasioni di crescita e, in certi casi, di incontri. Purtroppo, però, hanno un limite: troppo spesso sono rivolti a racconti e questi non sono proprio la forma migliore in cui mi esprimo. Preferisco i romanzi, ma far partecipare opere lunghe a concorsi e sempre un po' più complesso, i concorsi sono di meno e, spesso, se non sono rivolti a opere edite, richiedono una tassa di partecipazione che, per principio, non voglio pagare.

Parto dal punto 6 :D
Ma che scherziamo? Un tempo era così, oggi la concorrenza è spietata, e mica solo tra donne... soprattutto se si considera che persino gli uomini usano cremine, fondotinta e belletti vari (come? Nell' '800 li usavano già? Vero.) e, poco ci manca, anche la minigonna...
Scherzi a parte, concordo pienamente con molti dei punti esposti: i concorsi sono un ottimo esercizio. Scrivere su di un tema libero e senza limiti di battute, può essere semplice; ma la bravura spesso sta nel riuscire a condensare dei concetti in poche righe e con elevata intensità. Concordo anche sul fatto che sia meglio partecipare a concorsi gratuiti, possibilmente con pubblicazione finale (anche se, bisogna dire, a volte le antologie non sono neppure distribuite nelle librerie e vengono realizzate al fine di "fare titolo" nei cataloghi della casa editrice, o con la speranza che i vincitori acquistino minimo una copia a testa).
In ogni caso, ben vengano i concorsi, è un ottimo modo per mettersi in discussione.
A quando un articolo sui quelli per esditi? Là ci sarebbe di dirne un bel po'. Di cotte e di crude, come si suol dire. O se ne è già parlato? Nel caso, dove posso trovare il link?

Scribacchina

Ciao, quel link lo conosco ma siccome c'è nella home anche una casa editrice che in alcuni casi chiede contributo di pubblicazione non ho voluto inserirlo preferendo mettere link di siti più neutri. Mia scelta personale, ma non parlo neanche nello specifico di nomi di case editrici perchè non voglio pubblicizzare nessuno.
Per i concordi editi c'è la lettera di andrea de carlo sul premio strega, non riesco a incollare il link cmq basta cercare su google andrea de carlo premio strega e la trovi al primo colpo.
Scribacchina: il mio era una valutazione a favore delle donne che guardano meno l'aspetto fisico, ma se mi dici che ultimamente si sono allineate agli uomini ne prenderò atto :-P

Mi pare che a parte il premio Calvino, a cui si può partecipare solo a condizione di non avere mai pubblicato e di disporre di un minipatrimonio da devolvere a favore dell'organizzazione, i premi migliori per gli esordienti siano quelli meno o non adeguatamente pubblicizzati. Mi riferisco al premio "Nanà", bandito dalla Avagliano, e al premio "Cimitile", organizzato dalla Guida editore: in entrambi i casi non si paga la quota d'iscrizione e in palio c'è la pubblicazione con due case editrici di un certo livello. A questi si potrebbe aggiungere il premio Tedeschi, dietro il quale c'è la Mondadori che, a quanto sembra, si prodiga molto meno delle altre due a pubblicizzarlo.
Negli altri casi, anche la vincita non assicura alcun beneficio, qualora il fine del partecipante sia la pubblicazione o comunque la visibilità.

Gianfranco

Il premio tedeschi è conosciuto anche come premio giallo mondadori, e direi che permette di avere un'ottima visibilità. Come anche il premio urania.
Che hanno scoperto scrittori esordienti che poi hanno continuato a sfornare successi (Come Valerio Evangelisti o Sandrone Dazieri ma ce ne sono molti altri).

Capiamo che lo stanziamento dei 60 euro possa apparire traumatizzante, ma teniamo a rendere noto che il nostro premio ha un bilancio veramente molto modesto, di cui le'insieme delle quote di partecipazione costituiscono il 50%.
La segreteria del Premio

Contrario ai concorsi in generale, ancor più se a pagamento. In Italia ne esistono solo un paio degni di credibilità, come ad esempio il Premio Calvino, 60 euro per partecipare ma si ha la certezza che non sia improvvisato. Per il resto non servono a niente, nè a conoscere persone, nè a farsi conoscere.
Concordo con molti articoli del tuo decalogo, tranne col settimo. Rubare è di sicuro l'attività più praticata dalla maggior parte dei grandi (e medi e piccoli) scrittori. Se non hai capito questo, allora sei su una strada sbagliata. Ogni artista "ruba" da chi lo ha preceduto, ma difficilmente si fa scoprire. La merce viene alterata e modificata la sua destinazione, tanto da renderne impossibile l'identificazione.

Tizio Caio Sempronio

@Simone: allora ci siamo solo reciprocamente fraintesi (circa il punto 6) ;-P
Di De Carlo ho seguito una "recente" intervista in merito ai premi per editi... chiedevo invece se c'era qui, in questo blog, un articolo che avesse già trattato l'argomento, da poter consultare e leggere.

