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La perfetta presentazione del vostro prezioso romanzo - parte I

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Di Manuela Vio

Il titolo di questo articolo la dice lunga: “La perfetta presentazione…”, non esiste una perfetta presentazione perché alla fine, come si sa, c’è sempre qualcosa che va per il verso storto, ma cercherò in tutti i modi da me conosciuti (e quelli che sconosco li scoprirò) e sperimentati ad indirizzarvi sulla strada più giusta da percorrere per promuovere il vostro adorato romanzo, lo stesso che, dopo tutta la fatica fatta nello scriverlo, avete aspettato mesi se non addirittura anni per vederlo finalmente stampato. La strada, per far conoscere voi e vendere il vostro romanzo, sarà tutt’altro che liscia e piena di fiori di campo, vi ricordo che stiamo parlando di editoria signori miei e questo dice tutto. Prima cosa dipende sempre con che casa editrice voi avete pubblicato, se la vostra casa editrice è una delle tante che richiede contributo allora probabilmente, ma non è detto, sarà lei stessa a farvi un po’ di pubblicità ma non aspettatevi grandi cose altrimenti, se avete pubblicato senza aver dovuto pagare la vostra opera, mettevi una mano sul cuore e rimboccatevi le maniche perché l’aver scritto il vostro romanzo vi risulterà la cosa più semplice e meno faticosa che avete fatto fino a questo momento. Non voglio spaventare nessuno per carità ma è così, la strada è dura e tortuosa, con ostacoli non indifferenti e montagne da scalare per arrivare al vertice, però sia gli ostacoli che le montagne, con buona volontà ed impegno, si superano quindi non preoccupatevi.

Seconda cosa: è bene che una volta stampata l’opera voi ne acquistiate almeno una cinquantina di copie, a meno che, da contratto, non siate stati obbligati a comprane almeno 180, le copie vi serviranno per le presentazioni, quelle che farete al di fuori di una libreria. Le presentazioni nella varie librerie della vostra zona invece saranno le più semplici da organizzare ma anche le più deludenti per quanto riguarda il pubblico che si fermerà ad ascoltarvi declamare le vostre righe. Questo non è un motivo per demoralizzarvi, nel momento in cui sarete da soli con il vostro libro in mano e in compagnia solamente della commessa della libreria che vi guarderà con occhi compassionevoli, dai quali potrete tranquillamente leggere “poveraccio non si ferma nessuno ad ascoltarlo”, capirete da soli che prima di fare una presentazione in una libreria sarebbe il caso di farvi un po’ di pubblicità in giro, tipo volantini lasciati nei bar, chiamare amici e parenti tanto per fare “numero”… È così purtroppo.

Ho preso parte a molte presentazioni nelle librerie e, a meno che non sia una libreria famosissima e frequentatissima in tutte le ore del giorno, allora il fatto di avere un pubblico numeroso non sarà cosa facile. Non scoraggiatevi perché va bene lo stesso, le presentazioni nelle librerie sono gratuite e ci aiutano, un po’ alla volta, a combattere l’imbarazzo e la timidezza che tutti abbiamo all’inizio, è sempre meglio procedere per gradi, fidatevi. Pensate se la vostra prima presentazione dovesse essere fatta in un teatro dove la sala, gremita di gente, aspetta solo voi. Sarebbe bello certo ma l’imbarazzo e la timidezza dove la buttiamo in quel caso? Non tutti riescono a parlare tanto facilmente davanti ad un pubblico. La presentazione in un teatro ve la illustrerò più avanti.
Ci sono delle persone, i così detti “lettori” e non mi riferisco ai lettori nel senso di chi acquista e legge un libro ma sono i “lettori/attori”, cioè coloro che vengono ingaggiati dall’autore del romanzo per leggere al posto suo, magari uno è talmente timido che non riesce a parlare davanti agli altri, nemmeno in una libreria deserta. Naturalmente questi “lettori” si fanno pagare è ovvio, questo vuol dire che dopo un paio di presentazioni per le quali voi autori avete ingaggiato una di queste persone, prenderete il coraggio a due mani e leggerete voi stessi i vostri testi perché le vostre tasche cominceranno a piangere. È tutta esperienza che un po’ alla volta si acquisisce, non c’è nulla di cui spaventarsi, non c’è nulla di cui vergognarsi, voi siete gli artisti e sta a voi pubblicizzare al meglio la vostra opera d’arte, perché solo voi siete consci della fatica fatta per farla diventare ciò che volevate, anche se sono dell’idea che l’artista debba scrivere e l’editore debba pubblicizzare, ad ognuno il proprio mestiere no? Ma siccome non è sempre così allora da artisti quali siamo, ci si improvvisa anche pubblicitari, editing e quant’altro, vedrete che anche chi non ce l’ha, prima o poi, la faccia tosta la farete e senza che ve ne accorgiate. Sarete talmente presi dal fatto di farvi pubblicità che comincerete a presentarvi alle persone che vi interessano senza nemmeno più pensarci su, andrete da loro con la mano a mezz’aria e il bigliettino da visita nell’altra e farete nuove conoscenze sperando che da queste nascano altre conoscenze e opportunità per farvi conoscere.

Per il momento è tutto, questo è stato solamente un piccolo assaggio di come cominciare a farvi conoscere, il succo del discorso alla fine ci riporta ad un vecchio proverbio conosciuto in tutto il mondo: “Chi fa da sé fa per tre!”.
Comunque questa è una prima stesura di ciò che andrò a spiegarvi, per filo e per segno, nei prossimi post, dove vi illustrerò esattamente come funzionano le presentazioni nelle librerie seguite da quelle nei teatri, bar letterari, piazze, ristoranti ecc.

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Commenti

io che sono un timido cronico all'infuori degli ambienti a me familiari temo un po' le presentazioni, ma mi butto quando c'è da farlo.
Detto questo vedo che è una strada da percorrere con passione, anche se io nella mia visione "idealistica" dell'editoria credo che sarebbero compiti spettanti all'editore.
Comunque vedrò quando, se mai uscirà, il mio primo libro, come seguire al meglio i tuoi consigli :)

Spero di essere utile a tutti... anche io sono molto timida ma... si sa che la timidezza, se si tratta di cose e situazioni alle quali teniamo, la si deve mettere da parte... so che non è facile, lo so bene perchè io sono la prima che si vergogna in determinate situazioni ma ci si fa il famoso callo :-)

Gentile Manuela, lodevole iniziativa. Ho letto con piacere e attenzione ma vorrei fare delle piccole precisazioni. Scrivi che se la casa editrice ha richiesto un contributo è possibile che ti faccia un po' di pubblicità. Secondo quanto ho visto e le esperienze e testimonianze raccolte da autori che conosco la situazione è diversa. Se una casa editrice ti chiede un contributo a fondo perduto, vuol dire che si è coperta le spalle per le spese di pubblicazione e non gliene frega men che meno di spingere il libro. Al più ti metterà la copertina su un sito, IBS eccetera e buonanotte al secchio. Diverso il discorso invece per quelle case editrici che si accollano le spese e ti chiedono un acquisto in copie, libero, a prezzo scontato, per le tue presentazioni. Queste si comportano in maniera onesta. Hanno tutto l'interesse a promuovere il libro, ti portano alle fiere, ti procurano presentazioni. Detto questo, una volta pubblicato, la strada è tutta in salita. L'autore deve prendere in carico il suo libro e farsi vedere in giro, partecipare a concorsi, spingerlo a più non posso. Il mercato è saturo e non da spazio a nessuno. E non si creda che questo sia solo il destino degli autori emergenti. C'è chi ha pubblicato anche con grandi gruppi (un solo nome, Marsilio)e la casa non ha mosso quasi un dito... Nel mare magnum di proposte ci si perde. Ad esempio la Mondadori ti fa uscire anche dal tabaccaio sotto casa, per una settimana poi, se il libro non decolla, sparisce da tutte le vetrine. Solo sul lungo tempo e sul passaparola il libro cresce, in maniera trasversale. Tornerò a leggerti volentieri.
8-)