Scribacchina

Tra i 10 motivi... la vernice dove la metti???
Altrimenti mica è un concorso serio!:-P

Ale

mi sto spaesando. io non ho mai partecipato a concorsi, è più forte di me, ho sempre il timore che la vittoria sia già predeterminata.

Ale: La vernice? Coi concorsi che ho vinto io siamo finiti a un centro sociale occupato dove c'era salame, mortadella e bicchieri di vino grinton! :)

Mi sembrate tutti un po' scettici sull'argomento "concorsi". Io la penso al contrario di voi e adesso inizierò a parteciparvi. Prima che Simone scrivesse questo articolo, avevo già segnato su un foglio di carta i concorsi ai quali posso e voglio partecipare. Ne ho segnati ben 7 e questi sono solo quelli con scadenza entro il 31 gennaio. Secondo me partecipare ai concorsi è un ottimo modo per iniziare la "carriera" di scrittore. E' un modo, certo, non IL modo, però "fa sangue". Vincere dei concorsi significa diventare consci della propria bravura e aumentare la propria autostima, nonché la voglia di continuare a scrivere sempre di più (anche per il curriculum farebbe bene). Certo, perdere sempre può anche scoraggiare, ma almeno servirà a farci capire tante cose, come ad esempio che dobbiamo migliorare, che dobbiamo "osare" di più, o più semplicemente: che dobbiamo trovarci un'altra passione che non sia la scrittura...

Partecipare ai concorsi? lo faccio da 1 anno e mezzo e sono disponibile a rivendere qualche antologia poetica.. Qualcuno è interessato? heheheh.
A parte le battute, direi che la prima distinzione andrebbe fatta tra i concorsi di poesia e quelli di narrativa, poi quelli gratis molto meglio...
Faccio solo 1 appunto alla "giurata": è vero che qualcuno i soldi li butta ma è molto più vero che qualcuno i soldi li ruba (spesso sono "Accademie" di dubbia origine, magari Petrarchesche... avviso per gli utenti: prevenire è meglio di curare).
Per quanto riguarda il Club degli Autori posso assicurarVi che sono persone serie e tutto sommato garantiscono un buon servizio con gentilezza e competenza; è anche vero che nessuno ti obbliga a partecipare ai concorsi a pagamento, a comprare Antologie, a pubblicare se sei selezionato tra i primi 10 o 50... Dipende sempre da te, non dagli altri.
Ultima riflessione sulle giurie che si occupano di poesia: a volte sono persino imbarazzanti (non solo incompetenti). Nel mio ancora breve percorso ho avuto la fortuna di conoscere persone veramente speciali ma anche "giurati" predisposti al manierismo (in tutti i sensi).
Un consiglio: leggete sempre le poesie classificate ai primi posti delle edizioni precedenti e le giurie, può essere molto utile!
Buona serata al Romanzo & Co.

Io ho partecipato a un concorso molto sui generis, nel senso che il premio era scrivere un romanzo a quattro mani con lo scrittore che lo ha indetto.. e mi è andata bene! Non ci ho guadagnato ancora un centesimo ma dal punto di vista umano ho trovato una persona bellissima con cui collaboro da ormai diversi anni.

Il fatto è che c'è concorso e concorso.. c'è Urania, ma c'è anche il "premio letterario della pro loco del paesino sperduto". Ricordo un articolo di Franco Forte sulla Writers Magazine in cui consigliava di non mettere sul curriculum letterario i premi ottenuti nei concorsi semisconosciuti.. ma naturalmente è la sua opinione personale. Voi cosa ne pensate?

io credo che le uniche cose che non vadano messe nel curriculum siano le pubblicazioni a pagamento :) per il resto credo che per un esordiente avere nel curriculum la vittoria di dieci concorsi o nessuno non faccia molta differenza. Vincere i concorsi semisconosciuti impressiona solo i parenti, non gli editor. Poi tanto basta leggere 3 pagine per farsi un'idea di come uno scrive

Concordo con le opinioni e sui 10 punti delle motivazioni per partecipare ai concorsi.
Scrivo da un paio d'anni, ho partecipato e partecipo a concorsi letterari e prevalentemente per avere un "incentivo" a non smettere di coltivare quella che è proprio una passione e per avere "visibilità" qua e là per il mondo al di là dei risultati.
E non concordo con Scribacchina!!ci sono ancora donne, Simone, che non guardano solo l'aspetto fisico....ma siamo mosche bianche!!!
Buona scrittura a tutti.
Vi ho linkati sul mio blog

ho partecipato alcune volte senza successo ma non è questo il problema. ciò che mi dà fastidio è che le opere restano di proprietà dell'organizzazione e non si possono più utilizzare. ho inviato tre racconti brevi e dai quali avrei potuto ricavarne dei romanzi ma ora non posso più farlo. quindi niente più concorsi.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.