@Alberto, vorrei dirti solo una cosa, ho avuto modo di leggere e consultare un contratto "tipo" di una casa editrice che fa emergere gli emergenti (scusa il gioco di parole), io stessa ho partecipato ad un "concorso" di questa casa editrice, da questa mia partecipazione, dopo un mese circa mi arrivò a casa una busta con il contratto ecc... dove illustravano le varie strategie pubblicitarie per lanciare il romanzo e di come mi avrebbero fatto conoscere in giro... tutto questo ovviamente pagando una certa cifra, certo è vero che pagando questa cifra io avrei ricevuto a casa mia 180 copie del mio bel romanzo e anche nel giro di 4 mesi dalla data di saldo dell'importo (perchè ti danno anche la possibilità di scegliere un pagamento rateale cari) oltre al fatto di non aver accettato questo contratto, ho pensato "ma poi io con queste 180 copie che cavolo ci faccio?" naturalmente le avrei vendute a chi conosco per prima cosa e poi avrei fatto presentazioni a raffica solamente per riuscire a venderle tutte e far rientrare nelle mie tasche la cifra sborsata per tali copie, senza contare tra l'altro che le copie avrei dovuto acquistarle al prezzo di copertina senza nemmeno un misero sconto del 10% (calcolando che ero l'autrice non mi sembrava affatto giusto) oltre alla lettura e all'analisi molto meticolosa da parte mia del contratto in questione, ho telefonato direttamente alla redazione di questa casa editrice e ho parlato con uno dei responsabili che, oltre al fatto di lodare la tua opera e dirti che sicuramente le tue 180 copie le farai fuori nel giro di pochi giorni, non mi ha dato nessuna sicurezza alcuna... la casa editrice in questione, affermava anche il mio testo sarebbe stato presentato alla famosa fiera di Torino e anche a quella di Francoforte ecc... insomma tutte belle cose certo ma chi mi diceva che avrebbero sul serio fatto tutto questo? Un mio amico, scrittore anche lui, ha pubblicato con la medesima casa editrice e ogni giorno ci deve litigare per valere i suoi diritti (di contratto)... così ho lasciato perdere... io personalmente ho pubblicato il mio romanzo con una casa editrice che non mi ha richiesto nessun tipo di contributo, ci ha messo 2 anni per pubblicare il mio romanzo e adesso che finalmente è nei siti di "vendita libri" e ordinabile in tutte le librerie, sta a me cercare di fargli e farmi della pubblicità con: presentazioni, volantini e rotture di scatole a non finire, ma non è questo, lo faccio punto e stop e sto anche zitta, il fatto è che come dici tu, una casa editrice che non richiede contributo ha, o dovrebbe avere (e questo lo aggiungo io), tutti gli interessi a pubblicizzare la tua opera ma non è affatto così, la mia dopo aver stampato il testo se ne sta lavando le famose mani perchè tutto il lavoro di pubblicizzare e far conoscere la mia creatura spetta a me e loro non hanno fatto altro che inserire il testo su Ibs/Bol e qual si voglia siti simili... riuscire ad arrivare alla Mondadori o comunque case editrici di grande fama, è difficilissimo perchè se non sei nessuno (per loro) continuerai ad essere nessuno...
Ti ringrazio per il commento e mi fa piacere che hai apprezzato!
;-)
Manu

@Manuela. Grazie della tua pronta risposta. Prima di tutto mi complimento con te perché hai fatto la scelta giusta. Sono contrario all'editoria a pagamento in ogni sua forma, e qui rischiavi di perderci alla grande. Meglio la seconda scelta, che non ti ha salassato, anche se non ti promuove. Purtroppo è un refrain che si continua a sentire: se l'autore non si muove non succede nulla. Io consiglierei prima di firmare il contratto di provare a contattare gli autori che hanno già pubblicato con l'editore, sentire com'è andata a loro. Anche filtrare le risposte (alcuni sono subdoli e attenti solo al loro orticello). Solo se divulghiamo le esperienze riusciremo a premunirci contro questi mercanti. So di piccoli editori onesti; non fanno grandi numeri ma sono onesti, fanno quanto è in loro potere. Da Mondadori ci entri solo se sei il super paraculato di turno (per quanto tu scriva bene, non è per via meritocratica). Se provi a contattarli per telefono ti dicono che sono al completo, non esaminano più nulla, ti invitano a partecipare a concorsi con generi tipo fantasy o science fiction o noir, gli unici che tirino. Ma allora mi chiedo: perché hanno pubblicato Fabio Volo o Paolo Giordano? E' la nuova letteratura italiana?

Buonasera a tutti , vorrei rispondere a marco e Manuela, forse mi sono dimenticato di dire che quasi tutte le agenzie letterarie e case editrici a cui ho proposto il mio racconto erano entusiaste di potere pubblicare il mio libro ( tra l'altro se leggete l'introduzione capirete che è un ottimo racconto prodigo di consigli su di una realtà, ma anche di molte altre che, sono molto vicine a tutti i popoli della terra ) il tutto soggettivo naturalmente .
Quello che vorrei precisare è che, non ho nulla contro le categorie che ho menzionato , non le amo particolarmente ma nemmeno le odio , il fatto è che in italia specialmente, se non sei qualcuno , non ti caga nessuno a parte alcuni rari casi , ma rari è ..... ,
tutti e dico tutti mi hanno proposto il contratto di pubblicazione tramite pagamenti vari che voi conoscerete certamente, sono stato io che non ho accettato perchè non voglio spendere, perchè sono momentaneamente senza lavoro , perchè magari non voglio pagare per pubblicare qualcosa che mi è costata mesi e mesi di duro lavoro , perchè magari sono solo una testa dura .......

Ho proposto a tutti loro di essere assunto provvisoriamente e pubblicare per loro in esclusiva una quarantina di racconti di varie fasce letterarie ed avere una piccola percentuale sulle vendite , RISPOSTA : 2 DI PICCHE !!!! ok , allora cambio registro e gli dimostrerò che i miei racconti avranno successo lo stesso senza il loro "magnanimo" aiuto, così alla loro futura richiesta di collaborazione ( e ci sarà , statene certi ) io risponderò 2 DI PICCHE !!!
Ciao a tutti e andate sempre dritti per la vostra strada senza piegarvi a nessuno , Romy Beat .

( accidenti ai blog che non puoi fare copia e incolla ) P.P.T.

@Alberto anche io non sono d'accordo con l'editoria a pagamento però alle volte ci si deve un attimo piegare ad essa perchè, ti faccio un esempio pratico... il tuo primo libro l'hai pubblicato non a pagamento, ti sei fatto un... così per pubblicizzarlo per farti conoscere e vendere le tue copie ecc... magari hai pronto un secondo romanzo e nessuna casa editrice senza contributo ti considera e tu, per non perdere la notorietà acquisita con il sudore della fronte e la fatica emotiva promuovendo il tuo primo testo ecc... allora forse e sottolineo forse si potrebbe pensare all'editoria a pagamento ma ovviamente come penultima spiaggia perchè l'ultima è quella dell'autoproduzione, non è giusto, secondo me, che si paghi per una cosa che abbiamo scritto noi in mesi e mesi di lavoro, fatica, tempo ed enerigia, e c'è chi ci impiega addiriuttura anni... perchè sarebbe veramente come farsi un autoproduzione con la differenza che firmiamo un contratto... non è proprio giusto! Io non so come Fabio Volo e Giordano abbiano fatto a pubblicare con la Mondadori, sinceramente ho letto sia Giordano che Volo e... beh, ho già detto nel post di Simone come la penso su questi due autori... la Mondadori è una cosa al di là, che noi piccoli esseri mortali non potremmo mai raggiungere se non con una bella e forte spinta... ;-)
@Romy Beat, mi piace il tuo modo di pensare, anche io sono così, sono sicura che la tua opera sia valida per la pubblicazione ma come ben sai e ti sarai accorto è un mondo durissimo dove: se non sei nessuno, continuerai a rimanere nessuno. Spero tanto che il tuo testo venga apprezzato da chi conta veramente e ti faccio un "in bocca al lupo... " per tutto quanto, anche se sono animalista e questi "in bocca al lupo" non è che mi piacciano più di tanto ma vabbè... sono solo parole no? :-)
Manuela

Grazie Manu , io ce la farò ! ( speriamo )

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